R-TYPES

Rtypes.jpg (123766 bytes)Il 1998 fu l'anno del ritorno della Irem. Difatti In questo periodo la software house nipponica dispiega mezzi e risorse per la console più popolare dando vita a un "revival" interamente ruotante su R-Type, lo sparatutto che le diede fama e gloria. Tralasciamo al momento R Type Delta (episodio inedito interamente tridimensionale) per focalizzare l’attenzione sulla raccolta ivi recensita; R-Types contiene i primi due storici episodi della saga, riproposti in arcade perfect e senza particolari aggiunte strutturali. Da segnalare comunque la gradita possibilità di estendere l’aria di sparo tramite un leggero scrolling verticale (effetto assente in origine), nonché l'inserimento dell'hud sottostante a effetto trasparenza. In più, Irem introduce l’interessante funzione di force feedback del Dual Shock (commercializzato in quel periodo in Giappone), sebbene le vibrazioni si realizzino rilevabili solo in fase di scontro con i boss.

Il "confezionamento" risulta particolarmente curato, con questo menu da cui è possibile selezionare, da subito, il gameplay col primo o il secondo R-Type. Si registra interessante la possibilità di spuntare l'opzione del "rallentamento simulato", tocco d'altissima scuola con cui si riproduce il flikering rilevabile in origine sugli arcade, quel tremore persistente che perlopiù interveniva nelle aree terminali, all'atto dello scontro coi guardiani, tanto per rimanere assolutamente fedeli alla storia. Altresì presente una collezione di immagini in alta risoluzione, raffiguranti elaborazioni in computer graphic sull'intero roster di navette e mostri presenti in ambidue gli sparatori; approposito di rendering, l’introduzione al CD espone un discreto filmato in grafica precalcolata, che è del tutto fuori luogo se paragonato allo scarno impianto grafico degli sparatutto, ma che è a ogni modo assimilabile come opera a sé stante che vuole raffigurare su diverse prospettive le evoluzioni dei mezzi interplanetari, e quindi dei guardiani biologici. Encomiabile, in ogni caso, la volontà della Irem di collocare i due R-Types in un contesto rievocativo che rispetti gli sparattuto e ciò che hanno rappresentato nella epoca dei coin-op.

Sarebbe stato preferibile vedere i due titoli riproposti in volumi unici - come ha fatto Sega con i Sega Ages - e avremmo altresì gradito l'aggiunta di un terzo volume dedicato ad R-Type Leo, ancora inedito in ambito console e mai covertito per nessuna piattaforma. Analizzando i titoli oggetto di recensione (di R-Type è comunque presente la descrizione nella sezione coin-op), risulta urgente ribadire che si tratta di oggetti senza tempo, e se si ha il buon senso di soprassedere sulle grafiche e l’aspetto d’insieme, e nondimeno sul level design rudimentale, si otterrà in cambio la maestria del ritrarre, del visualizzare creature di assoluto riferimento per il genere. Si otterrà, in cambio, una struttura di gioco che per quanto obsoletà è pura immediatezza, immane blocco di bidimensione verso cui lanciarsi coi propulsori per l'iperspazio. V'è da dire che presenza dei continue infiniti, nonché delle posizioni di ripristino salvabili, rischia di snaturare quella stessa filosofia di gioco che la collection vorrebbe preservare. Ma poi è il sottotesto ad agire in funzione di Irem, con la struttura basilare ed arcaica delle sequenze ad alto contenuto di patterns che vuole essere da monito verso l'idea modernista di videogioco, quella che vede lo scorrere semplificato delle scene, dell'interazione, delle fasi di avvicinamento alla soluzione, alle soluzioni. R-Types sembra suggerire all'astante di lasciar perdere i save points in favore di una sana e autentica esperienza arcade.

 

 

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PRO

Il fascino di R-Type è indiscusso

Supportato il Dual Shock

                           

CONTRO

Continue infiniti

                      
                     

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Note di produzione