THE OUTFOXIES

outfoxiescover2.png (168401 bytes)Agli inizi del '94, poco prima di passare alle nuove tecnologie tridimensionali, Namco offriva al mondo Outfoxies, un progetto spaccamattoni di azione totale. Perchè giocare ad Outfoxies significa poter fare ogni cosa. Ogni cosa. Si può sparare, correre, nuotare, volare. Si può organizzare una guerra su di un treno in corsa, abbattere un edificio, improvvisare un corpo a corpo usufruendo di qualsiasi oggetto a portata di mano. Azione, interazione, progressione, slash'em up, rock'em up e orgia di sprites. Siamo convinti che fra duemila anni, quando un archeologo con le orecchie di Star Trek ritroverà il coin op fossile di Outfoxies, riunirà la sua squadra di venusiani per organizzare un torneo a eliminazione sulla luna. Quello di Namco è un titolo non soggetto a obsolescenza, che anzi acquista spessore proporzionalmente agli anni trascorsi dal suo rilascio. Una qualità comune a pochissimi altri videogiochi. Outfoxies è un calderone di idee brillanti messe in opera da un processo a incastri quasi scientifico, che valorizza ogni aspetto del gameplay per raggiungere una struttura di gioco reticolare.

A una valutazione elementare, The Outfoxies evidenzia gli elementi del picchiaduro a incontri. Una barra di energia per ogni personaggio e vince chi resta in piedi. Tuttavia Namco, oltre ad ampliare il concetto di beat'em up, ridefinisce gli spazi e crea un ambiente esteso riconducibile a due azioni: cercare e distruggere. All'interno di strutture in progressiva evoluzione, che retrocedono fino al piano sequenza per zoomare gradualmente con l'avvicinamento fisico dei due opponenti, si parteciperà di grande devastazione e illimitata violenza. I sette personaggi, dalla ragazzona in minigonna al prototipo del killer à la City Hunter, non sono i reali protagonisti del gioco. Il fulcro è l'ambiente. Il contesto. Che è mutevole, in continua evoluzione, che va sfruttato in quanto accelerante o deterrente del comportamento tattico intrapreso. All'interno di un grattacielo ci si può spostare sfruttando le scale, arrampicandosi sulle piattaforme sovrastanti oppure adoperando gli ascensori, essenziali per una rapida evasione e utilissimi per un eventuale aggiramento a sorpresa. Intanto, fra colpi di bazooka e incetta di granate, le pareti dell'edificio cominceranno a sgretolarsi investendo tutto e creando il caos: dissesti che ti fanno rotolare in una vasca piena di pirana, pezzi di soffitto che ti crollano in testa, pavimento che cede completamente rivelando i piani inferiori e così modificando radicalmente lo scenario, che nuovamente trasmuta e che ancora evolve, trasforma, realizza la direzione dello scontro.

Nel livello del treno si respira la atmosfera di Mission: Impossible. Lanciati a velocità folle ci si dà la caccia, intavolando furiose sparatorie sul tetto inconsapevoli della improvvisa apparizione delle gallerie, che se non ti abbassi in una frazione di secondo vieni sbalzato fuori e stritolato. Sull'aereo militare ogni esplosione ti manda gambe all'aria, ma cosa importante è possibile assumerne temporaneamente il controllo incidendo pesantemente sulla riserva energetica del nemico. Vi sarà uno stage ambientato nel circo, con trapezi ed elefanti, e uno all'interno di una nave. Il livello di interazione è assoluto, inimitato ancora oggi: quando finiscono le munizioni scaraventi la l'arma scarica addosso al nemico e se vi è un oggetto solido nelle immediate vicinanze lo afferri e glie lo tiri appresso. Outfoxies non butta via niente. I realizzatori dimostrano di avere riprodotto in scala gli spazi silicei e di avere raggiunto il level design perfetto, ideale. La azione catastrofica prodotta dai contendenti manifesta un processo di armoniosa demolizione, in uno spaccato i cui pezzi si smontano e intersecano secondo il principio dinamico della casualità. Namco investì parecchio sul progetto Outfoxies. Sebbene la scheda su cui girava non fosse potentissima, lo sforzo di programmazione partorì una grafica bidimensionale complessa, dai movimenti di camera possenti, dalle animazioni fluide, dagli effetti speciali profusi in dosi massicce. Il tipo di zooming utilizzato offre una estesa panoramica dell'area di gioco, coordinando spazi di quaranta, cinquanta metri con una fluidità disarmante. E per dentro ci mettiamo anche una realizzazione sonora che riecheggia i bombardamenti e segue la azione nell'incalzare di un possente sottofondo musicale. Siamo seriamente propensi a collocare The Outfoxies tra i dieci giochi più importanti della storia.

 

 

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PRO

Vastissima area di interazione

Level design maestoso

Distruzione, bazooka, sparatoria

Tecnicamente fuori misura

Col two player mode diventi un dio

CONTRO

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