| GRADIUS
III & IV
Gli sparatutto appaiono a ogni modo esenti da difetti di traslazione, orientandosi come di consueto verso un pubblico di meticolosi, che è notoriamente ingordo di sparatutto e che in periodo di siccità comprerebbe anche Space Invaders. Un pacchetto indirizzato in prevalenza allutente nipponico, colui che è probabilmente rimasto fedele alle tradizioni ed è ancora in grado di sparare raffiche di proiettili senza che limpianto estetico di contorno ne influenzi il giudizio. Gradius III offre momenti di manovalanza sopraffina, scadendo sovente nell'episodio di estrema congestione per votarsi al maniacale, ma comunque stazionando nel sopportabile attraverso opzioni di training ed autocontrollo neuronico. E chi conosce gli sparatutto Konami sa di cosa si sta parlando. Gradius IV è assai gradevole alla vista. Espone quindi tutti gli oggetti centrali dei precedenti Gradius aprendosi verso un gameplay mediamente calibrato sul livello di difficoltà e sapientemente immolato al drammatico confronto coi guardiani finali. Il design della nostra Vic Viper resta praticamente immutato per quanto il contorno si trasformi adeguandosi a tecniche di elaborazione bidimensionale evidentemente più evolute. Ma in quanto a innovazioni vere vi è avarizia, dacché lo shoot'em up presenta un level design in tutto simile al Gradius III già menzionato, con eccessi di occasionale confusione per accomodare le meccaniche dell'Option, l'upgrade che ti moltiplica le linee di sparo. Esteticamente parlando il quarto capitolo si attesta su livelli generalmente elevati in quanto a variazione degli sfondi, con queste accese colorazioni che si incollano a sprites animati in grande fluidità. Notevolissimi i mostri di fine livello, ognuno caratterizzato da un design peculiare e moderatamente raccapricciante. Presente come di consueto un largo spettro di effetti di distorsione e parallasse, con eccelsi momenti di alpha blending a testificare in qualche modo la messa in opera delle tecnologie grafiche a corredo di Playstation 2. Per chi scrive Gradius IV è un deciso passo in avanti rispetto ai capitoli precedenti nonostante la ostentazione del 2D come visualizzazione grafica di base e pure con le innegabili incollature sul fronte dei tempi e dei metodi del combattimento aereo. Abbiamo apprezzato la glorificazione del design, lo stretto rapporto con la filosofia della serie, la rielaborazione dell'atto della manovrazione della power meter. Resta da stabilire quanto Gradius III & IV sia appetibile per lutente di Playstation 2, che si aspetta dalla console prodigi alla Gran Turismo 3, e non un semplice "giochino" con le navicelle che si scorgeva in sala giochi decenni addietro. Ma dopotutto alle nuove leve non è chiesto di "accettare" la compilation ma bensì di tollerarne gli stilemi, gli stessi che Retrogamer.it ritiene di dover propagare alle masse che ancora guardano al gameplay essenziale di un coin-op. La raccolta possiede sicuramente un elevato valore simbolico sia per Konami che per Sony, dacché l'inizio di una nuova generazione di console può percorrere, ancora una volta, il sentiero che porta allessenza del videogioco.
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PRO |
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Ecco a voi Gradius |
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Musiche stupende |
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CONTRO |
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Nulla di rilevante da segnalare |
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