ROCKMAN
MEGA WORLD Quando tutti attendevano un nuovo
episodio della saga dei Rockman appositamente studiato per Megadrive Capcom decide per il remake,
che è meno gravoso in termini di risorse di produzione. E' anche vero che si era in piena
fase discendente per il 16 bit Sega (1994), che di lì a breve sarebbe stato
definitivamente offuscato dall'avvento del Saturn. Tuttavia Rockman Mega World
può tranquillamente rientrare tra le più autorevoli collection pensate per un sistema
domestico, se non altro per il riuscito livello di rielaborazione dei classici proposti.
Si tratta quindi di prendere i primi tre capitoli di Rockman, che erano usciti in
precedenza sul NES, di incastonarli in una unica cartuccia e rinvigorirli attraverso un
completo arricchimento grafico e sonoro. La modernizzazione risulta fortunatamente
misurata e quindi non radicale, così da non stravolgere il platform a otto bit con
annesse meccaniche e metodi di gioco.
Trattandosi di produzioni assai datate si realizza palese
una certa semplicità di schemi, per un avanzamento che non è sostenuto da eccessi di
originalità ma che è notevolmente strutturato, nonoché guarnito di massicce dosi di
azione. Rockman è action game per definizione, pertanto l'opportunità di
scegliere da subito quale stage affrontare (caratteristica comune a tutti i Rockman)
cagiona ottimo il senso della sfida, che sarà coadiuvato dalla conseguente pianificazione
strategica nel decretare quale livello affrontare per primo. Scelta quest'ultima basilare
ai fini ludici, giacché di snodo per la scalata alla meta finale. I tre titoli si
equivalgono. Benché si rilevi occasionali dissomiglianze, per lo più sul level design,
la sostanza del gameplay racconta di platormismo anni Ottanta e di latente stato
di frustrazione. In quanto a realizzazione estetica si ottiene un netto miglioramento dei
titoli originali. E' presentato un disegno più sinuoso e una colorazione conforme alla
palette di un 16 bit: tutti gli sfondi divengono oggetto di corpulenta rielaborazione.
Viene quindi inserito un mirabile strato di parallasse e introdotto un obolo di piexel
inediti. Anche le animazioni subiscono una certa fluidificazione, pur non eccessiva, e i
contorni di tutti gli sprites appaiono adesso levigati, gradevoli alla vista.
Rockman Mega World resta a ogni modo una raccolta di
commemorazione, che ha il fine di innalzare alla immortalità l'icona Rockman e
lo si evince da una "linea di rispetto" che Capcom persegue rigorosa. Difatti il
gameplay del trittico resta essenzialmente immobile, e chi avesse già manipolato i titoli
sul Famicom troverà nelle riproduzioni Megadrive la stessa materia, la medesima fase di
gameplay degli originali. Una soluzione che noi si condivide appieno, in quanto sarebbe
stato improduttivo stravolgere una ossatura di base già di per sè collaudata, che di
fatto non necessitava di stravolgimenti o di pretestuose modificazioni sul level design.
Accettata come necessaria la funzione divulgativa del porting, si può guardare
alla Rockman Megaworld con l'occhio di chi ne approva gli abbellimenti estetici, dacché
è giusto pratica degli ultimi anni raccogliere in forma pedissequa tutto il raccattabile
(si guardi alla recente collana dedicata a Rockman uscita per Playstation). Rockman Mega
World si comporta alla stregua di Super Mario All Stars con tanto di marchio di
fabbrica, solo che in questo caso non si tratta di Nintendo. Ma è un dettaglio. Il
conseguente giudizio positivo è un diritto a cui Retrogamer.it non vuole rinunciare, ergo
se non sapete cosa sia Rockman la presente compilation deve essere vostra.
|
 |