THE PUNISHER

punishercover.jpg (130883 bytes)In quanto trasposizione per sale giochi del celeberrimo fumetto della Marvel Comics, The Punisher si impone come picchiaduro a scorrimento orizzontale. A svilupparlo vi è Capcom, divenuta oramai la software house ufficiale per le conversioni elettroniche dei fumetti Marvel. Un bene per l'umanità, dati i riscontri, e se si pensa che The Punisher era tra i più violenti fumetti pubblicati su suolo americano se ne intuirà la predisposizione a eccedere sul versante sparatorie, sangue, violenza, armi e senso di incazzatura, di rabbiosità che si palesa massiccio anche in forma digitale. La vendetta del "punitore" segue le vicende principali dell'opera cartacea mettendo a video con rimarchevole arte visiva, non sacrificando praticamente nulla dello stile originario e anzi esaltando i segmenti centrali della sceneggiatura. The Punisher è in tutta probabilità il picchiaduro stilisticamente meglio riuscito tra tutti quelli realizzati da Capcom, e non solo per il carisma del protagonista. E' evidente che tra i grafici della Capcom vi fosse una sorta di venerazione del fumetto Marvel.

Incassata la sequenza di presentazione, visualizzante gli eventi che precedono la ressa, si è catapultati nel vivo del gameplay dello scazzottare e già i nemici accorrono a fiotti, pervenendo da sinistra, da destra, per introdurre al rudimentale sistema di controllo a doppio tasto tipo Final Fight. Fatto assai gradito è il poter raccogliere oggettistica di forma e dimensione variabili allo scopo di buttare la stessa in direzione sgherri, per risparmiare in pestaggi. Il sistema di performazione mosse vede combinazioni di minima complessità pensate in forma di gradiente, affinché sia fattibile l'alleggerimento delle zone preliminari, benché superata la fase del quanto è bello questo gioco si realizzi il teatro della Capcom gran studiosa del picchiaduro dove vi sia il seguirsi di colpi di cattiveria pensati per innalzare il consumo a lungo termine, anche dopo avere assimilate le meccaniche di attacco standard. La trasformazione degli spazi è funzionale al dinamismo. Puoi ridurre in pezzi un bar e poi balzare su di un pullman lanciato e ottenere ancora il bonus della pistola, o dei fucili, o del macete, ché comunque vi è larga pletora d'armi di bassa e alta tecnologia, lì sul bordo della strada. Gli estimatori del genere vi andranno a nozze. Ci sono pure i troioni a forma di ragno. Non si fa mancare nulla, The Punisher. Le prese sono violentissime. Il punitore afferra con forza e poi scaraventa al suolo come se scagliasse pietre, e vi è un calcio volante, e vi è una mossa di avvicinamento rapido con capriola che può altresì servire per eludere la mischia.

The Punisher è tra quei picchiaduro che rendono il massimo anche nel single player. Per quanto sia possibile interagire con un secondo giocatore umano simultaneamente (Nick Fury, selezionabile anche in alternativa a Punisher) giocando da soli vien determinandosi assoluta la sensazione di onnipotenza, che è poi necessaria nelle fasi più avanzate, quando il livello di difficoltà diventa serioso, seppur raramente si subisca il grado di frustrazione avvertibile in Final Fight. Con The Punisher Capcom dimostra di avere imparato dagli errori commessi sul finire degli anni Ottanta e di avere raggiunto la maturità necessaria per primeggiare, in modo definitivo, su di un genere che in quel perido era ancora di importanza centrale nel settore arcade. E la grafica contribuisce di parecchio a completare il quadro. Si è al cospetto di una realizzazione estetica eccellente a livello di animazioni - fluidissime, monumentale quella del punitore - e dettaglio degli sfondi. La ragguardevole grandezza degli sprites si allinea alla riuscita colorazione e a un character design estremamente fedele al comic book. Capcom ha altresì optato per il ripercorrimento della forma didascalica delle vignette cartacee, cosicché ritroveremo i classici bang, blam, crash rappresentati visivamente oltre che in forma sonora. E già che ci siamo, il pacchetto degli effetti offre potenza acustica utile a conferire verosimiglianza alla degradazione dei viicoli, pur senza che vi sia un reale rinnovamento delle librerie sonore utilizzate per i precedenti picchiaduro Capcom. Stesso discorso per le musiche, ma quello che conta è che The Punisher sia ancora adesso all'apice del genere beat'em up a scorrimento, e grazie alla sostanza di gioco, a questa massa di mazzate elargita con classe.

 

 

punisher03.jpg (42697 bytes)
punisher-03.png (22138 bytes)
puni0008.gif (29614 bytes)
punisher-06.png (19454 bytes)
punisher05.gif (59432 bytes)
punisher02.jpg (43053 bytes)
nitd-09.png (25087 bytes)
voto_pregevole.gif (1704 bytes)

PRO

Violento, sanguinario, vendicatore

Estetica di forte impatto

Giocabilità ai vertici del genere

CONTRO

Innovazione assente

                      
                     

Home

Note di produzione