OUTRUNNERS

outrunnersflyer.png (168401 bytes)E' un videogioco dimenticato quello che andiamo a trattare, sebbene la produzione SEGA in questione dovrebbe essere ricordata quale il vero seguito di OutRun: OutRunners è un arcade uscito nel 1992, periodo in cui il colosso di Tokyo spingeva sulle nuove tecnologie e quindi sull'utilizzo della grafica 3D con Virtua Racing prima e Virtua Fighter poi, che non erano semplici dimostrazioni di un certo know-how tecnico ma autentiche pietre miliari dell'intrattenimento AM2 (tra i cui membri ricordiamo un certo Yu Suzuki). Perciò Outrunners passò in secondo piano rispetto alle succitate produzioni tridimensionali; ciononostante fu gettonato assai. Il coin-op si presentava snello nei sedili ma esagerato nello schermo e nell'impianto audio che sparava musica e voce in stereofonia da due diffusori posti dietro la nuca del giocatore. Inoltre vi era la possibilità di giocare in due moltiplicando il divertimento: difficile resistere. Memori della lucida esperienza di guida offerta nel già lontano 1986 da OutRun, OutRunners riesce a riprendere la miscela semplice e potente di adrenalina-controllo-emozione e a riproporla in qualcosa di più ampliato, di rivisto e corretto, ma non necessariamente migliorato: OutRunners è colore, musica, felicità, ma si discosta dalla poesia del titolo originale che - come tutte le opere di Suzuki - suscita una certa commozione nella sua latente malinconia, per lasciare spazio all'esaltazione tipica del "blast processing" pubblicizzato all'epoca in televisione.

Ci troviamo nel pieno della lotta mediatica tra Super Nintendo e Mega Drive, e per dimostrare che "SEGA does what Nintendon't" OutRunners uscirà anche per Sega Mega Drive, così come uscirà Virtua Racing, con risultati per certi versi discutibili ma non di certo imbarazzanti. Questo per dire che se la produzione megadriviana risentiva della produzione arcade, accadeva anche il contrario: la mascotte spinosa dell'ex grande S era l'emblema della velocità contro la lentezza di Nintendo, ed OutRunners incarnava perfettamente questo concetto. Una volta inserito il gettone e girata la chiave d'accensione si udirà subito la voce amplificata del dee jay di MRS (Mega Radio Station) darci il benvenuto, e sceglieremo un bolide che non si limita più alla sola Ferrari; ora troveremo altre auto di diversi colori e misure, dotate di cambio automatico o manuale e con un numero di marce variabile. Anche la classica coppia composta da playboy e biondina non è più sola: a loro si affiancano vari abbinamenti di personaggi più o meno simpatici, alle volte improbabili. Sono i veicoli però a catturare l'attenzione anche del frequentatore occasionale delle sale giochi: un maggiolino decapottabile che sterza su due ruote, una muscle car completamente rosa, oppure una possente Bentley nera. Inutile dire che le caratteristiche di guida variano sensibilmente in accelerazione, velocità massima e sterzo. Una sfida quindi interessante, che mette a disposizione il doppio delle ramificazioni di OutRun vista la possibilità di scegliere il percorso orientale piuttosto che occidentale del globo terracqueo, con esiti prevedibili che si concretizzano in scenari che, sebbene scorrano molto rapidamente e contengano pochi elementi grafici, sono davvero ben caratterizzati e danno l'impressione di viaggiare lungo la foresta amazzonica, i deserti africani, il Giappone e alcuni stati europei.

La musica in OutRunners è sempre azzecata e ritmatissima; oltre ai tre remix dei classici di Outrun, propone una ricca selezione, con brani melodici e incalzanti, alcuni dei quali composti da Takenobu Mitsuyoshi (Sega Rally Championship, Shenmue). E' possibile cambiare brano durante la gara pigiando l'apposito pulsante, ed esiste un tasto per passare direttamente al canale di Mega Radio Station, in cui possiamo sentire la voce del dee jay, che comunque ci galvanizzerà ad ogni checkpoint con le sue esclamazioni di vittoria potenziate da un formidabile effetto eco. Il sistema di guida idraulico con force-feedback funziona veramente bene ed è una componente essenziale dell'esperienza ludica. Gli impatti a bordo pista o gli incidenti contro camion, auto, gruppi di ciclisti e animali provocheranno un effetto destabilizzante sul giocatore, il quale si ritroverà con un volante quasi bloccato per un paio di secondi, e anche nelle derapate, nei cambi di sterzo improvvisi avvertiremo delle vibrazioni assolutamente coinvolgenti. Ci troviamo di fronte all'utilizzo di una tecnologia nata a scopo simulativo che qui è stata sfruttata all'eccesso per potenziare un titolo di corse arcade: ben fatto SEGA. Il successore di OutRun non avrebbe potuto essere né identico all'originale, né completamente differente: OutRunners centra il punto esatto in cui poteva collocarsi, con gaudio e tripudio dei giocatori del tempo, e speriamo anche odierni, dato che reperire la versione castrata per il 16 bit Sega corrisponde a un'impresa sul filo del masochismo, mentre l'originale gira bene sul MAME. Perciò se lo provate in emulazione non vi scomunicheremo per questo. Almeno finché, con qualche miracolo e l'intercessione di tutti i santi del paradiso, non venga ripubblicato in qualche raccolta o in digital delivery.





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PRO

Alta velocità

Grande giocabilità

Rispettoso del primo OutRun

CONTRO

Nulla di rilevante

   

    

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Note di produzione