TAITO MEMORIES GEKAN

Psikyo3cover2.GIF (46303 bytes)Nel suo secondo volume commemorativo, Taito riesuma ulteriori venticinque titoli "storici" ancora inerenti la sua opera artistica in arcade. Ma, come avremo modo di carpire, non siamo sugli stessi livelli della Taito Joukan, dato che il complesso dei giochi presentati è sensibilmente meno appetibile sia per rappresentazione grafica che per spessore ludico. Non mancano naturalmente le "chicche", i giochi trainanti, le grandi esperienze a gettoni, ed è grazie a tali presenze che la raccolta riuscirà a sollevarsi per qualità oggettive, realizzandosi come acquisto ancora indispensabile per il cultore della Taito e in generale dei coin op. Per struttura esterna e interna la Taito Memories Gekan è identica alla precedente. Quindi presentazione in FMV con scarrellata dei titoli inseriti, e menu completamente in giapponese ma con relativa icona rispondente al titolo selezionato. All'anti-aliasing ormai ci siamo abituati, e non è poi tanto male se si guarda bene, ma resta e resterà grave la assenza del TATE Mode per gli sparatutto verticali, veramente ridimensionati dal downgrade di risoluzione occorso per farli stare in un televisore disposto normalmente. Ma ci accontenteremo anche stavolta. Inutile ribadire che si tratta di 25 arcade perfect assoluti, e che se vi rammentate di uno solo di essi non potrete che assecondarne il richiamo: Space Invaders giunge finalmente nella sua versione originale (quella in bianco e nero), seguito da Space Invaders Part II (1979) tanto per ribadire l'importanza culturale scaturita dalle combinazioni di sparo aliene e dallo spazio profondo da cui provengono. Poco interessanti per chi ha già perso giornate con Space Invaders Color (Joukan), acquisendone i metodi di approccio in stile "macchina da scrivere", i summenzionati hanno ragion d'essere per il loro valore squisitamente storico. Crazy Balloon e Balloon Bomber, entrambi del 1980, cominciano a sperimentare su situazioni di gioco solo parzialmente legate a Space Invaders, e anzi se parliamo di Crazy Balloon vi troviamo un concept assolutamente nuovo: attraversare dei labirinti muovendo dei palloncini. Questi onduleranno da destra a sinistra per rendere il gameplay più complicato, tanto è vero che dopo i primi livelli abbastanza semplici ci toccherà fare i conti con una notevole impennata della difficoltà. Con il secondo, invece, si dovrà nuovamente sparare verso l'alto, solo che dovremo colpire delle bombe, che a loro volta sono agganciate a dei palloncini. I problemi insorgono quando, colpendo i soli palloni, le bombe vengono scanciate verso di noi, creando dei piccoli crateri non valicabili. Insomma si rischia, con questo bizzarro titolo, di avere la via di fuga sbarrata da entrambi i lati percorribili; giusto quanto pensato dai programmatori per rendere la interazione alquanto frustrante.

Taito Memories Gekan, al contrario di quanto prodotto nella prima compilation, impone un crescendo evolutivo più incentrato sulla inventiva di nuove metodologie di controllo. Ecco perchè sorprende la defezione, già grave in Joukan, di Arkanoid. Nella speranza che tale lacuna venga colmata in un eventuale terzo capitolo della raccolta, volgiamo lo sguardo su Qix (1981), ossia verso il diretto progenitore di Volvied. In questo giochino dovremo tracciare delle linee attraverso lo schermo al fine di sbloccarne lo sfondo (che apparirà colorato). La difficoltà sta tutta nella nella presenza di corpi estranei rotanti che ci sbarreranno la strada, nonchè di puntini elettrici che seguono il notro percorso fino a che non ci hanno arrostiti. Difficoltà piuttosto elevata, già dal primo livello, ma concept di gioco a dir poco geniale fanno di Qix un arcade validissimo, da cui attingerà tutta una serie di varianti sul tema (alcune erotiche, come nel caso di Gals Panic) ricavandone generalizzato successo tra il pubblico più smaliziato. Wild Western e Front Line, rispettivamente del 1982 e 1983, puntavano tutto sul sistema di controllo analogico. Con questa rotellina, combinata alla cloche standard e al pulsante di fuoco, si doveva direzionare la pistola dell'omino protagonista nelle otto direzioni base. Le differenze tra i due giochi, oltre che grafiche, sono di tipo meccanico: in Wild Western si monta a cavallo, tra treni che sbuffano e indiani che ululano, mentre in Front Line ci si avvicina alla seconda guerra mondiale e si è appiedati. Fondamentalmente i due giochi sono identici: punta la pistola e spara. Il divertimento stava proprio nel riuscire a centrare il nemico, mansione tutt'altro che semplice perchè, quantomeno inizialmente, bisognava entrare nell'ottica del direzionamento analogico, una vera novità per il periodo. La domanda è: su Playstation 2 come hanno adattato tale metodo di puntamento? Semplice, a ogni tasto una direzione. Ed è un bel casino, ve lo garantiamo, perchè un conto è giostrare con la rotella, un conto è premere una sequenza di tasti dovendo anche preoccuparsi degli attacchi nemici. Due giochi controversi forse non proprio a loro agio sulle console moderne....Cosa che non accade con Elevato Action, che nel suo essere arcaico e rudimentale concede ancora picchi di importante divertimento nel "sopra sotto" dei palazzi, nel tempismo delle sparatorie e nella carineria dei nemici con il cappello. Un gangster game che indubbiamente ha fatto storia, forse un po' datato graficamente ma le cui virtù ludiche restano immutate anche dopo più di venti anni dalla sua ogirinaria uscita in arcade. Diciamo che con questo gioco il livello della raccolta comincia a innalzarsi in modo importante, tanto che quando selezioni Chack'n Pop ti accorgi da dove abbia origine la caratterizzazione del successivo Bubble Bobble, benchè lo scopo del titolo non c'entri molto con la successione a quadri stagni degli sparabolle. Praticamente bisogna affrontare dei labirinti, percorribili anche incollandosi alle pareti superiori, evitando possibilmente i nemici e, nei casi estremi, sparando loro delle bolle a detonazione. Ma bisognerà prestare molta attenzione nel lancio di questa "arma", dato che la stessa, se restiamo nelle immediate vicinanze della successiva esplosione, causa la perdita di una vita.....

Malgrado non sia molto conosciuto alla utenza occidentale, The Legend Of Kage risulta platform game molto frenetico e divertente. Il bello è spiccare balzi assurdi tra gli alberi, arrampicarsi su di essi, tagliuzzare il nemico in modo ravvicinato o sparargli contro le classiche "stellette" del ninja. Fatto interessante, è possibile direzionare tutti i colpi, sebbene si incontri qualche problema sparando verso l'alto, visto che il protagonista effettuerà contemporaneamente un balzo (esatto, per saltare si preme la leva del joypad all'insù) finendo per incrociare dei nemici che sarebbe stato meglio evitare. Il punto debole del gioco è giustappunto la elevata difficoltà, che se nei primi livelli risulta affrontabile, diventa meno arginabile nelle situazioni avanzate. Una sorta di antenato di Ninja Spirit, potremmo dire, con grafica leggermente meno incisiva ma una giocabilità tutto sommato decorosa. Ma, con tutto il rispetto verso quest'ultimo, valido platform, quando giunge il momento di The New Zealand Story (link) si avverte la autentica "Taito Difference" nella costruzione di giochini buffi, rotondi e immensamente, immensamente giocabili. Allora tu guidi questo kiwi (una specie di pulcino) in una condizione di gioco a scrolling orizzontale e verticale; molti nemici, quando colpiti, abbandonano le loro unità volanti e noi, con esse, potremo raggiungere i piani superiori svolazzando. Conquistarsi un livello è, alla fine, una autentica gioia giacchè, sulla via di una apparente semplicità, si avrà modo di carpire la essenza dei titoli della Taito, portati a esprimere un concetto di videogioco minimalista e complesso nella stessa misura. La ampiezza dei livelli, il bilanciamento pressochè perfetto della difficoltà generale, la caratterizzazione dei nemici, l'accompagnamento musicale superbo fanno di The New Zealand Story uno dei migliori platform arcade degli anni' 80. Dello stesso anno è Rastan Saga II (1988), platform di sicuro valore che non riesce, comunque, a raggiungere la eccellenza del suo illustre predecessore. Contestabili alcune scelte di programmazione operate da Taito, come la eccessiva grandezza del personaggio principale e le sue stesse cadenze (la sua animazione è alquanto discutibile), per quanto la giocabilità si mantenga su discreti livelli e la grafica, se si eccettua appunto il nuovo disegno di Rastan, offra fondali splendidamente colorati. Inoltre la longevità è assicurata da livelli di gioco veramente estesi, con il fascino prettamente fantasy che resta immutato grazie alla magnifica colonna sonora (indimenticabile il brano del primo livello). Non fosse stato per la estraneità del nuovo protagonista, blocchettoso e a tratti fuori luogo, oltre che di difficile padronanza in alcune situazioni (proprio a causa delle sue dimensioni eccessive), ci saremmo trovati dinnanzi a un nuovo capolavoro. Sempre dell'88 è Raimais, clone abbastanza spudorato del Pacman di Namco, solo che al posto della creatura gialla vi è una macchina. Il concept è praticamente lo stesso: percorrere dei labirinti, raccogliere tutte le biglie disseminate al loro interno ed evitare al contempo il sopraggiungere dei nemici (anch'essi motorizzati). Non sappiamo perchè Taito abbia voluto includere questo gioco nella sua raccolta, considerandone la apatia sia grafica che strutturale. La grafica è inoltre piuttosto bruttina e non ci si spiega una simile povertà di dettaglio in pieno 1988. Tuttavia ci rifacciamo, e alla grande, con Cadash, bellissimo arcade adventure con elementi RPG di cui ricordiamo la eccellente conversione apparsa per PC Engine. La grafica si estende preziosa nell'uso dei colori e nel disegno dei personaggi, mentre il livello di difficoltà, sebbene abbastanza elevato, riesce a non risultare frustrante e quindi a produrre un senso della sfida adeguatamente ponderato tra ferocia dei nemici ed estensione territoriale dei livelli. Immerso in un medioevo fantasticheggiante, Cadash riesce anche nella composizione sonora, molto fascinosa in tutte le musiche proposte ed eclettica negli effetti. Un grande gioco da affrontarsi anche in una strepitosa modalità multiplayer.....

Restando in tema di grandi giochi, Liquid Kids (Mizubaku Daibouken) attinge da Parasol Stars (mai uscito in arcade, essendo una esclusiva PC Engine) nel sistema di caricamento delle bolle d'acqua, che possono essere scagliate contro il nemico nella loro misura standard o "ingrassate" sulla base dei power up acquisiti. Un titolo dalla giocabilità estrema, sublime, che una volta cominciato si è quasi obbligati a ultimare. La grafica è spettacolare: colori splendidi, che mutano di consistenza negli sbalzi dal giorno alla notte, effetto parallattico estremamente riuscito, animazioni da urlo e fluidità assoluta. Peccato non sia possibile il gioco in due simultaneo, ma in virtù delle sue qualità ludiche e tecniche diciamo che ci si accontenta. Non mancano naturalmente gli sparatutto, genere in cui Taito si è sempre distinta per generale eccellenza, quindi Insector X vede questa ape fluttuare in orizzontale alle prese con una orda di insetti maligni. Shoot'em up classico, con interessante sistema di upgrade, questo di Taito si mette in evidenza per la qualità tecnica notevole per il periodo di realizzazione (1989), con una moltitudine di colori e un character design degno di nota. Purtroppo la azione diviene sovente confusionaria, ma non così tanto da decretarne la ingiocabilità. Un buon gioco. Del 1990 è invece Gun Frontier, devastante sparatutto in verticale dalle virtù tecnologiche sorprendenti. Boss di fine livello giganteschi, parallasse spettacolare, azione convulsa e giocabilità isterica ne fanno un must per tutti gli amanti del genere. La qualità delle animazioni è incredibile, per un gioco del '90, e i grafici Taito sono riusciti anche a inserire un magnifico effetto di distorsione per le smart bomb. Non manca un completo upgrade delle armi, ovviamente, e possiamo tranquillamente concludere di trovarci difronte a un grandissimo esponente del genere. Stilisticamente simile a quest'ultimo è poi Gekirindan, rilasciato cinque anni dopo e quindi abbastanza evoluto dal punto di vista grafico per via dell'inserimento di alcuni effetti pseudo-tridimensionali. Siamo ancora una volta su livelli altissimi: boss ancora più radicali, da affrontare anche a metà livello, e una maggiore personalizzazione delle navicelle selezionabili rendono questo shoot'em up verticale un ulteriore manifesto del talento visivo degi artisti Taito. Senza che ci si dimentichi della sontuosa colonna sonora realizzata dal supremo Team Zuntata, che avrebbe continuato la sua opera negli iper-moderni Raystorm (link) e G-Darius (link). Entrambi già convertiti per Playstation, e in modo egregio, vedono l'ingresso della Taito nella completa terza dimensione. Ma non si tratta di uno stravolgimento degli schemi ludici bidimensionali, giacchè l'assetto poligonale è solo fittizio, coreografico, non intaccando minimamente uno scorrimento ancora legato alle meccaniche in 2D. Raystorm, che scrolla in verticale, si mette in luce per una splendida rappresentazione ambientale e un effetto prospettico magnificamente reso. Sarà possibile, attraverso un mirino, centrare le astronavi nemiche visualizzate sul piano inferiore dello schermo, così da conferire reale profondità alla azione. Ottimo il sistema di upgrade delle armi, e di lock-on multiplo dei bersagli, e piuttosto cattiva la giocabilità generale, tanto che ultimarlo con soli tre crediti non è impresa semplice anche per il più navigato. G-Darius, invece, scrolla in orizzontale. L'effetto prospettico è ancora una volta spettacoloso, per quanto la navicella resti pre-renderizzata; confrontando questa versione (che corrisponde al coin op) con la precedente per Playstation, vengono fuori delle effettive discrepanze sul fronte delle animazioni, adesso a 60 fotogrammi per secondo (su Psx giravano a 30) e su quello del polygon count, dato che su Playstation 2 ci è parso di notare qualche astronave nemica in più. Questo fattore non sminuisce di certo il lavoro di conversione attuato per la edizione a 32 bit, che resta eccellente, ma quantomeno ci ha consentito un meticoloso raffronto con la originaria versione arcade. Sul settore dei picchiaduro la Taito Gekan propone Arabian Magic (1992) e Violence Fight (1989). Il primo è il classico side scrolling beat'em up con varianti nella possibilità di performazione delle magie, dalle animazioni ottimamente rese e dalla giocabilità che fa tesoro delle produzioni Capcom nel settore. Attraverso sette livelli abbastanza lunghi, dovremo entrare in simbiosi con il comunque semplice sistema di controllo a tre tasti, che impone una giocabilità immediata e priva di fronzoli. Ottima la realizzazione grafica tutta, che sia nel comparto animazioni che in quello strettamente scenografico si lascia apprezzare per una generale fluidità e una colorazione preziosa. Meno impressionante è Violence Fight, picchiaduro a incontri ampiamente inferiore al primo Street Fighter. Malgrado la buona grandezza degli sprites, il titolo risulta deficitario sia nelle caratterizzazioni che nella giocabilità abbastanza sregolata. Diciamo che se nell'89 poteva dire la sua, visto e giocato adesso ha ben poco da offrire in termini di divertimento. Chiusa la breve parentesi dedicata ai picchiapicchia, non poteva certo mancare l'ennesimo clone di Space Invaders, al secolo Akkanvader (1995), che per altro a noi è piaciuto un sacco. Selezionato un personaggio tipicamente giapponese, ci troveremo dinnanzi a una versione ampiamente velocizzata dell'originale, con la grafica che offre un gradevole effetto di graduale "modernizzazione" degli sprites, solo inizialmente stilizzati. Eccellente la realizzazione sonora (demenziale oltremisura), ottima la realizzazione tecnica ma, soprattutto, fantastica la modalità per due giocatori simultanei, che una volta intrapresa diventa una specie di droga. Decisamente la "sorpresa" dell'intera compilation, Akkanvader è un titolo strepitoso, che malgrado la sua appartenenza a un genere trito e ritrito, riesce a evolversi per mezzo di una velocità ludica pressochè quadrupla rispetto Space Invaders e a una giocabilità infinitamente più efficace. Puzzle Bobble 2 pensiamo non abbia bisogno di presentazioni. L'enorme successo ottenuto in sala giochi nel' 95 portò a una doppia conversione (in arcade perfect) per Saturn e Playstation. Quindi, se per qualche strana ragione vi siete persi una delle menzionate versioni questa è la volta buona per scoprire un titolo dalla giocabilità immane, in cui bisogna unificare un minimo di tre bolle dello stesso colore per far sì che esplodano in devastanti reazioni a catena. Graficamente semplice ma perfetto e ludicamente elementare ma impeccabile, Puzzle Bobble 2 offre il meglio nella modalità versus, causa di amicizie spezzate e umiliazioni "ludiche" di un certo rilievo. E poi vi è Hat Trick Hero. Ce lo siamo tenuti per ultimo perchè questo è il tipico gioco del calcio che ci manca dannatamente. Irrealismo assoluto, con la palla che sembra una biglia, e sistema di controllo a due pulsanti (passaggio e tiro) realizzano un divertimento quasi demenziale ma non per questo da sottovalutare. E' addirittura possibile azzoppare l'arbitro con delle scivolate stile karate, ma ciò che conta veramente è la frenesia di gioco, che prevede capovolgimenti di fronte da paura e spettacolo generalizzato; colpi di testa volanti e rovesciate rappresentano la via migliore per segnare una rete, e possiamo anche dire di essere rimasti soddisfatti dalla realizzazione tecnica. La caratteristica che sorprende è lo zooming dell'intera area di gioco (similmente a quanto accade in Super Sidekicks), ma anche il sonoro se la cava egregiamente con i suoi cori e gli effetti tipici da stadio. E siamo alla fine. Taito ha ancora provveduto a criptare alcuni titoli, non immediatamente selezionabili, pertanto vi indichiamo ancora una volta la combinazione di tasti utile al loro sbloccaggio (da effettuarsi nella schermata dei titoli con il cursore sullo Start): L2, R2, R1, L1, Select e Start. Taito Memories Gekan è quindi una collezione di sicuro valore, che propone giochi di forte richiamo quali sono Raystorm, G-Darius, Gun Frontier, Gekirindan, Akkanvader, Rastan Saga II, Liquid Kids, Cadash, Elevator Action, The Legend Of Kage, Puzzle Bobble 2, The New Zealand Story e Space Invaders nelle loro vesti di arcade perfect. Purtroppo, come   menzionato inizialmente, non si è provveduto all'inserimento del TATE Mode per gli sparatutto che lo richiederebbero, e se a ciò vi aggiungiamo che la selezione dei titoli non è tanto valida quanto la Taito Memories Joukan, viene da chiedersi perchè Taito non abbia inserito arcade che sarebbero sicuramente stati meglio apprezzati di un Raimais o un Wild Western. Oltre ad Arkanoid e Arkanoid II, avremmo gradito Ninja Warriors, Rambo III e Sagaia, tanto per citarne tre a caso. Ciononostante confidiamo che possano essere inclusi in un ulteriore volume della raccolta, che pare sia in già in lavorazione negli studi Taito. Il giudizio complessivo della Taito Memories Gekan resta comunque altissimo (fossero tutte così le raccolte di vecchi giochi) per quei principi fondamentali del videogioco che tende a trasmettere nella loro idea originale, cosa che non è ancora riuscita a fare Sega nei suoi Sega Ages per Playstation 2 (che, come noto, sono dei remake non sempre riusciti dei titoli originali) e che solo Capcom ha cominciato a patrocinare nella recente Capcom Classics Collection. Il nostro consiglio spassionato è di lasciare sugli scaffali roba abbstanza scadente come F.E.A.R., Quake 4 o, meglio ancora, l'ultimo Matrix per PS2, e di concentrarvi anima e corpo nel completamento di almeno la metà dei giochi proposti in questo grandioso DVD. Svegliatevi, per una volta. Guardatevi attorno. Il mondo è pieno di virtù nascoste che bisogna giusto avere l'audacia di scoprire. Prima che la moda delle collection abbia definitivamente fine. Prima che il videogioco, in quanto tale, abbia definitivamente fine.  

  

       

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PRO

25 classici senza tempo

Liquid Kids?! Elevator Action?!

Giocabilità al centro del mondo

CONTRO

Assente il TATE Mode

L'anti-aliasing non è disattivabile

                           

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