THUNDERFORCE GOLD PACK VOL. 2

pack2.jpg (173629 bytes)Il revival della saga dei Thunderforce ha culmine, nonché chiusura, col Gold Pack 2. Technosoft aveva pianificato di distribuire anche in formato Playstation, solo che poi, a fronte degli scarsi guadagni ottenuti, decise di restare suSaturn. Abbiamo quindi Thunderforce IV - porting diretto da Megadrive - e Thunderforce AC, versione da sala giochi di Thunderforce III, che è presente nel volume precedente. Questa volta il filmato introduttivo è sensibilmente migliorato, per quanto i contenuti siano i medesimi: extra ridotti all’osso e riproposizione in emulazione dei due titoli, che dunque non migliorano nè attuano modificazioni alle strutture d'origine. Condizione che non va necessariamente intesa come un fattore penalizzante all'atto della riscoperta, dacché il purista avrebbe potuto trovare fuori contesto eventuali aggiunte o trasfigurazioni del gameplay. Sarà anche vero, però che cazzo, alla Technosoft potevano mettere qualcosa in più nel CD. Qualche pacco regalo. Qualche documento sulla realizzazione. Qualche extra per sopperire al pedissequo, alla semplice incollatura di due opere preesistenti.

Di Thunderforce IV avemmo modo di proferire in sede di dibattimento Megadrive, ma decanteremo comunque della sua importanza nel procedimento evolutivo degli shoot’em up in orizzontale; costruito su di una area di gioco vastissima, l'attrezzo procura sensazioni di grande libertà di sparo proprio lì dove un titolo come Thunderforce III - che è pur seminale - appare lineare, privo di invenzioni rilevanti. Il disegno dei nemici, la velocità di spostamento, la varietà dei fondali fanno del quarto capitolo della saga un mirabile esempio d'arte visuale in grado di apporre il marchio della sua unicità sui più recenti spara e fuggi sul mercato. Thunderforce AC è successivo, insolitamente, alla versione per Megadrive di Thunderforce III. Quindi abbiamo l'anomalia di un coin-op convertito da console, ma fu anche un fatto inevitabile visto il largo riscontro ottenuto dal formato cartuccia in Giappone e in occidente; il gioco è grossomodo il medesimo, con giusto qualche marginale variazione cosmetica e un sonoro leggermente amplificato. Il metodo di power-up mette in dispensa cinque armi che possono essere interscambiate in fase di sparatoria. Ma in verità chi si è già cimentato in Thunderforce III faticherà a trovare in AC elementi di rinnovo se non per la differente disposizione del pannello di controllo, ove sono indicate le armi, il punteggio e il numero di vite disponibili. Sicché per AC vale quanto detto in merito al Thunderforce III messo dentro la Gold Pack 1.

Raccolte come le Thunderforce Gold Pack 1 & 2 vanno valutate premunendosi della filosofia spicciola del retrogamer, poiché Technosoft si rivolge direttamente al pubblico degli intenditori col fine di ignorare deliberatamente la restante massa e realizzare quello che ogni hardcore gamer presume di ottenere da una raccolta di vecchi classici. Il valore delle compilation è indiscutibile. Il quarto capitolo della saga, che è un macigno di possente distruzione e orgia di sprites, reclamava a gran voce d'essere riconosciuto come un classico. Il suo sound metallaro resta una icona tra gli shooter degli anni Novanta e il suo schema di annullamento può tuttora dispensare lezioni di level design. E inoltre Thunderforce AC, la cui scheda arcade è pressoché introvabile, meritava l'occorso rispolveramento, ché non sono neppure in tanti ad averlo provato in sala, a suo tempo. L’unica nota negativa deputabile alla collection sta nella sua non agevole reperibilità, benché su Ebay i pezzi Saturn comincino a essere smerciati in grandi quantità e a prezzi moderatamente accettabili. Il dato di fatto è che Technosoft si limita a rimanere in scia. All'interno della attuale realtà videoludica la software house è messa a margine del mercato che conta. D'altra parte il team creativo, che sembra non saper fare altro che sparatutto, dalla bagarre si è autoescluso da un pezzo. Si è messo lì in una nicchia a osservare l'imminente estinzione del genere evitando di mischiarsi al mainstreaming delle nuove console, tenendo fede ancora all'idea nichilista e autolesionista di chi sa di essere il migliore ma di chi anche sa di non poter più dettare la sua legge. I ragazzi si mantengono a galla grazie ai ricavi dei modellini delle astronavi, queste action figure che in Giappone possiedono un loro mercato autonomo di sussistenza.

 

 

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PRO

Thunderforce IV

Ottimo anche Tunderforce AC

                       

CONTRO

Scarsa reperibilità della raccolta

                        
                         

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Note di produzione