THE KING OF DRAGONS

Kodcover2.GIF (38884 bytes)Il potere evocativo di uno sfondo bidimensionale intercede, solitamente, per il periodo neo-rinascimentale del videogioco capcomiano. Siamo agli inizi degli anni' 90 e nel pieno dello sviluppo della CPS1, che cominciava a mostrare agli occhi sognatori del videogiocatore medio la fantasia tipica delle fiabe. I colori, i guerrieri, i castelli, le battaglie e le magie diventavano la costante, e noi lì a contemplare quel monitor in wide screen che spaziava orizzontalmente per scatenare la nostra immaginazione. The King Of Dragons è immaginazione pura. Quella che scopri di possedere dopo un viaggio avventuroso fra draghi sputafuoco e potenti stregoni incappucciati. Quella che ti possiede nel dormiveglia, quando pensi di esser desto mentre il velo della irrealtà ti avvolge lievemente. La poesia di King Of Dragons la avverti al cospetto della sua semplicità di picchiaduro a scorrimento perchè il suo mondo sembra concepito ideograficamente, modellato secondo una base stilistica mai sottotono, mai eccessiva. Un mondo, quello del re dei draghi, oggi ancora più credibile dall'alto di uno spettacolo fotografico illuminante per sincronismi e caratterizzazione....

Ancora una volta offresi possibilità di gioco in tre simultaneamente, scegliendo fra cinque eroi leggendari. Vi sarà un guerriero con tanto di spadone, un chierico bardato di scudo e corazza, un elfo arciere, un mago e l'immancabile nano. Le analogie con Golden Axe si sprecano: oltre alle similitudini con i protagonisti, troveremo lo gnomo che rilascia i tesori, le magie, i mostri giganti e parte del bestiario incontrato nel capolavoro Sega. Anche la giocabilità non si discosta molto dalla progressione orizzontale classica, se non nella possibilità di potenziare le nostre armi e di acquisirne di nuove. Rispetto a Knights Of The Round, rilasciato nello stesso anno, si riscontra una maggiore linearità in sede di combattimento corpo a corpo, cagionata dalla effettiva scarsa varietà di mosse effettuabili. Il fatto di potere scagliare incantesimi e magie compensa solo in parte tale deficienza, rimandando il succo della giocabilità alla interazione con altri giocaotri umani. Il punto di forza di King Of Dragons sta nell'ottimo bilanciamento cooperativo e nel divertimento che ne deriva in sede di di ripartizione delle armi e di amministrazione degli incantesimi. La confusione, sistematica e voluta, degli effetti magici complementari accresce la sensazione di "battaglia epica", portando il gameplay a dipendere direttamente dalla evoluzione delle guarnigioni nemiche. Se è vero quindi che nei primi livelli la azione potrà sembrare monotona, con la progressione sarà la furia degli scontri a prevalere.

Resta il fatto che il gioco in single player resti sostanzialmente accettabile, per quanto privo di spunti interessanti. Continueremo a giocare affascinati dal mondo incantato concepito da Capcom, ma anche presi dal carisma dei personaggi selezionabili, ognuno portatore di sostanziali novità in ambito arsenale e magie. Abbiamo notato che la giocabilità, nonchè il modo con cui approcciarsi al gioco, dipendano in modo decisivo dalla scelta iniziale, e portino ad avvantaggiare sostanzialmente il guerriero con lo spadone (Fighter). E poi basta. The King Of Dragons non può dirsi certo fautore di innovazioni ludiche lampanti, nè di sperimentazioni atte rendere più interessante la struttura del picchiaduro. Genere che, allora come adesso, non predilige estraneità concettuali puntando direttamente alla immediatezza degli intenti e alla restituzione di un principio dinamico essenziale. E Capcom in tali mansioni non era seconda a nessuno. Sull'aspetto tecnico vi è poco da appuntare, a cominciare dai fondali completamente animati e in parallasse, minuziosamente dettagliati in ogni locazione, finendo al disegno di tutti gli sprites, che trova il suo culmine nella enormità dei mostri di fine livello. Un appunto andrebbe da farsi verso alcune animazioni (vedi quelle dei goblin), che avrebbero potuto essere più fluide, ma è una questione di poco conto nella magnificenza generalizzata dell'affresco. Le musiche spiccano allo stesso modo straordinarie, espressione di un fantastico tangibile, cantato da echi medievali avvolgenti ed effetti decisamente riusciti. Tuttavia, e nonostante la eccellente tecnica generale, non siamo ancora sui livelli raggiunti da Knights Of The Round sul profilo squisitamente giocoso. A King Of Dragons manca infatti quella varietà ludica necessaria a reggere l'interesse del giocatore fino alla fine, soprattutto se la partita viene intrapresa senza avvalersi della compagnia di almeno un amico....                

                

 

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PRO

Graficamente eccezionale

Musicalmente straordinario

Ludicamente affascinante

CONTRO

Nel single player a tratti monotono

                   
                    

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Note di produzione