KETSUI -
Kizuna Jigoku Tachi L'impronta di Cave è tangibile in
ogni singolo sparatutto dell'era moderna. Il sistema di punteggio, il disegno delle
astronavi e, molto spesso, la stessa velocità di gioco attinge spudoratamente alla
filosofia dettata dagli autori di Dodonpachi e Progear. Un nuovo corso
dello shooter di concezione classica che ha fatto sì che lo stesso sopravvivesse
allo sterminio ideologico portato dagli sparatutto in prima persona, trovando rifugio nei
meandri ancora accoglienti delle sale giochi nipponiche. E Ketsui è uno
di quei "nuovi shoot'em up" basati sull'accumulo, sulle chain,
sulle tecniche di avvicinamento del bersaglio e sulla arte della moltiplicazione del
punteggio. Realizzato nel 2002 e purtroppo ignorato da Arika, che solitamente si occupa
delle trasposizioni domestiche dei giochi Cave, Ketsui è l'ennesima dimostrazione del
grande talento di questo gruppo di programmatori. Per loro lo sparatutto è una forma di
controarte post-modernista in diretta negazione del lineare deflagrare di Capcom,
Technosoft o Seibu, ed è per tale ragione che questo genere di shooter fa storia
a sè. Puoi essere un amante dello shoot'em up e finire invece per detestare un
titolo come Ketsui.
Se si adopera il manic shooter e si
cercano rivoluzioni, Ketsui non ne offrirà. La struttura verticalista e la quantità di
materiale sparato a video appartegono al retaggio della Cave, sicché abbiamo due
tipologie di sparo, uno continuo e l'altro con lock-on a mirino bloccato tenendo
premuto; se si vuole utilizzare il secondo metodo ci si deve avvicinare all'obiettivo
direttamente con la navicella. Ed è proprio sulla vicinanza agli obiettivi che Ketsui
espone le sue ideologie di accumulazione: più si è attaccati alle astronavi nemiche,
migliori saranno gli items rilasciati dalle stesse. Nel caso specifico ci verranno
elargiti degli speciali box numerati (da uno a cinque), che una volta acquisiti
cagioneranno un countdown entro cui scatenare il fattore combo. Il sistema di
controllo è come sempre puntuale e preciso, e la difficoltà generale si attesta ancora
su livelli piuttosto elevati. Ma non poi tanto se paragoniamo Ketsui ai due ultimi
Dodonpachi, nonostante un ritmo di gioco veramente alto data la velocità con cui i
proiettili si apprestano al nostro velivolo. Il volume di fuoco resta impressionante
creando, quale marchio di fabbrica, un prospetto pirotecnico policromatico, in cui per
prevalere si dovrà isolare il campo interattivo utile e distinguere i propri proiettili
da quelli nemici, che sopraggiungono a grappoli e da ogni direzione.
Il nostro amore, sconfinato, per tutti gli
sparatutto realizzati dalla Cave ci farà necessariamente assumere una posizione di parte.
Per quanto il concept di base non sia variato significativamente dai tempi di Guwange,
è inconfutabile il fatto di ritrovarci, puntualmente, dinnanzi a una rappresentazione
stilistica che va oltre qualsiasi puntualizzazione o critica. Ketsui è la continuazione
della filosofia iconografica di Junya Inoue, che adesso corrompe il video
con visioni meccaniche ora moderne e contemporanee, ora futuristiche e futuribili nella
rappresentazione dei meccanismi. La completa bidimensione della grafica impone allo
sparatutto una fotografia altamente illustrativa, evidente nella isometria degli edifici e
nella prospettiva forzata dello scorrimento. Tutto scorre via fluidamente in un mare di
fotogrammi di animazione, senza che vi siano rallentamenti degni di nota. Sicchè il character
deisign e il mecha design si fondono per innalzare, ancora una volta, la
idealizzazione di un mondo tangibile ma irreale, irrisolto e allo stesso tempo creatore di
frontiere architettoniche supreme. La colonna sonora, adiacente alla continuità
intellettuale delle immagini, immerge il giocatore in tracciati musicali dagli echi
leggendari, sostenendolo col ritmo delle tonalità alte e con i detriti delle detonazioni
multiple. Un grande gioco. Che si sia o meno conoscitori del genere, si dovrebbe
considerare Ketsui come L' obiettivo da raggiungere per la maturazione del proprio io
videoludico e culturale. E che si sia più o meno abili in questo genere di giochi è un
dettaglio: prendete allora Ketsui e lasciatevi trasportare dal vento della distruzione.
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