VIRTUA STRIKER

albatrosscover2.png (107305 bytes)Nel '95 la crociata tridimensionalista della Sega giungeva a un punto di svolta. I poligoni, che in Virtua Fighter erano in completo flat shading, venivano adesso ricoperti da raffinate tessiture. La anima Model 2 del processore centrale era quanto di più sofisticato un sistema per videogiochi potesse esprimere; quando osservammo Virtua Striker per la prima volta realizzammo che tutte le simulazioni calcistiche avrebbero dovuto fare i conti con il titolo della Sega, prima o poi. E non si trattava neppure di una simulazione. Diciamo che Virtua Striker riprendeva il discorso del calcio inteso come calcioni agli stinchi e tiri da metà campo cominciato da SNK con la saga di Super Sidekicks, non snaturando quella che era la tacita regola del calcio per sale giochi: tira tira tira, trucco tira spara spara goal. Arbitro a parte, certo, che a onor del vero in Virtua Striker non è una bella statuina e sui falli da dietro si concede anche il lusso di fischiare. Giocato adesso il calcio di Sega strappa qualche sorriso, ma non perde affatto quella lucidità arcade e ignorante fonte di sfide all'ultima pallonata e di una perversione calcistica tipicamente nerd.

La prima cosa da fare è scegliersi una squadra. Ve ne sono diciotto, perlopiù inserite per blasone, ma non mancano le nazionali scarse come la Korea o il Giappone. Nessuna squadra prevale su di un'altra se non per alcune caratteristiche alla fine marginali, quindi ogni squadra è potenzialmente in grado di giungere alla finale. Giocatore permettendo. Il sistema di controllo a tre tasti - mantenuto tale anche nelle successive edizioni - consente il passaggio rasoterra, il cross (o lob) e naturalmente il tiro in porta. Avvantaggiati dalla immediatezza di cotanto metodo, dopo un minuto scarso di gioco diverrà tutto chiaro: passaggio in verticale smarcante, preferibilmente basso, discesa sulla fascia, cross e tiro. Acquisendo metodo scopriremo ulteriori tipi di segnatura, come il tiro chilometrico da fuori, e apprenderemo interessanti trick per giungere al goal matematico. Bellissimo. Il gioco in due diventa quindi una scalata di scorrettezze varie, di sputazze e spintoni, di insulti, imprecazioni, amicizie finite. Un approccio a passaggi consecutivi è possibile, sfruttando il radar, ma non consigliato se si vogliono ottenere risultati soddisfacenti ai livelli avanzati. Ma Virtua Striker è un buon calcio tutt'ora soprattutto per la varietà delle azioni da goal realizzabili: si può segnare di testa, su tiro al volo, in rovesciata, piazzando all'angolino, a pallonetto. La frenesia è tale da coinvolgere il giocatore in funzione della abilità tecnica acquisita, della capacità di saper cogliere la giusta tempistica di tiro.

Non ci vuole molto a scrivere di un videogioco come questo. Chiunque a quei tempi frequentasse una sala giochi adorava Virtua Striker, vuoi perchè si trattava di un gioco del calcio, vuoi per la assoluta novità della grafica. Non ci vuole molto a collocare il calcistico Sega tra i titoli sportivi più significativi del ventesimo secolo malgrado il basso livello di verosimiglianza strategica con il calcio giocato. Quello del team AM2 è un tributo appassionato al "momento calcistico", alla fase di gioco culminante, alla azione ultima che ti porta a gonfiare la rete e a esultare come un maniaco. Non vi sono tempi morti in Virtua Striker. Tutto si svolge sui dettami di una telecamera virtuale che esalta la atleticità dei calciatori nei contrasti, nelle scivolate, nelle falcate sulla fascia, nei recuperi difensivi e nelle prodezze balistiche di attacco. I tempi morti non esistono. Le schermaglie tecnico-tattiche di centrocampo Virtua Striker le lascia ai manageriali impugnando una filosofia calcistica in costante tensione, in cui si può segnare o subire un goal in qualsiasi momento. A rendere concreto questo stile di gioco vi è una tecnica grafica che inquadra il pallone, che ne segue gli spostamenti ad altezza uomo, avvicinando quando necessario la camera e immortalando la fase del tiro per la scarrellata finale. Si ha la sensazione di essere in campo, al centro di una guerra calcistica degna di John Huston. Le animazioni sono per questo splendide, figlie di un motion capture culminante nei voli del portiere, che respinge e blocca la palla manco fosse Buffon. La palla, poi, risponde a sofisticate routine di rimbalzo in base alle condizioni di tiro in porta, schizzando via, stampandosi sulla traversa, rimbalzando con impressionante realismo su di un manto erboso texturato su diversi strati. Noi amiamo Virtua Striker. Quando, nel pomeriggio, ci recavamo in sala giochi c'era lui, Virtua Fighter 2, Tekken e King Of Fighters '94. Ma la prima partita era sempre riservata al calcio della Sega.  

 

 

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PRO

Tira tira spara spara goal

Frenetico, dinamico, calcistico

Tutto l'opposto di una simulazione

Per i tempi una grafica pazzesca

CONTRO

Struttura di gioco semplicistica

                            

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