PSIKYO SHOOTING COLLECTION VOL. 2

psikyo2cover2.JPG (20184 bytes)Psikyo vuol dire devozione al gioco in cui si spara. Se torniamo indietro di una decina di anni, quando il mercato arcade poteva ancora dirsi abbastanza fiorente, non vedevi una sala giochi senza uno sparatutto della softco giapponese, fosse un Sol Divide, un Gunbird o uno Strikers 1945. Tornano alla mente i fasti di un periodo che voleva il Saturn quale macchina ideale per le conversioni "Saikyo", ma se Sengoku Blade ebbe la sua bella edizione per la console Sega, Sengoku Ace, secondo titolo contenuto in questa Psikyo Shooting Collection Vol. 2, non fu mai portato su alcuna piattaforma. Così ecco delinearsi l'importanza della raccolta in quanto contenitore del menzionato Sengoku Blade, indubbiamente uno dei migliori sparatutto a scrolling orizzontale di tutti i tempi, e di uno sparatutto assolutamente inedito nell'ambito del mercato domestico, iniziatore della serie dei "Sengoku" pur essendo, per struttura, molto simile a Strikers 1945. La completezza degli shooters proposti ha elevato la collection, ancora prima della sua distribuzione, allo status di culto tra gli appassionati folli quali noi siamo, non tradendo comunque le aspettative al momento della sua realizzazione.

Se noi stessi a più riprese abbiamo indicato Cave quale iniziatrice del meccanismo sparatuttista a doppio sparo, sarebbe più onesto attribuire la paternità storica di sittale innovazione a Psikyo, visto che Sengoku Ace, prima che Cave nascesse, alternava al classico sparo normale con pressione "a picchio" lo sparo continuato a oltranza (tenendo il pulsante premuto). In quest'ultimo caso la navicella selezionata rallenta il suo dinamismo ma offre un fascio di sparo ben più distruttivo di quello standard. Cave avrebbe avuto modo di perfezionare e istituzionalizzare tali meccaniche, ma insomma diamo a Psikyo ciò che è di Psikyo. Sengoku Ace offre un ampio parco di navicelle pilotabili essendovene ben sei, con rispettivi personaggi presi di peso dal Giappone medievale, tutti con le loro caratteristiche personali, e tutti abbastanza "unici" una volta scesi sul campo di battaglia. La velocità dello scrolling risulta piuttosto sostenuta e garantisce la presenza di centinaia di sprites contemporaneamente nel display senza rallentamenti di sorta. E se la velocità si fa alta significa che il gioco diventa abbastanza difficile sin dall'inizio, introducendo il giocatore verso quelli che sarebbbero diventati i punti cardine del manifesto videoludico Psikyo, ossia violenza, velocità, strategia di difesa e realizzazione grafica costantemente sopra la media. In proposito potremo ammirare degli sfondi assolutamente ispirati, animazioni spettacolose, character design raffinato con tutto l'entourage storico/fantastico.

Presenti le classiche smart bomb che ti distruggono tutto ciò che passa per lo schermo e un sistema di upgrade multiplo delle armi. Particolare interessante riguarda giusto il raggiungimento di tutti i livelli di potenziamento, visto che l'ultimo regge un periodo limitato di tempo costringendo il giocatore a raccogliere, per mantenerne l'efficacia, la "P" fluttuante nelle zone alte del display. Per sittale struttura di acquisizione bellica scalare Sengoku Ace ricorda a tratti la saga degli Aero Fighters per Neo Geo, e sulla via anche grafica considerato che, come accadeva per gli sparatutto Video System, ultimato il tutto bisognerà ricominciare dal primo livello con tanto di variazioni cromatiche degli sfondi. Indubbiamente un ottimo sparatutto, forse un po' acerbo, ma decisamente valido anche nel nostro tempo. In quanto a Sengoku Blade pensiamo di avervene descritto adeguatamente la eccellenza nella già linkata recensione Saturn, ma non ci risparmieremo. Per primo si tratta di arcade perfect, come lo è del resto il suo predecessore; poi cambia l'impostazione della schermata, non più in verticale ma in orizzontale; e ancora si attua un miglioramento abbastanza netto della grafica, portata su livelli stilistici francamente idilliaci. Riguardo la giocabilità, nonostante lo scorrimento orizzontale non ci si allontana di molto dalla strutturazione del precursore, dato che resistono stoicamente il sistema di attacco bidirezionale, la frenesia ossessiva e la difficoltà generalmente elevata. Tuttavia il divertimento produce una impennata in seno alla manovrabilità, adesso più accentuata, incoraggiando altresì il coefficiente rigiocabilità. Sul fronte sonoro, e per entrambi i titoli trattati, siamo su livelli di magnificenza pura attraverso le sonorità trascendenti del medioevo e la cadenza della timbrica strumentale, e il resto è storia. Avvertiamo naturalmente la mancanza del CD bonus contenuto nel Sengoku Blade per Saturn, ma si tratta giusto di un vezzo per collezionisti, che non incide su quella che resta una delle collection meglio riuscite del mercato Playstation 2.

 

 

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PRO

Delizie grafiche assortite

Giocabilità ottimamente bilanciata

Sontuosa realizzazione musicale

CONTRO

Nulla di rilevante da segnalare

                      
                      

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Note di produzione