STREET
FIGHTER COLLECTION Visto che nel periodo
d'uscita della raccolta l'emulazione dei titoli CPS era ancora in fase preliminare, si
presentava succulenta l'opportunità di poter interagire con i maggiori pestatori della
Capcom, pur col limite dei microcaricamenti da CD. Invero su Saturn il problema era meno
gravoso che su Playstation, in virtù della discreta Ram utilizzabile per le bidimensioni,
e quindi l'ingerenza della scritta now loading in fase di interludio tra livelli
è contenuta allo stretto necessario: tre, quattro secondi di attesa e si può cominciare
a picchiare i protagonisti di Super Street Fighter II Turbo, ché il cultore non chiedeva
altro che questo beat'em up difficilmente convertibile, prima dei trentadue, in
quanto fu traslato per il solo 3DO, e in modo non proprio impeccabile. In verità la
raccolta contiene anche il primo Super Street Fighter II e Street Fighter Zero 2 Dash, che
era una versione speciale dell'arcade discretamente sconosciuta qui da noi.
Indubbiamente il livello di fedeltà ai coin-op raggiunto
dai tre titoli è rimarchevole. Eppure non si può ancora parlare di arcade perfect,
e non solo per il menzionato limite degli accessi da disco ma proprio in virtù di alcune
mancanze rilevate in fase di comparazione diretta. Per cui la risposta ai comandi via
joypad è alterata. Vi è un leggero lag che di fatto limita l'interazione ad alto livello
all'atto della performazione, quando si deve eseguire una combo o una semplice mossa di
contrattacco. Vale per tutti e tre i porting. Ma vero è che unicamente chi
ha manipolato in anticipo gli arcade potrà rilevare quanto esposto, e solo dopo lo studio
accurato delle fasi dinamiche essenziali. Per il resto, non si registrano tagli alle
animazioni. Gli interi assetti grafici vengono riproposti in modo convincente pur sul
fronte della dimensione degli sprites, che risultano riprodotti al pixel. Ed è cosa buona
è giusta se si pensa che la edizione Playstation, oltre a presentare il lag e tempi di
caricamento raddoppiati, risulta deprivata di numerosi fotogrammi nei casi di Super Street
Fighter II Turbo e Zero Dash. Quindi Sega Saturn. Che tra l'altro ha pure il joypad a sei
tasti.
La Street Fighter Collection è un
prodotto di buonissima qualità. Capcom si dimostra attenta nella selezione dei titoli, e
non ci si aspettava certo il bonus di Street Fighter Zero 2 Dash, con la sua pletora di
modalità extra e opzioni segrete da sbloccare via cheat code, con la novità di poter
utilizzare Cammy, che in versione liscia era mancante e col Gouki Mode, che è quanto di
più hardcore Capcom abbia mai realizzato in merito alla questione del livello di
difficoltà per soli nerd. Pertanto è curioso constatare l'abbassamento del grado di
ostilità di Super Street Fighter II Turbo, che gli appassionati ricorderanno come uno dei
più ostili picchiaduro del mercato arcade: di fatto il livello normal della
versione console corrisponde al livello ultra easy del rispettivo coin-op. Ma non
è il caso di prendersela a male, ché in sala giochi non si è mai digerito l'infierire
di Capcom sui paganti, i quali per poter andare avanti dovevano aver prima imparato a
memoria le tecniche di attacco di tutti gli avversari. Il Super Street Fighter II liscio
è inserito giusto perché andava inserito, ma qui si è convinti che l'acquirente
realizzerà il Turbo senza passare dal via. Ed è anche normale. Chè la edizione Turbo è
ancora oggetto di culto tra gli appassionati di picchiaduro Capcom e di Gouki, che Noi si
è sempre denigrato, ma che evidentemente riscuote successo tra gli organizzatori di
tornei. Il sonoro. In tutti e tre i casi abbiamo la riproduzione delle musiche del bar,
nonché di tutti gli effetti e i campionamenti vocali. E ci mancherebbe, con tanto di chip
custom DSP Yamaha incastonato nello chasis.
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