MATRIMELEE

Matri0.gif (43685 bytes)Malgrado non vi siano riferimenti nella titolazione, Matrimelee appartiene alla saga di Power Instinct, culminata qualche anno fa con l'eccentrico Groove On Fight. Ritroveremo una manciata di personaggi, parte delle meccaniche iniziali e qualche introduzione a livello di gameplay e....basta. In effetti da Noise Factory, dopo Sengoku 3, ci si aspettava un titolo che gli fosse quantomeno all'altezza. Invece Matrimelee è un prodotto che sembra realizzato per accontentare i fan dei picchiaduro bidimensionali per Neo Geo, ghettizzando tutti gli altri potenziali utenti. Un titolo da collezione che offre sì momenti di spassoso divertimento, ma che non si eleva in alcun modo dalla massa. Ma quantomeno la trama prende una piega interessante, visto che al vincitore del torneo è dato come premio un "matrimonio da sogno", con il principe azzurro ideale (e corrispettivo femminile). Resta il fatto che Noise Factory non smentisce il suo talento nella caratterizzazione pura, nella realizzazione di personaggi altamente carismatici, nella costruzione di mosse spettacolari e coreografiche al contempo. Il classico gioco "carino".....

A livello di giocabilità risulta essenziale lo Stress Meter, barra energetica a riempimento che una volta giunta al culmine esplode in super mosse devastanti. Ma al contrario di quanto avviene nella stragrande maggioranza dei picchiaduro in 2D, la barra di accumulazione non è regolata dal numero di colpi che riusciremo a infliggere agli opponenti, bensi dalla capacità di assorbimento di questi ultimi. Praticamente più subiamo, più la barra si accresce, e maggiori sono i rischi, per l'avversario, di ritrovarsi al tappeto dopo aver messo a segno una serie di colpi assestati. Chiariamoci: nulla di veramente rivoluzionario, ma abbiamo apprezzato. L'arbitro che appare in secondo piano potrà essere utilizzato - la bizzarria migliore del gioco - come arma di attacco per infliggere ulteriore danno, mentre a contrapposizione di attacchi simultanei si farà largo la Bloodline Battle, una sorta di sottogioco che detta i tempi delle mosse fin quando uno dei due non sbaglia. Ma si sarebbe potuto osare di più. Malgrado la buona volontà, e lo stile inimitabile di Noise Factory, qualcosa non torna, ed è precisamente quella sensazione di incompletezza strutturale che non intrattiene come dovrebbe il giocatore. Alcuni personaggi, ad esempio, appaiono sbilanciati o troppo semplici da utilizzare. Altri di difficile assimilazione e anche abbastanza scarsi. Non vi è una via di mezzo e questo è male. Problema che viene fuori nel single player, in principal modo, ma che sussiste anche sfidando un amico.

In quanto a caratterizzazione Matrimelee si lascia osservare con piacere. Grande cura è riposta nel design dei personaggi e nelle loro animazioni, nelle loro pose plastiche e nelle super mosse pirotecniche, nella schermata di selezione che introduce ogni combattente tramite una schermata accattivante. Quando vedi il gioco per la prima volta sembra essere ritornati ai fasti di Waku Waku 7, immersi in quell'aria frizzante e stilosa degna della Atlus. Ma è giusto la prima impressione, perchè cominciando a giocare ti accorgi che gli stage sono solo cinque, contro un totale di venti personaggi utilizzabili, e che gli sfondi risentono di una mancanza cronica di dettaglio. I programmatori hanno dato forte risalto al disegno dei lottatori trascurando, però, tutta la restante componente grafica. Un fatto abbastanza grave che risalta ancora di più quando paragoniamo Matrimelee a Power Instinct 2, che per quanto sia stato realizzato molto tempo prima batte in varietà, e anche in colorazione, la più recente opera di Noise Factory. Il sonoro si salva appena: a musichette carine e orecchiabili si contrappone una realizzazione degli effetti a tratti rivedibile, che non risuona della nitidezza riscontrabile in un Rage Of The Dragons o in un Mark Of The Wolves. Ciononostante la lacuna maggiore, in Matrimelee, è nella longevità globale. Giocare da soli è veramente frustrante, e malgrado i primi lottatori si lascino sconfiggere abbastanza facilmente, prima della fine ci ritroveremo ad affrontare personaggi sin troppo ostici e inspiegabilmente refrattari a qualsiasi variante strategica. Una buona dose di impegno e abnegazione potrebbe risolvere il problema, magari imparando alla perfezione le mosse di un singolo lottatore, nonchè gli attacchi ciclici dell'avversario di turno, ma non cerchiamo questo da un picchiaduro bidimensionale dell'era moderna....

 

 

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PRO

Bizzarra caratterizzazione

Subito divertente

                     

CONTRO

Scarsa varietà dei fondali

A tratti frustrante

Alcuni personaggi sbilanciati

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Note di produzione