RAGE OF THE DRAGONS

ragecover2.JPG (18066 bytes)A una prima occhiata è sembrato che il nuovo picchia picchia della Evoga non avesse i numeri per elevarsi dalla media. Il sistema di controllo appariva alquanto ostico e la performabilità delle mosse troppo articolata. Ma si era in errore, fortunatamente. E' un fatto che i programmatori abbiano opzionato la via dell'apprendimento graduale, insistendo su di una tecnica di combattimento per buona parte inedita. Il tag battle si gestisce attraverso un costante interscabio di ruoli e il timore per un potenziale scopiazzamento della struttura dei King Of Fighters svanisce sulla drammaticità delle Duplex Combo. Ogni squadra prevede due combattenti, e ogni lottatore ha dietro di sé una trama sin troppo articolata per un picchiaduro bidimensionale. Ma il punto è che malgrado la sua impostazione retrò di beat'em up a incontri Rage of the Dragons riesce a coinvolgere su più fronti. E' possibile si realizzi una effettiva somiglianza con Garou: Mark of the Wolves, e tuttavia si è convinti che se tutti i picchiaduro ne traessero ispirazione si vivrebbe in paradiso.

La disposizione della pulsanteria prevede due tasti per i pugni e due per i calci, con le sequenze incrociate del caso. Noteremo da subito una barra supplementare disposta immediatamente sotto quella energetica, che regolerà la frequenza di interscabio del secondo lottatore: la scritta Change Ok darà il via al cambio di testimone. Ma potremo scambiare in modo ancora più spettacolare attraverso il già menzionato sistema delle Duplex Combo con cui, attraverso una combinazione di tasti, cominciare una counter con il primo personaggio per poi finirla, e in modo pirotecnico, con il secondo. Ogni coppia avrà naturalmente una sua peculiare coreografia per quanto, nel caso di selezione casuale dei due personaggi, la stessa proporrà una visualizzazione grafica sempre uguale. E' quindi consigliabile, per godere appieno di tutte le caratteristiche del gioco, selezionare le coppie standard così da non stravolgerne gli equilibri durante il combattimento. Perché i due lottatori finiscono per completarsi a vicenda creando una "simbiosi marziale" che è poi uno degli strumenti chiave del gameplay, il quale sarà evidentemente influenzato dalle dinamiche di giunzione dacché accordato a sequenze di scontri altamente spettacolosi ma anche definitivamente strategici.

Per quanto solido e spettacolare, Rage Of The Dragons può dirsi non completamente riuscito sul fronte dello spessore ludico generale. La longevità è infatti strettamente legata ai meccanismi standard delle sovrapposizioni dei lottatori, e una volta scemato l'interesse per tale "innovazione" ci si rende conto che il bilanciamento delle forze in campo avrebbe potuto essere curato meglio. Lo si avverte soprattutto quando affrontiamo un amico in una sfida a due lì dove l'incidenza percentile tra le coppie selezionate cade quasi sempre su taluni personaggi di forza trainante. Nulla di grave, si sappia, ma è proprio questo il fattore che impedisce al titolo Evoga di rientrare tra i capolavori assoluti del genere, pure affermandosi per qualità ludiche superiori alla media. Tecnicamente parlando Rage of the Dragons si attesta su di un livello generalmente elevato. Un paio di stages risultano possibilmente al di sotto degli standard dettati dai grafici, ma è un dato tutto sommato trascurabile. Sicché le ambientazioni sono il risultato di una ottima commistione di stili grafici, con un uso dei colori particolarmente efficace e un disegno prosepettico eccellente. Ma il pezzo forte del gioco sta nell'irresistibile character design. Ogni combattente è realizzato con un tratto manga che ne esalta i contorni, mettendo in luce una plasticità fisica marcata e allo stesso tempo elegante. Assai curate anche tutte le animazioni, che quasi eguagliano in fluidità Mark of the Wolves, il che, considerato che il beat'em up SNK è considerato alla unanimità il gioco con le migliori animazioni sul Neo Geo, rappresenta un considerevole traguardo. Le musiche di per loro vanno anche al di là delle più rosee aspettative, con brani cantati assolutamente strepitosi e ritmiche trascinanti fino al midollo. Stesso discorso per i campionamenti e gli effetti, dotati di una pulizia acustica sin troppo marcata per un Neo Geo. Si sarà allora intuito quanto lo scrivente abbia apprezzato questo picchiaduro della Evoga, e come lo stesso sia rimasto affascinato dallo stile di lotta proposto, dalla originalità con cui tutto prende forma e, soprattutto, dalla sinuosità anatomica di Cassandra.....

 

 

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PRO

Discretamente innovativo

Sublime character design

Estremamente tecnico

CONTRO

Un paio di sfondi migliorabili

                        
                          

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