GRADIUS
DELUXE PACK Ripiegare in una collection è l'atto più naturale per riavvicinarsi alla
storia. E' questo il caso di Gradius Deluxe Pack, che racchiude in un unico CD i primi due
episodi della leggendaria saga a sparatutto della Konami. Della raccolta fu prodotta anche
una versione Playstation identica in tutto alla presente edizione Saturn, quindi tutte le
notazioni elargite da qui in avanti varranno anche per la console Sony. Non che i titoli
fossero particolarmente difficili da convertire (si tratta di giochi usciti in sala verso
la fine degli anni' 80), ma lo sforzo è quantomeno apprezzabile dal momento che Gradius
è tappa essenziale perché si apprenda la genesi dello sparauttutto giapponese, per
queste meccaniche che avrebbero influenzato molti degli shooters comparsi anche in
occidente. Gradius Deluxe Pack è celebrazione del classico. Elevazione
di una branca del videogioco essenzialmente rudimentale in senso iconografico, ma
particolarmente approfondibile nella struttura. Sparatutto, praticamente. Sparare a ogni
cosa senza porsi troppe domande portando però attenzione al pannello di controllo - la power
meter - che indica lo status delle armi.
Gradius I è il titolo che soffre
maggiormente della obsolescenza grafica, inevitabile, occorsa dopo il passaggio di una
decina di anni e di molta acqua sotto i ponti del videogioco. Ma nonostante ciò i pregi
del titolo sono ancora in evidenza sull'altare della giocabilità pura, che anche se
immersa nel minimalismo degli sfondi può ancora dire la sua. Acquisire al volo le armi,
per poi attivarle con l'apposito pulsante, favorisce la dinamica di una azione che, se
inizialmente potrà apparire compassata, dopo avere acquisito i primi punti velocità
diventerà sin troppo frenetica. Ma attenzione: esagerare con i pod della velocità
potrebbe rivelarsi deleterio per il controllo della Vic Viper, che potrebbe schizzare via
con troppa inerzia e penalizzare la precisione degli spostamenti. La longevità è
assicurata da un livello di difficoltà abbastanza graduale, assumibile con la dovuta
sessione di visualizzazione preventiva degli schemi di attacco al nemico. Per quanto
riguarda Gradius II, uscito nel 1988 (quindi tre anni dopo il suo
predecessore), il sistema di gioco si evolve in modo abbastanza radicale, offrendo la
possibilità iniziale di personalizzazione degli upgrade di sparo. Lo scrolling diventa
multidirezionale, con una schermata di gioco che si dipana anche in verticale producendo,
oltre a una maggiore varietà di situazioni, una libertà di movimento prima di allora
inedita nel campo degli sparatutto. Grande gioco senza riserve, anche oggi e su altissimi
livelli strutturali.
Il parco opzioni si presenta piuttosto bene. Potremo
scegliere il tipo di schermata grafica tra Arcade, Arcade Zoom e
Full Size. La prima configurazione corrisponde all'esatta risoluzione dei
giochi nella loro originaria versione arcade, quindi leggermente in verticale e con due
piccole bande nere ai bordi dello schermo; la Arcade Zoom ingrandisce la risoluzione
precedente (modalità sconsigliata, visto che a tratti renderà instabili alcuni sfondi)
mentre la Full Size adatta la schermata arcade a quella domestica, eliminando le bande
nere e offrendoci una visione a tutto schermo (soluzione fortemente consigliata). Sarà
possibile altresì configurare il joypad a nostro piacimento, abilitare o disabilitare i
continue infiniti, aumentare il numero delle vite e selezionare l'audio stereo o mono.
Sull'aspetto esteriore è prevedibilmente Gradius II a offrire gli spunti più
interessanti, grazie a una grafica degli sfondi particolarmente ispirata e a
"momenti" scenografici rimasti nella storia, come i soli del primo livello da
cui fuoriescono serpenti infuocati. Ma sono le musiche, le magnifiche musiche di entrambi
i titoli a meritarsi l'encomio definitivo, dacché malgrado la compressione delle sintesi
riescono ancora desso a realizzare la piena simbiosi con la epica dell'azione. Senza
contare il brano remixato che apre la collection suonato direttamente su traccia. Di fatto
ci troviamo a dover classificare una raccolta di mostri sacri, che come auspicabile non
sfrutta in alcun modo le potenzialità del Saturn riproponendo i due Gradius nella loro
interezza originaria, senza quindi intervenire - diremmo saggiamente - tanto nel gameplay
che nella realizzazione tecnica. Konami ha rispettato le sue origini e con esse parte
della storia dei videogiochi. Poiché la storia la ha scritta anche una navetta spaziale
portante il nome Vic Viper, e sembra che le sue avventure non siano
ancora terminate.
|
 |