NIGHTMARE IN THE DARK

nightmarecover2.JPG (20849 bytes)Non sappiamo perché alla Gavaking, sussidiaria di SNK, venne in mente di sviluppare un gioco a piattaforme in pieno 2000. Per di più il titolo era palesemente ispirato al celeberrimo Snow Bros di Toaplan, uscito in arcade ben dieci anni prima. Naturalmente se il concept originario è valido, nessuno vieta a Gavaking di reintegrare il tutto per una società che ha dimenticato Snow Bros e che apprezza le ambientazioni horrorifere. Per limitare i costi, ma anche per riprodurre lo spirito bidimensionale di un tempo, si scelse l'immortale hardware Neo Geo e si decise di disegnare un mondo in 2D tipicamente fiabesco. Nightmare in the Dark è un platform esplicitamente tradizionale ma accattivante grazie a un gameplay che non ammette tempi morti e che rimanda alla frenesia dei classici Taito. Se rientrate nella categoria emarginata degli hardcore gamers vi farete prendere dal romanticismo ludico dell'opera Gavaking, e finirete per apprezzarne la immediatezza e l'ispirato character design malgrado la assenza di idee. Nightmare in the Dark è il culto per l'arcaico.

E' un peccato che Gavaking non abbia prodotto una cartuccia per il mercato domestico AES, sicché l'unico modo per giocarvi su console sarebbe via adattatore Phantom-1. Disamina di gioco: rendiamo noto che la struttura è molto semplice in quanto dispone un mostriciattolo dagli occhi rossi con cui annientare tutti i nemici sullo schermo (zombie, scheletri, fantasmi, goblins). La schermata è fissa, quindi non a scorrimento, così da assecondare uno stile di gioco che si regga anche sulla strategia del tempismo. Nostra unica arma delle palle infuocate che serviranno a inprigionare le creature, che una volta all'interno della nostra prigione di fuoco saranno in balia della nostre azioni. Se conoscete Snow Bros avrete già intuito lo schema del gioco, visto che i programmatori non hanno fatto altro che sostituire le palle di neve con quelle infuocate. Ma al contrario di ciò che accadeva nel titolo Toaplan, in Nightmare in the Dark potremo afferrare la sfera che racchiude il nemico e spostarla, oltre che a destra e a sinistra, anche in alto e in basso. La stessa ha la capacità di rimbalzare sui muri diverse volte, prima di sfaldarsi e travolgere nella sua scia i nemici che saranno nelle vicinanze. Semplice, immediato, divertente. Ogni stage sarà formato da cinque sottolivelli il cui ultimo presenterà l'immancabile boss, guardiano del mondo successivo e dalla cattiveria bastarda. Sarà a ogni modo importante raccogliere gli items rilasciati dai cattivoni nel momento della loro dipartita, per guadagnare punti e non solo.

Detti items potranno, invero, potenziare il nostro attacco e rendere meno dispendiosa la conversione del nemico in bolla di fuoco. La percentuale di permanenza nel gioco aumenterà e decrescerà proprio su questo principio, allorché nei livelli avanzati il numero dei mostri aumenterà e la velocità stessa diverrà più sostenuta. Abbiamo riscontrato una A.I. più raffinata rispetto a Snow Bros, se non altro per un livello di ostilità maggiormente basato sull'intuito e meno devoto alla casualità del coin-op Toaplan. La efficacia del sistema di controllo fa sì che il diletto venga fuori con la spensieratezza dei classici multilivello della Taito, prendendo come esempio, oltre al suo titolo ispiratore, anche i vari Bubble Bobble, Rodland, Rainbow Islands. Una sana partita in doppio, inoltre, moltiplicherà per due o tre volte il divertimento già convincente del single player mode a garantire una longevità virtualmente illimitata. Riguardo l'aspetto grafico bisogna dire che Gavaking, pur senza sfruttare troppo le risorse del Neo Geo, ha saputo concepire delle ambientazioni estremamente dettagliate. La sensazione di trovarsi all'interno di un mondo illusorio è totale, grazie a una colorazione che mette in risalto tramonti, foreste incantate e misteriosi antri scolpiti nella roccia. Gli sfondi appaiono ispirati da un tocco macabro che ricorda a tratti Ghouls'n Ghosts, mentre le animazioni risultano eccellenti in tutte le situazioni, con boss giganteschi che si muovono con naturale fluidità e chicche quali gli zombie che deambulano spaesati e cadenti. Di fatto Nightmere in the Dark offre, tecnicamente, più di quanto ci si potesse attendere da una software house come Gavaking. E lo stesso può dirsi della realizzazione sonora, che si avvale di una orchestra gothic oriented che sa di periodo d'oro del Neo Geo. Nightmare in the Dark è per tali ragioni un titolo da tenere presente in caso si fosse in ricerca di intrattenimento classico.

 

 

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PRO

Giocabilità immediata

Ottima realizzazione tecnica

Eccellente atmosfera horror

CONTRO

Originalità totalmente assente

                       
                          

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