THE KING OF FIGHTERS NESTS COLLECTION

lastbladecover2.jpg (33437 bytes)In realtà The King of Fighters 2001 non è così trascurabile come il nostro buon Conti ebbe ad affermare mesi addietro (si legga in proposito la recensione di The King of Fighters 2000/2001). Ai tempi vi era da considerare lo sbandamento di SNK, passata da pochi mesi nelle mani di Playmore, che a sua volta girò il progetto 2001 alla coreana Eolith; realizzare un nuovo episodio con l'obbligo di mantenere il carisma della saga e di introdurre elementi inediti non doveva essere così semplice. Ciò nonostante, a una reinterpretazione postuma, il lavoro di Eolith va premiato per la buona personalità dimostrata in fase di assemblaggio dei nuovi personaggi e di rinnovamento stilistico delle caratterizzazioni. K9999, Angel, May Lee e Foxy, pensati come pedine assolutamente tecniciste nelle air moves e nel multi hitting, si integrano senza problemi nella squadra preesistente, evolvendo in parte quelle che erano le tecniche standard mutuate dalla edizione '99. Ritorna la figura dello striker, ovvero del quarto personaggio di supporto, e anche qui si avverte una riscrittura nel sistema di intervento, visto che si potranno richiamare fino a tre strikers, selezionando liberamente l'ordine degli stessi. In qualche modo, Eolith ha voluto semplificare le gerarchie di combattimento dando la priorità alle combo e al linkaggio conseguente.

The King of Fighters Nests Collection è una raccolta abbastanza imperdibile. Nel DVD alloggiano le conversioni di King of Fighters 99, 2000 e 2001, ma vengono altresì inclusi gli originali NEO GEO per accontentare i puristi. In questi tre episodi, unificati da una trama da b-movie riguardante una certa organizzazione ombra (la NESTS) che vorrebbe impadronirsi del mondo, si raccontano le vicende di K' e dei cloni di Kyo Kusanagi. La raccolta trae verosimilmente vantaggio dalle innovazioni introdotte dalla edizione '99, che oltre a prevedere il menzionato striker fluidifica alcune fasi del combattimento al fine di velocizzare ulteriormente il team battle. La versione home del '99, ribattezzata The King of Fighters '99 Evolution e originariamente uscita su Dreamcast, presenta degli sfondi completamente poligonali ma non modifica il gameplay, che resta dipendente del Counter Mode sperimentato in arcade. K' si prende gran parte della scena - non a caso resterà il protagonista assoluto anche nei due episodi successivi - grazie a una notevole caratterizzazione dark e a una animazione fuori parametro. Il quarto personaggio selezionabile, da richiamare durante il combattimento, rinnova un sistema di gioco che avrebbe usufruito, su questa via, di una serie di piccole ma importanti modificazioni fino al 2001, anno in cui le vicende della NESTS hanno termine. Pertanto in The King of Fighters '2000 già si avverte quel sostanziale passo in avanti sulla performazione manuale delle Super Desperation Moves e nella revisione dello striker system, che adesso si sdoppia. Giusto per trovarsi nel mezzo della nuova concezione del combattimento post-'98, la edizione 2000 resta probabilmente la meglio equilibrata delle tre proposte nella collection di Playmore.

Sacrificando parte del tatticismo della precedente generazione di King of Fighters sull'altare di una spettacolarizzazione ignorante, la trilogia dei NESTS sterza verso un ammodernamento dei metodi di sopraffazione dell'avversario. La immediatezza di esecuzione delle combo, portate all'eccesso dai nuovi personaggi, si potrebbe accostare a Garou: Mark of the Wolves, che infatti veniva rilasciato nel '99. Ma al contarrio di Garou, il trittico non raggiunge quasi mai la profondità del contatto carnale, delle collisioni millesimali, della geometria coreografica scientifica. Ciò nondimeno, per il cultore del picchiaduro bidimensionale, che magari non ha mai posseduto un NEO GEO, una collection come questa sarebbe da non perdere. SNK Playmore confeziona tre porting di assoluto valore inserendo un color edit per ognuno e anche una colonna sonora remixata. La estetica risulta piuttosto curata in tutti e tre gli episodi: lo stage veneziano del '2001, saturo di dettaglio e trasparenze, racchiude in sè la intera filosofia del beat'em up turistico di SNK. Inoltre, la terza dimensione introdotta in '99 Evolution, come già era successo per la versione Dreamcast, riesce a fondersi naturalmente alla bidimensione degli sprites creando un gradevole effetto prospettiva. Il parco animazioni si mostra soddisfacente nei nuovi arrivati, che si muovono con impressionante fluidità, ma anche le figure "storiche", grazie all'innesto di nuove pose iniziali, sembrano integrarsi ai canoni stilistici decretati da Playmore. Prevale il character design, come sempre. Non pensiamo vi siano in giro picchiaduro in grado di rivaleggiare, sul profilo del disegno artistico, con le opere di SNK Playmore; l'intrinseco feticismo dei vestitini di Athena, dei pantaloni in pelle di K' e delle divise succinte di Mai Shiranui, pur alimentando la corrente nerd del wapanismo filo-neogeista, è bene inserito in questa rappresentazione estetizzante, criptogay e narcisista. Nota stonata delle realizzazione tecnica complessiva, la assenza di una opzione di filtraggio grafico per le edizioni NEO GEO, che appaiono leggermente "scalettate" rispetto alle conversioni. Ma si tratta di dettagli marginali, che non possono influire sulla valutazione finale, piuttosto buona, soprattutto adesso che la collezione è venduta a prezzo ridotto.




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PRO

Sistema di combattimento rapido

e semplificato

Ottima realizzazione grafica

Remix delle colonne sonore

CONTRO

Qualche "scaletta" nella modalità

NEO GEO

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