| DUNGEONS
& DRAGONS COLLECTION Il più datato dei due giochi risulta essere Tower of Doom (1993) per quanto, come si vedrà, lo stesso non si discosti troppo dal suo successore tanto in termini grafici che sul fronte del gameplay. Tornando al primo, ebbene si potrà opzionare quattro agguerriti personaggi facenti parte della mitologia del gioco di ruolo: avremo il guerriero possente, forte nei corpo a corpo, il chierico che potrà destreggiarsi discretamente sia con le magie che nel combattimento ravvicinato, l'elfo donna che si distinguerà per una velocità e abilità superiori agli altri e per ultimo il mago, che non ha certo bisogno di presentazioni e che farà sfoggio del suo potenziale magico. La loro figurazione solca il dettaglio e rende distinguibile anche la più superflua piega del vestiario. Frivolezze che realizzeranno la gioia dei cutori della saga. Ravvisiamo degli sfondi assai cromatizzati, sovraesposti in parallasse, minuziosi nella fase del puro tratteggio; si alterneranno spaziosi paesaggi campestri ad anguste foreste, estesi orizzonti a cittadine in fiamme, e sempre a riferire una materia bidimensionale di pesantezza, di sprites che si animano in fluidità costante. Meno incisivo il sonoro, comunque discretamente assumibile per effetti ed orchestrazione in QSound, per le musiche di sottofondo che enfatizzano questa festa di spade e medioevi nerd. Shadow over Mystaria è uscito in sala giochi in un periodo molto più recente (1996), ma nonostante vi siano ben tre anni di differenza rispetto al prequel l'aspetto grafico è pressochè il medesimo. I miglioramenti reali si riscontrano nel campo animazioni e in un sonoro leggermente più nitido. Avremo praticamente il medesimo cast di Tower of Doom con in più alcuni personaggi extra tra cui il ladro, immancabile in produzioni di questo tipo. Il sistema di controllo propone la meccanica a tre pulsanti già esplorata con il prequel, quindi si avrà un tasto per l'attacco, con cui performare eventuali combo in "cooperazione" con la croce direzionale, uno per il salto e uno per le magie. Il massimo dell'immediatezza concepibile, quindi, che comunque non influirà su di uno spessore che si realizza manifesto e costante. Piuttosto discutibile la soluzione dei continue infiniti per entrambi i titoli. Un limite di struttura che finisce quindi per condizionare la longevità, ché se con le tre vite standard ci si adegua agli standard Capcom e si resta avvinti all'azione, esercitando la funzione del credito (invero schivabile) si finisce per snaturare le stesse dinamiche di gioco. Bisogna anche dire che, a causa del limitato quantitativo di RAM, su Saturn sarà possibile il solo gioco a due simultaneo (l'espansione da 4Mb, pur prevista, viene deputata alla riproduzione dei sofisticati fondali) dacché in arcade era largito il massivo multiplayer per quattro partecipanti. Fattore che comunque influirà solo marginalmente sulla qualità delle conversioni, le quali risultano assolutamente devote ai coin-op.
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PRO |
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Estetica eccellente |
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Ottimo gameplay |
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Atmosfera impagabile |
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CONTRO |
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Manca la funzione per 4 giocatori |
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