KNIGHTS OF
THE ROUND Eh si, il Medioevo. Amori guerre
spade sangue avventura cavalieri re regine donzelle giullari furfanti castelli saccheggi
tenzone e spada nella roccia. Parolaio che Capcom declinò con gioia prima di sviluppare Knights
Of The Round (I Cavalieri Della Tavola Rotonda), un mito letterario che,
naturalmente, gli artisti di Osaka rivoltarono debitamente per mischiare il fantastico con
l'improbabile e guarnire il tutto con una sana mattanza basata sulle spade. Gran cosa.
Insomma Avalon e tutte le leggende annesse ci avevano sempre affascinato, e adesso che
potevamo armarci di spadone e uccidere tutti incondizionatamente, e a cavallo anche, ci
veniva di erigere un monumento a Capcom con su scritto: "siete dei cialtroni, ma vi
amiamo per questo". I tre protagonisti della storia (chiamiamola così) sono
nientemeno che Artù, Lancillotto e Parceval, e il loro compito sarà quello di trovare il
Santo Graal e restituire la pace all'Inghilterra. Più o meno. In realtà ciò che conta
è infilzare quà e là e performare, all'occorrenza, i super colpi previsti per ogni
personaggio. Un divertimento immane e infinito se accostato in tre simultaneamente....
Infatti la maggiore novità di Knights Of The Round stava
nella possibilità di affrontare le partite con due ulteriori amici, con divertimento
moltiplicato per tre e schermo ricoperto di sprites. Per il resto si tratta,
sostanzialmente, di un beat'em up a scorrimento dei più classici, che adopera la
classica pulsanteria doppia e che, una volta premuti entrambi i tasti, ti tira fuori la
super mossa. Naturalmente ogni cavaliere possiede delle caratteristiche peculiari e uno
stile personalizzato. Ad esempio Lancillotto si rivela essere il più efficace per
velocità e dinamismo, mentre Parceval è una sorta di bestione piuttosto lento ma
dannatamente potente nei corpo a corpo. Re Artù rappresenta la via di mezzo, e di
conseguenza il personaggio più equilibrato e, forse, quello che oggettivamente garantisce
la maggiore efficacia nel gioco in singolo. Infatti attuando un raffronto prestazionale,
avente oggetto il giocatore medio, si ravvisa un netto predominio di Artù sul livello
raggiunto con la prima partita. Ma è comunque una questione di simbiosi, di adeguarsi al
personaggio scelto e di sfruttare al massimo le sue predisposizioni belliche. Elementi
quali le ricariche energetiche e i tesori sono, come di consueto, presenti e consistenti,
creando una progressione meno traumatica e delle situazioni alquanto interessanti. Ergo,
quando un cavaliere sullo sfondo è vittima di un agguato, intervenendo tempestivamente
scongiureremo la minaccia e, al contempo, otterremo un bonus in pagnotta rigenerante.
La varietà, in Knights Of The Round, non manca. Accadrà
sovente di montare su di un destriero, e di comandare idealmente i nostri compagni d'arme.
Sul cavallo il sistema di controllo muta di conseguenza, dato che il tasto del salto viene
adibito per cambiare direzionamento e quello di attacco per disarcionare i cavalieri su
terra ferma. Quindi, oltre che logistici, i benefici conseguenti l'ottenimento del
quadrupede sono anche pratici, e se sapremo giostrare bene quella del cavallo diverrà una
arma supplementare dalla incontestabile efficacia. Per ciò che concerne i livelli, vene
saranno in tutto sette. Alla fine di ognuno combatteremo con l'immancabile guardiano che,
una volta sconfitto, ci elargirà una serie di bonus dandoci accesso al nuovo stage. La
chicca: il boss dell'ultimo livello si chiama Garibaldi (sono pazzi sti giapponesi).
Giunti all'aspetto tecnico, il picchiaduro Capcom offre tutta la sapienza iconografica di
un grande affresco medievale. Tralasciando la caratterizzazione dei protagonisti,
generalmente ottima per quanto poco fedele alla tradizione (Lancillotto è il classico
belloccio dai capelli d'argento e molto effemminato), ciò che stupisce in Knights Of The
Round è la messa in scena. Capiterà di combattere mentre lo sfondo si anima di una
autentica battaglia, con guerrireri visti in lontananza che tirano di spada e i fumi che
sovrastano il cielo. Capiterà di sorprenderci alla vista di un paesaggio sconfinato, con
ruscelli splendidamente animati o mulini ad acqua minuziosamente riprodotti secondo gli
stili architettonici del tredicesimo secolo. Straordinaria, ancora, la realizzazione
sonora, che si esprime con brani medievaleggianti molto evocativi e perfettamente
integrati al contesto avventuroso. Così ci troviamo dinnanzi, e quì concludiamo, a un
grande picchiaduro a scorrimento di tipo tradizionale. E per tre giocatori anche....
|
 |