PROGEAR NO
ARASHI Dopo avere realizzato esclusivamente shoot'em up verticali,
nel 2001 la veterana Cave diede il via a un ambizioso progetto di sparatutto a scrolling
orizzontale. Intitolato Progear no Arashi (Storm of Progear in occidente)
il titolo intendeva ripercorrere lo shooter classico favorendo una contestualità
storica futuribile e contaminata, attigua per alcuni dettagli transitori allo steampunk
di Steel Empire.
Il lavoro artistico dietro la realizzazione di Progear porterà alla mente i meccanismi
verniani di 20.000 Leghe Sotto i Mari e con la stessa potenza visiva il castello sospeso
di Laputa. Cave ha calcato oltremisura sul particolare, sul level design, sul
dettaglio senza trascurare il gameplay, che poi era il principale fautore del
successo dei suoi precedenti sparatutto. Purtroppo la diffusione del cabinato non ha avuto
eccessivo riscontro quì da noi, in un mercato in cui giochi di questo genere sono
snobbati a vantaggio degli ultimissimi coin op sportivi. Pertanto nel caso in cui doveste
imbattervi in sittale epopea distruttiva vi consigliamo caldamente di soffermarvi per una
manciata di gratificanti sessioni.
Il sistema di controllo si avvale della classica pulsanteria doppia di interscambio, cosicchè premendo ripetutamente il tasto A avremo la formazione di sparo frontale e con il tasto B una devastante super bomba. Ma vi è molto di più. Essendo quella di Progear una struttura ludica di tipo satellitare, laddove a inizio gioco potremo scegliere tra 3 supporti aerei differenti (Chain, Nail e Rivet), tenendo premuto il tasto A godremo dei benefici di lock on e homing derivanti da questi ultimi. Naturalmente in codesta formazione l'aereo sarà oggetto di un decremento di velocità tale da rendere indispensabile una sapiente amministrazione dinamica del tasto A. Non abbiamo notato eccessive differenze tra i due biplani (il Gambler ha un tipo di sparo "aperto" rispetto al fascio orizzontale del Militant) e con entrambi la manovrabilità resta essenzialmente inalterata. Nella tradizione Cave il fascio di proiettili nemici assume una consistenza allarmante sin dal primo livello ma il tutto fa parte di un elaborato disegno denominato Jeweling Score. Che consiste, in essenza, nella conversione dei proiettili in preziosi (items denominati Rings e Stones) che una volta moltiplicati conformeranno svariati bonus. E' giusto una questione di punteggio, che all'atto pratico può servire una volta raggiunto un livello di esperienza evoluto: catturare uno stormo di proiettili significherà anche assecondare una tattica di gioco attendista e rischiosa, giacchè nelle situazioni di massima congestione si ha solo il tempo di perdere una vita e abbandonare il punteggio accumulato. Progear No Arashi produce un tipo di giocabilità meno complesso di quanto il Jeweling Score farebbe presupporre. Cave tende a rispettare una formula di gioco potenzialmente adatta a qualisasi tipologia di videogiocatore, livellando sapientemente la frenesia derivante dagli oggetti in movimento. Così il divertimento si concretizza indipendentemente dalla efficacia con cui riuscirete ad assimilare il sistema di punteggio, che assecondato o meno è parte non essenziale di un disegno superiore. Il progetto ludico ha la presunzione di destabilizzare l'utente attraverso una definizione estetica maniacale, che segue lo sprite, lo modella, lo erige sul piedistallo del fotorealismo. Ma non realistico. Progear No Arashi è come uno di quei vecchi filmini realizzati durante la Seconda Guerra Mondiale dall'esercito alleato, quelli che ritraevano biplani in picchiata lungo scenari apocalittici e atti di folle eroismo. Avvertiremo l'ingenuità infantile de L'Impero Del Sole di Spielberg in quei frammenti cinematografici con cui l'avvetura è scandita a capitoli. E in tutta questa immensa realizzazione artistica quasi non noteremo che, per alcuni meccanismi, i frame di animazione avrebbero potuto osare di più e che, alle volte, lo stormo di proiettili è troppo serrato anche per un extraterrestre. Intanto il sonoro si inerpica avvincente con melodie serrate, violente, emozionanti come quelle di Dodonpachi. Progear è il risultato di un pazzesco lavoro di progettazione grafica che, paradossalmente, va oltre il videogioco. L'immaginifico mondo raffigurato da Junya Inoue giustifica l'esistenza del titolo e mette in secondo piano tutto il resto. E non che il resto sia da buttare, anzi. Solo si ha l'impressione che la sontuosità delle visuali sia quasi insostenibile, ma forse è solo una fugace impressione.
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PRO |
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Iconograficamente un'opera d'arte |
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Longevo e molto divertente |
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Colonna sonora di alto livello |
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CONTRO |
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Qualche animazione migliorabile |
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