SNK ARCADE CLASSICS VOL. 1

lastbladecover2.jpg (33437 bytes)SNK Arcade Classics non è una collection per fanatici. Se lo fosse stata, i sedici titoli proposti girerebbero in arcade perfect e in copertina, al posto del cabinato, vi sarebbero le tette di Mai Shiranui. SNK Arcade Classics è, prima di tutto, una opera di divulgazione. Niente modellini, confezioni con art book a edizione limitata o DVD superplay, ma solo i giochi, per giunta emulati. Sebbene gran parte delle "conversioni" inserite nel disco riproduca fedelmente i coin op rispettivi, dobbiamo rilevare occasionali imperfezioni grafiche per alcuni titoli chiave. Sicchè Shock Troopers si pianta per frazioni di secondo, nelle fasi attive, per accedere ai dati non trattenuti dalla ram di Playstation 2; The King Of Fighters '94 presenta uno scrolling degli sfondi vagamente incerto, benchè resti oggettivamente fluido e non disturbi il gamplay; Last Resort denuncia il flicker degli spirtes in caso di eccessivo affollamento a video, e questo si che infastidisce. Addirittura la scritta introduttiva a scorrimento laterale di Fatal Fury soffre di problemi di v-sync: fortuna che durante il gioco tale disfunzione si noti appena. Non abbiamo comunque notato i rallentamenti erroneamente contestati da IGN, che forse dimentica che gli stessi fossero altresì presenti nei coin-op originali. Trattasi di artifici generalmente passabili, che non interferiscono sullo svolgimento dei giochi (salvo il caso di Shock Troopers) e che, se non altro, preservano l'interezza dei fotogrammi di animazione. Si presume che la già annunciata edizione per Wii rimedi a tali imperfezioni, ma è una questione che valuteremo nei prossimi mesi. Il costo contenuto della raccolta non consente tuttavia critiche eccessive per la frettolosità del confezionamento, anzi la scelta di mercato di SNK Playmore è da considerarsi strategicamente comunista, all'insegna di un post-fanatismo affatto censurabile. Il fatto essenziale concerne la possibilità di interagire con molte opere seminali della prima Shin Nihon Kikaku, quella del Neo Geo, dei cabinati col posacenere integrato, delle cartucce AES da un chilo l'una, della grafica inarrivabile.

Consentiteci di spendere ottime parole su Metal Slug. Uscito in arcade nel '96 come titolo d'azione a sparatutto e convertito per Saturn e Playstation circa un anno dopo, il gioco produceva una tale quantità di fuoco per due giocatori da riempire il video in un crescendo wagneriano di carri armati, aerei, mitragliatrici, bombe a mano. La caratteristica portante della opera di Nazca, sussidiaria di SNK, sta nel raggiungimento di un alto livello di interazione con sfondi e mezzi esterni, che potremo pilotare come potenziamento del fucile di base. Graficamente sontuoso, e sul profilo del disegno, e sul fronte delle animazioni, Metal Slug convince anche in giocabilità nonostante la cattiveria di alcuni boss di fine livello. Di eccellente qualità anche il comparto audio, graziato da una colonna sonora incalzante e da effetti di detonazione immersivi. Sul menzionato Shock Troopers, che vorrebbe essere la evoluzione di Ikari Warriors, non avremmo particolari riserve data la assoluta qualità tecnico-ludica dell'action game, che si distingue per una alta gradazione di frenesia multidirezionale. Svariati i personaggi utilizzabili, ognuno con un proprio arsenale, e svariati i livelli da affrontare prima dello scontro finale. Un titolo di tutto rispetto che avrebbe meritato maggiore ottimizzazione, visti i problemi già sollevati, per quanto avremo occasione di parlarne in modo più approfondito nella sezione coin-op. L'unico sparatutto a scorrimento inserito nella raccolta è Last Resort (confidiamo che nei prossimi capitoli SNK si ricordi di Pulstar e Blazing Star), chiaro sostenitore del pod frontale instaurato da R-Type ma piuttosto inferiore alla opera Irem per carisma e immedesimazione. Discreto sparatutto in ogni caso, grazie alla caratteristica della rotazione manuale e direzionale del satellite, ripresa di recente in Last Hope di NG DEV. Due i rappresentanti del platform più o meno classico, ovvero Top Hunter e Magician Lord. Sul primo, affascinante via di mezzo fra platformista e picchiaduro a scorrimento, interviene il livello di profondità parallelo al piano principale per simulare profondità e innovare il gameplay. Attivando una serie di leve si sbloccheranno passaggi utili al prosieguo e ad alimentare il divertimento, che raggiunge culminazione nella modalità per due giocatori. Grande caratterizzazione dei personaggi, eccellenti animazioni, sfondi dettagliati al pixel: un titolo veramente ottimo. Diffusa indolenza per Magician Lord, invece, che nonostante una grafica di spessore ostenta un gameplay moderatamente triste, lineare, noioso. Diciamo che a suo tempo (1990) fu sopravvalutato per la estetica fantasy indubbiamente fascinosa e per le importanti dimensioni degli sprites. Il classico titolo alla Legendary Axe, invecchiato male e privo di spunti di interesse nell'attuale offerta videoludica.

Il genere più rifornito sembra essere quello dei picchiaduro, a scorrimento o a incontri. Si veda l'eccellente The King Of Fighters '94, il primo della saga, con queste squadre di lottatori che si scontrano alternandosi, con questa grafica che sorprende ancora oggi per dettaglio e quantità di animazioni, con questa giocabilità raffinata che introduce la barra a caricamento per le super. Le caratterizzazioni, che sembrano estratte da un comic book, avrebbero fatto scuola influenzando lo stile di praticamente tutti i picchiaduro successivi al 1994. Il dispiegamento di mezzi si nota anche dal soundtrack ricercato, fra composizioni jazz, rock e funk, che spaziano nel piano bar neomelodico e la techno anni '80. Meno incisivo Fatal Fury, sebbene si tratti del primo tentativo di SNK di addentrarsi nel beat'em up a incontri; la doppia profondità prospettica non riesce a sopperire alle imperfezioni della A.I., all'esiguo numero di personaggi, al nervoso sistema di controllo, e a evitare alcuni trick che influenzano negativamente il gioco in singolo. Estetica molto buona, per il 1991, ma non abbatanza buona da eguagliare la tecnica di Street Fighter II. Ancora pestaduro a incontri per l'interessante World Heroes, quantomeno per il character design veramente riuscito e per la originalità di alcune mosse. Peccato che il sistema di gioco si riveli estremamente semplificato e non possa vantare la varietà di mosse dello stesso Fatal Fury. Comunque buono l'accostamento sonoro di musiche acide e sperimentali. Samurai Shodown, al contrario, garantisce le vette qualitative di King Of Fighters. Ottimo dal punto di vista grafico e convincente per struttura, il beat'em up all'arma bianca si lascia apprezzare nella elaborazione strategica di incontri con un certo spessore tattico, vista la eterogeneità delle condizioni di gioco, che incoraggiano un approccio più razionale che smanettone; proprio in virtù di tali considerazioni, è particolarmente consigliato il gioco a due. Sul versante a incontri resta da menzionare Art Of Fighting, che sarà stato anche rivoluzionario nel 1992 per via della poderosa tecnica di zooming per sfondi e lottatori, ma che oggi denuncia una povertà ludica concreta. Inoltre le animazioni soffrono di una scarsa intercalazione, sicchè da mostrarsi scattose e poco convincenti malgrado la importante dimensione degli sprites, spesso a schermo intero. Abbastanza trascurabile anche la realizzazione sonora. Un titolo che fa storia, in qualche modo, ma che sarebbe bene evitare come la peste in favore di esponenti più meritevoli. Caso a parte si rivela essere King Of The Monsters, che pure rientrando nella categoria a incontri realizza un gameplay abbastanza differente dalla tradizione a cui si ispira. Quindi sullo sfondo di ciittà nel panico, dovremo tirare mazzate impersonando mostri come Beetle Mania, Rocky e Poison, e al contempo dimolire il mondo. Graficamente nella media del periodo, e quindi al di sotto degli standard del Nero Geo, il picchiaduro vanta una buonissima caratterizzazione. Titolo divertente a breve termine e nel multiplayer, ma in effetti scarsamente longevo e poco vario nella grafica.

Il genere del picchiaduro a scorrimento ha come rappresentanti Burning Fight e Sengoku. Appartenenti alla prima generazione arcadomane di settore, avente ancora Double Dragon quale punto di riferimento universale, i due titoli ostentano dignità su vie differenti. Burning Fight si lascia apprezzare per il quantitativo di ignoranza prodotto dalle sequenze di pugni e calci e per una ottima modalità cooperazione, seppure non si possa non denunciarne il pesante senso di frustrazione da A.I. inesistente nei livelli avanzati. Più bilanciato e generalmente più convincente appare Sengoku, iperrealista nello stile grafico e vario nelle metodi di attacco combinati. Sarà fattibile acquisire spade come potenziamento di progressione, che avverrà su mondi paralleli, tra realtà e universi demoniaci violastri. A questo punto resta il trittico dei titoli sportivi, che abbraccia il soccer, il golf e il baseball. Super Sidekicks 3 è un calcio cazzuto, violento e rudimentale come ogni buon titolo arcade dovrebbe essere, tuttora immensamente appagante nel gioco a due e longevo nel single. Il metodo di tiro in porta concede la possibilità di "mirare" con annesso cambio di inquadratura (la saga SNK si distingue proprio grazie a questa caratteristica), ma non sarà semplice perforare il portiere. Quest'ultimo sarà preso letteralmente a pallate e spesso, anzichè respingere, sarà colpito dalla potenza dei tiri, restandone stordito. Graficamente di alto profilo ancora oggi, per via di animazioni possenti e zooming prospettico a tutto campo, Super Sidekicks 3 si rivela uno dei migliori titoli della raccolta nonchè una release uffciale di una certa importanza, visto che non era mai stato convertito per sistemi esterni al Neo Geo. Baseball Stars 2, super mazze e super strike a parte, risulta abbastanza simulativo nella tempistica di risposta, e piuttosto accurato esteticamente. La ottima caratterizzazione degli atleti avvicina al baseball anche i neofiti, ma diciamo che la varietà in generale latita, per quanto il tipo di sport "simulato" non offrisse grandi margini di diversificazione del gameplay. Molto arcade ed estremamente semplificato nei controlli sovviene Neo Turf Masters, golfistico a doppia visuale (in terza persona nell'approccio e a volo d'uccello quando parte il tiro) che comunque offre interessanti margini di sfida grazie alla buona riproduzione tecnica delle mazze. Il fatto interessante è che la partita dura parecchio, fatto anomalo per un coin-op, essendovi la necessità di affrontare tutte le buche del percorso prescelto. E così la SNK Classics atto primo riesce a farsi apprezzare, pur con qualche riserva. Ad esempio i realizzatori potevano anche risparmiarci il fastidio di dovere sbloccare World Heroes, visto che per poterci giocare bisognerà prima ottenere dieci medaglie (che sarebbero gli obiettivi di raggiungimento per ogni titolo, un po' come le Capcom Classics). Ciò nondimeno l'introduzione dei goals rende più interessante lo svolgimento di gioco, considerando che ogni titolo possiede i continue illimitati, e generalmente più longeva l'interazione. Tra il materiale sbloccabile vi sono artwork, trucchi, liste mosse, filmati e documentazione fotografica assortita, pertanto prima di completare tutti gli obiettivi di ogni singolo gioco ne passerà di tempo. Sempre che, naturalmente, si abbia la tenacia di persistere. La valutazione tecnica finale terrà conto delle menzionate imperfezioni di traslazione, comunque riscontrabili solo in alcuni titoli, ma valorizzerà in ogni modo il profilo storico e culturale della raccolta. All'inizio degli anni '90 SNK innovava il mercato degli arcade con un hardware, il Neo Geo, che apportava effetti grafici impensabili anche per la stessa Capcom. Un vantaggio tecnologico che portò la software house nipponica a dominare il settore dei coin-op per almeno cinque anni, e senza la necessità di upgrade dell'hardware. Il Neo Geo avrebbe addirittura raggiunto la terza dimensione pre-renderizzata, adeguandosi agli standard delle nuove schede di Sega e Namco, e sarebbe riuscito a sopravvivere anche al nuovo millennio. Con il fallimento di SNK e il sopraggiungere di Playmore, il Neo Geo sarebbe stato soppiantato in favore di hardware più moderni, si veda la Atomiswave di Sammy. Ma non sarebbe stato lo stesso. La crisi profonda del mercato dei coin-op ha reso i cabinati Atomiswave scarsamente appetibili, e il Neo Geo un cimelio da museo, una costosa console non alla portata di tutti. Per tale ragione una raccolta come SNK Classics va premiata a prescindere, perchè sborsando circa 20 euro ci si porta a casa un pezzo di storia del videogioco arcade.

 

 

snk01.png (60319 bytes)
snk02.png (136211 bytes)
snk03.png (125635 bytes)
snk04.png (133758 bytes)
snk05.png (135518 bytes)
snk06.png (116575 bytes)
snk07.png (137082 bytes)
snk08.png (133349 bytes)
snk09.png (113469 bytes)
snki10.png (145674 bytes)
snk11.png (121028 bytes)
snk12.png (122619 bytes)
snk13.png (120920 bytes)
snk14.png (132316 bytes)
snk15.png (140472 bytes)
snk16.png (136240 bytes)
snk17.png (144269 bytes)
voto_pregevole.gif (1704 bytes)

PRO

Un importante pezzo di storia di

SNK e del NEO GEO

Documentazione extra

CONTRO

Shock Troopers scatta

World Heroes non è inizialmente

selezionabile

Home

Note di produzione