THE
PUNISHER In quanto trasposizione per sale
giochi del celeberrimo fumetto della Marvel Comics, The Punisher si
impone come picchiaduro a scorrimento orizzontale. A svilupparlo vi è Capcom, divenuta
oramai la software house ufficiale per le conversioni elettroniche dei fumetti
Marvel. Un bene per l'umanità, dati i riscontri, e se si pensa che The Punisher era tra i
più violenti fumetti pubblicati su suolo americano se ne intuirà la predisposizione a
eccedere sul versante sparatorie, sangue, violenza, armi e senso di incazzatura, di
rabbiosità che si palesa massiccio anche in forma digitale. La vendetta del
"punitore" segue le vicende principali dell'opera cartacea mettendo a video con
rimarchevole arte visiva, non sacrificando praticamente nulla dello stile originario e
anzi esaltando i segmenti centrali della sceneggiatura. The Punisher è in tutta
probabilità il picchiaduro stilisticamente meglio riuscito tra tutti quelli realizzati da
Capcom, e non solo per il carisma del protagonista. E' evidente che tra i grafici della
Capcom vi fosse una sorta di venerazione del fumetto Marvel.
Incassata la sequenza di presentazione, visualizzante gli
eventi che precedono la ressa, si è catapultati nel vivo del gameplay dello scazzottare e
già i nemici accorrono a fiotti, pervenendo da sinistra, da destra, per introdurre al
rudimentale sistema di controllo a doppio tasto tipo Final Fight. Fatto assai
gradito è il poter raccogliere oggettistica di forma e dimensione variabili allo scopo di
buttare la stessa in direzione sgherri, per risparmiare in pestaggi. Il sistema di
performazione mosse vede combinazioni di minima complessità pensate in forma di
gradiente, affinché sia fattibile l'alleggerimento delle zone preliminari, benché
superata la fase del quanto è bello questo gioco si realizzi il teatro della
Capcom gran studiosa del picchiaduro dove vi sia il seguirsi di colpi di cattiveria
pensati per innalzare il consumo a lungo termine, anche dopo avere assimilate le
meccaniche di attacco standard. La trasformazione degli spazi è funzionale al dinamismo.
Puoi ridurre in pezzi un bar e poi balzare su di un pullman lanciato e ottenere ancora il
bonus della pistola, o dei fucili, o del macete, ché comunque vi è larga pletora d'armi
di bassa e alta tecnologia, lì sul bordo della strada. Gli estimatori del genere vi
andranno a nozze. Ci sono pure i troioni a forma di ragno. Non si fa mancare nulla, The
Punisher. Le prese sono violentissime. Il punitore afferra con forza e poi scaraventa al
suolo come se scagliasse pietre, e vi è un calcio volante, e vi è una mossa di
avvicinamento rapido con capriola che può altresì servire per eludere la mischia.
The Punisher è tra quei picchiaduro che
rendono il massimo anche nel single player. Per quanto sia possibile interagire
con un secondo giocatore umano simultaneamente (Nick Fury, selezionabile
anche in alternativa a Punisher) giocando da soli vien determinandosi assoluta la
sensazione di onnipotenza, che è poi necessaria nelle fasi più avanzate, quando il
livello di difficoltà diventa serioso, seppur raramente si subisca il grado di
frustrazione avvertibile in Final Fight. Con The Punisher Capcom dimostra di
avere imparato dagli errori commessi sul finire degli anni Ottanta e di avere raggiunto la
maturità necessaria per primeggiare, in modo definitivo, su di un genere che in quel
perido era ancora di importanza centrale nel settore arcade. E la grafica contribuisce di
parecchio a completare il quadro. Si è al cospetto di una realizzazione estetica
eccellente a livello di animazioni - fluidissime, monumentale quella del punitore - e
dettaglio degli sfondi. La ragguardevole grandezza degli sprites si allinea alla riuscita
colorazione e a un character design estremamente fedele al comic book.
Capcom ha altresì optato per il ripercorrimento della forma didascalica delle vignette
cartacee, cosicché ritroveremo i classici bang, blam, crash rappresentati
visivamente oltre che in forma sonora. E già che ci siamo, il pacchetto degli effetti
offre potenza acustica utile a conferire verosimiglianza alla degradazione dei viicoli,
pur senza che vi sia un reale rinnovamento delle librerie sonore utilizzate per i
precedenti picchiaduro Capcom. Stesso discorso per le musiche, ma quello che conta è che
The Punisher sia ancora adesso all'apice del genere beat'em up a
scorrimento, e grazie alla sostanza di gioco, a questa massa di mazzate elargita con
classe.
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