GRADIUS DELUXE PACK

gradiusdeluxecover2.JPG (14378 bytes)Ripiegare in una collection è l'atto più naturale per riavvicinarsi alla storia. E' questo il caso di Gradius Deluxe Pack, che racchiude in un unico CD i primi due episodi della leggendaria saga a sparatutto della Konami. Della raccolta fu prodotta anche una versione Playstation identica in tutto alla presente edizione Saturn, quindi tutte le notazioni elargite da qui in avanti varranno anche per la console Sony. Non che i titoli fossero particolarmente difficili da convertire (si tratta di giochi usciti in sala verso la fine degli anni' 80), ma lo sforzo è quantomeno apprezzabile dal momento che Gradius è tappa essenziale perché si apprenda la genesi dello sparauttutto giapponese, per queste meccaniche che avrebbero influenzato molti degli shooters comparsi anche in occidente. Gradius Deluxe Pack è celebrazione del classico. Elevazione di una branca del videogioco essenzialmente rudimentale in senso iconografico, ma particolarmente approfondibile nella struttura. Sparatutto, praticamente. Sparare a ogni cosa senza porsi troppe domande portando però attenzione al pannello di controllo - la power meter - che indica lo status delle armi.

Gradius I è il titolo che soffre maggiormente della obsolescenza grafica, inevitabile, occorsa dopo il passaggio di una decina di anni e di molta acqua sotto i ponti del videogioco. Ma nonostante ciò i pregi del titolo sono ancora in evidenza sull'altare della giocabilità pura, che anche se immersa nel minimalismo degli sfondi può ancora dire la sua. Acquisire al volo le armi, per poi attivarle con l'apposito pulsante, favorisce la dinamica di una azione che, se inizialmente potrà apparire compassata, dopo avere acquisito i primi punti velocità diventerà sin troppo frenetica. Ma attenzione: esagerare con i pod della velocità potrebbe rivelarsi deleterio per il controllo della Vic Viper, che potrebbe schizzare via con troppa inerzia e penalizzare la precisione degli spostamenti. La longevità è assicurata da un livello di difficoltà abbastanza graduale, assumibile con la dovuta sessione di visualizzazione preventiva degli schemi di attacco al nemico. Per quanto riguarda Gradius II, uscito nel 1988 (quindi tre anni dopo il suo predecessore), il sistema di gioco si evolve in modo abbastanza radicale, offrendo la possibilità iniziale di personalizzazione degli upgrade di sparo. Lo scrolling diventa multidirezionale, con una schermata di gioco che si dipana anche in verticale producendo, oltre a una maggiore varietà di situazioni, una libertà di movimento prima di allora inedita nel campo degli sparatutto. Grande gioco senza riserve, anche oggi e su altissimi livelli strutturali.

Il parco opzioni si presenta piuttosto bene. Potremo scegliere il tipo di schermata grafica tra Arcade, Arcade Zoom e Full Size. La prima configurazione corrisponde all'esatta risoluzione dei giochi nella loro originaria versione arcade, quindi leggermente in verticale e con due piccole bande nere ai bordi dello schermo; la Arcade Zoom ingrandisce la risoluzione precedente (modalità sconsigliata, visto che a tratti renderà instabili alcuni sfondi) mentre la Full Size adatta la schermata arcade a quella domestica, eliminando le bande nere e offrendoci una visione a tutto schermo (soluzione fortemente consigliata). Sarà possibile altresì configurare il joypad a nostro piacimento, abilitare o disabilitare i continue infiniti, aumentare il numero delle vite e selezionare l'audio stereo o mono. Sull'aspetto esteriore è prevedibilmente Gradius II a offrire gli spunti più interessanti, grazie a una grafica degli sfondi particolarmente ispirata e a "momenti" scenografici rimasti nella storia, come i soli del primo livello da cui fuoriescono serpenti infuocati. Ma sono le musiche, le magnifiche musiche di entrambi i titoli a meritarsi l'encomio definitivo, dacché malgrado la compressione delle sintesi riescono ancora desso a realizzare la piena simbiosi con la epica dell'azione. Senza contare il brano remixato che apre la collection suonato direttamente su traccia. Di fatto ci troviamo a dover classificare una raccolta di mostri sacri, che come auspicabile non sfrutta in alcun modo le potenzialità del Saturn riproponendo i due Gradius nella loro interezza originaria, senza quindi intervenire - diremmo saggiamente - tanto nel gameplay che nella realizzazione tecnica. Konami ha rispettato le sue origini e con esse parte della storia dei videogiochi. Poiché la storia la ha scritta anche una navetta spaziale portante il nome Vic Viper, e sembra che le sue avventure non siano ancora terminate.

 

                            

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PRO

I primi due Gradius...

Giocabilità collaudata

Musiche leggendarie

CONTRO

Gradius I è un po' obsoleto

                    
                         

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