R - TYPE   

rtypecover.png (42667 bytes)E' buona abitudine riferirsi ad R-Type un po' sempre quando viene tirato in ballo lo shooter giapponese orizzontale ad armamento indipendente: sulla estremità della R-9 è applicato un pod magnetico capace di assorbire i colpi avversari e di sganciarsi, all’occorrenza, per attaccare in fase diretta i nemici e mandare a frantumazione le basi assai insidiose. Graficamente era all’avanguardia, per i tempi, R-Type, e proponeva effetti bidimensionali di spessore oltre che un gameplay malsano che definiremmo eccelso, che era cattivo solo in superficie e che esercitava il meglio nel progredire dei livelli dispensando arte nell'ottimo sistema di iperpotenziamento della nave spaziale. Il virtuosismo grafico è del design dei mostri. Dettagliati e impressionanti all'atto dell'animazione, questi organismi sono sontuosi, determinano la fantascienza innovativa della Irem: un cuore gigante espelle dei serpenti dai ventricoli, un clone gigante di Alien smuove la coda come una frusta, una astronave gigante si trasforma in livello semovente sparando razzi da ogni pertugio.

La guerra interstellare che R-Type simula a video può rivendicare i canoni dello sparatutto bidimensionale di quel periodo; pur senza scadere nella banalizzazione, il graduale citazionismo grafico verso Nemesis o lo stesso Delta è palese. Ora, che il Delta di Stavros Fasoulas non avesse in effetti alcun pod rotante, essendo la nave stessa a ruotare, e che la fantascienza di Gradius fosse abbastanza differente da quella di R-Type è fuori discussione. Tuttavia la opera Irem sa come e dove attingere, in piccole dosi, muovendosi in contemplazione, ostentando continue le intuizioni sul level design dello sparatutto orizzontale dinamico, concedendosi il lusso di metaforizzare sullo shooter nipponico come parallelo di una sottocultura social-belligerante che ripiega le frustrazioni del dopoguerra nella narrativa spaziale di genere. Nello stesso anno la nuova console della Nec, il PC  Engine, avrebbe universalizzato il concetto di sparo Iremiano con una conversione indimenticabile.

Su PC Engine o in arcade, arrischiare una partita allo sparatore Irem corrisponde a imbarcarsi in una impresa disperata. Le meccaniche, le dinamiche, i principi di spostamento e la resistenza nemica realizzano quel concentrato di assolutismo progressivo (e progressista) dallo schema sistemico, embrionale. Il prototipo di videogioco arcade anni ' 80 ricade nella ridondanza della visione accademica dello sparo, ma incide solo marginalmente sulla effettiva longevità. Malgrado rudimentale, per quanto scolastico, lo shooter della Irem reclama livello su livello una sua dignità infrastrutturale in richiamo al videogioco classico per affermazione, definizione delle caratteristiche fondamentali del puro upgrade. La rivoluzione satellitare del marchingegno anteriore simboleggia una intera generazione di videogiochi hardcore imponendosi alle comunità contemporanee come impulso elettronico che richiami al Trionfo Della Volontà del Giappone che spara. Ci esprimiamo quindi in favore di un tipo di gameplay sì oggettivo, ma che pur nella rigidità dei canoni arcade deleghi al giocatore la facoltà di scoprire il modo di attraversare indenni le zone più aspre del quarto livello nell'esercizio di aggiramento del pattern. R-Type è assai difficile in situazioni di scarsezza di arsenali, poiché se si perdono pod e armi aggiutive si può anche dire addio alla baracca volante. Vi è da dire che, grazie all'adattamento postumo per Playstation (R-Types), venne introdotto un sistema di salvataggio della posizione proprio per facilitare l'esistenza dei manovranti più giovani.

 

 

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PRO

Molto innovativo

Grande design dei boss

                         

CONTRO

A volte frustrante

                         
                       

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Note di produzione