RAIDEN
PROJECT Una collection importante, visto che Raiden
II non è ancora stato emulato. Nel Novantacinque Raiden Project fu
annunciato in doppio formato - Playstation e Saturn - ma a vedere la luce fu il solo
adattamento per la console Sony, probabilmente per limitare al massimo i costi di
produzione, che per una casa minore come la Seibu pesavano più del consueto. Nel CD sono
inserite le conversioni di Raiden e Raiden II, traslati
senza sacrificare nulla in termini di sprites e proporzioni: ribaltando lo schermo a 90
gradi si ottiene allora la perfetta riproduzione della risoluzione degli arcade (Raiden
Project fu tra i primi titoli - se non il primo - a sfruttare tale possibilità), con
l'extra del menu delle opzioni. La modalità "verticale" è di gran lunga la
più idonea al gameplay, sebbene ci sia data la possibilità di riadattare l'aspect ratio
originale optando per il display centrato, con due invasive bande nere ai lati, o
allargare la schermata grafica a tutto schermo, perdendo però moltissimo in termini di
nitidezza.
Dal punto di vista grafico il primo Raiden cede ai segni
del tempo. Sebbene le strutture mostrino un discreto dettaglio è praticamente assente lo
scrolling differenziale e non si rilevano sprites animati particolarmente
complessi.Tuttavia è già manifesta la dottrina del meccanismo di fine stage, il cui
design stabilisce il prontuario degli stili furutirstici adottati di lì a breve da
software house come Toaplan, Raizing e Psikyo. In Raiden II la estetica assume i contorni
di un prodotto dellera moderna. Riconoscibile una maniacale minuzia dei dettagli,
delle animazioni, delle colorazioni di codesti fondali che sovente scrollano in
parallasse; anche qui i boss di fine livello intimoriscono per una ingombranza
"metallara" e pesante, che contribuisce a rendere lo "sparo" una
esternazione pirotecnica e confusionaria degli arsenali, che si lasciano vomitare con tale
frenesia e fragore da trasformare la battaglia in unorgia di pseudorobot in fiamme.
Mai si era assistito, in uno sparatutto, a una tale bellicosa distruzione, ed è
probabilmente questo fattore a rendere unico Raiden II. Purtroppo in termini di
manovrabilità non siamo ai livelli raggiunti per la grafica. Infatti il titolo appare sin
troppo complicato da gestire a livello easy e normal, e addirittura invalicabile nei
livelli avanzati per l'essere umano medio. A meno di non essere dei cultori del coin-op ci
vorranno settimane, mesi di pratica e perseveranza prima di riuscire a non morire
cinquanta volte a ridosso del sesto stage. Seibu: <<hai voluto Raiden Project, e
adesso spara>>.
I proiettili si avvicinano al nostro Jet con una velocità
a volte disarmante e che non concede tempi di reazione; lo stesso discorso, quantunque
meno radicale, vale per il primo Raiden, che se nei livelli iniziali risulta malleabile,
in quelli più avanzati lascia il videogiocatore in uno stato di impotenza. Tanto più
che, al contrario di Raiden II, se si perde una vita si riprende dallo start point
precedente. I programmatori avrebbero potuto includere una modalità "extra"
mirata a migliorare in qualche modo la situazione dal punto di vista strutturale, magari
limitando i continue (in entrambi i giochi infiniti) e limando un livello di difficoltà
evidentemente impostato sulla memorizzazione dei pattern. Ma lestrema ostilità dei
due titoli è per i giapponesi il "marchio di fabbrica" degli sparatutto Seibu,
ed è quindi accettata. E anche vero che la frenesia cui abbiamo precedentemente
accennato non sarebbe stata tale senza una spropositata rigidità di avanzamento, che ci
costringe alla paranoia videoludica più estremizzata, che fa apparire titoli come
Thunderforce III e IV dei giochi per pivellini. Ma è così. Raiden Project ingloba, in
due soli videogiochi, buona parte del tradizionalismo nipponico dello sparo in verticale e
discreta parte della cultura al trial and error derivante dai coin-op di inizio
anni Novanta. Raiden Project è una raccolta per appassionati, ancora
rintracciabile in versione PAL (con le limitazioni del caso) ma che offre il meglio
nelloriginaria versione NTSC Giapponese, sebbene la reperibilità di quest'ultima
risulti assai problematica per le utenze estranee a Yahoo Japan.
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