| CASTLEVANIA
CHRONICLES Akoumajo Dracula fu accolto con molto entusiasmo dalla critica specializzata, ma non potè, come prevedibile, assurgere a un mercato che non fosse strettamente d'elite. Praticamente la stragrande maggioranza degli appassionati, che magari avevano giocato tutti gli episodi apparsi sul Famicom, fu costretta ad ammirare gli screenshots del gioco attraverso qualche rivista del settore, soffrendo di grande invidia nei confronti dei (pochi) posessori dell'X68000. Ed è da questa base che parte il progetto Kcet di rispolverare un vecchio classico, che in un certo senso era rimasto quasi nascosto nel mercato del sol levante risultando addirittura sconosciuto a molti appassionati di Castlevania. Assumendo il suffisso Chronicles, e fregiandosi della denominazione occidentale della saga, Akoumajo Dracula X68000 riappare magicamente su Playstation in pieno 2001, mostrandosi finalmente alle masse quale perla videoludica importantissima nella lunga storia dei Castlevania. Rinominato per l'occasione Castlevania Chronicles, il titolo è da considerarsi riedizione e rifacimento del titolo apparso per il computer Sharp, accorpando sostanzialmente la versione originale del gioco e una "rivista e corretta". Quest'ultima è indicata dall'arrange mode, appositamente studiato per sfruttare le capacità bidimensionali di alfa blending e sonore della console Sony: Simon Belmont si è rifatto il trucco, divenendo effemminato "maledetto", con tanto di capello lungo e rosso. Il "nuovo" Belmont si distinguerà, tra le altre cose, per una animazione leggermente più fluida che in precedenza... La possibilità di fruire del titolo originario per X68000 e di una versione "potenziata" avvantaggia una certa rigiocabilità, in virtù del fatto che l'originale Akoumajo fosse davvero difficile, soprattutto nei livelli avanzati. In tal senso la nuova versione si rivela molto più giocabile, pur restando ancorata a quella filosofia da plaftorm game "ostico", che esige un costante impegno e una prontezza di riflessi piuttosto accentuata. Per quanto riguarda il comparto sonoro, già eccellente in origine, possiamo contare su di una completa riorchestrazione su CD, che raggiunge livelli di grande atmosfera e complessità; la saga di Castlevania può dirsi unica proprio nella capacità di saper fondere immagini e musiche in un unico crescendo melodico/melodrammatico/metafisico, oltrepassando il limite del consueto con una mistura onirica inclassificabile. Castlevania Chronicles continuerà a entusiasmarci, anche dopo Nocturne In The Moonlight, in quanto delimitazione di un genere videoludico ansimante, che tende a scomparire ma che continua a suscitare interesse. Il fatto che Konami abbia deciso di produrre la raccolta anche nei mercati occidentali conferma il fatto che, dopotutto, il gioco a piattaforme non sia totalmente morto, e che attraverso una discreta accuratezza possa mantenersi a galla anche nel marasma di poligoni delle "ultime generazioni". Castlevania Chronicles è una "raccolta" non raccolta, un gioco "vecchio" visto con occhi di profano, una ri-esperienza non vissuta anni addietro, rivista nel presente e rimescolata per intromettersi fra la ragione estetica del 3D e la consapevolezza bidimensionale delle grandi leggende e dei grandi platform game.
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PRO |
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E' Castlevania... |
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Estremo coinvolgimento |
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Giocabilità eccezionale |
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CONTRO |
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Nulla da segnalare |
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