TAITO MEMORIES VOL. II: JOUKAN

lastbladecover2.jpg (33437 bytes)Se riesci a trarre godimento da Grand Champion, un titolo del 1981, vuol dire che hai a che fare con una raccolta di valore. Quindi Taito Memories Vol. II Joukan (atto primo) raccoglie ancora la storia di Taito con 25 titoli arcade più o meno noti ai veterani del gettone estinto, sebbene le opere proposte non possano competere, per radicalità, con la precedente doppia compilation. Pertanto ci limiteremo alla enunciazione dei coin-op più meritevoli, in realtà non pochi, seguendo la clausola della verità storico-oggettiva, affinchè si possa giungere a conclusioni più sociologiche che tecniche. Potremmo cominciare da Kick and Run, se il lettore è d'accordo, per fotografare momenti di passione arcade inarrivati al Bar Della Posta, un tugurio di venti metri per venti da cui sono passati tutti i migliori coin-op qui in Altamura; alcuni prendevano il Brasile e giocavano la palla al volo fino al tiro in porta finale, altri l'Italia per un approccio più tradizionale. Un soccer più che interessante ancora oggi per il disegno pupazzoso e la giocabilità istantanea del tiro in porta, che giungeva al rallentatore e si insaccava sotto l'incrocio.

Continental Circus, già più recente, è una Formula Uno molto arcade che concentra il gameplay sulla velocità e i pit stop. Un gioco graficamente notevole grazie alla fluidità dello scorrimento vettoriale, mutuato dalle tecniche di Outrun, che offre divertimento costante sulla via di un ottimo bilanciamento della difficoltà. Apprezzabile l'introduzione dei danni visibili, con la macchina che prende gradualmente fuoco. Restando in tema automobilistico, ma spostandoci sulla variante action, ritroviamo S.C.I. (Chase HQ II: Special Criminal Investigation), poliziesco on the road in cui, oltre a guidare, dovremo sparare ai malviventi e affrontare il classico guardiano di fine livello. Tecnicamente validissimo, colonna sonora adeguata, manovrabilità ibrida funzionale: Chase HQ II merita attenzione per una quantità di sfida mica da ridere per gli standard di difficoltà odierni. Per quanto i livelli risultino relativamente brevi, osteggiare il nemico che spara, badando a non finire fuori strada, valorizzerà la azione corsistica creando una esperienza arcade dura e duratura. Da consuetudine Taito, la raccolta presenta diversi sparatutto tradizionali come Scramble Formation e Fighting Hawk, ma la classe pura è di Rayforce e Darius II. Del primo, shooter verticale convertito a suo tempo per Saturn, sono da apprezzare il sistema di sparo a lock-on, utile all'abbattimento dei nemici fuori asse, e la estetica raffinata degli sfondi e dei boss. Ma la giocabilità resta comunque elevata. Peccato per la assenza, reiterata anche in questo secondo volume, della opzione di allineamento verticale dell'immagine, defezione che riduce in scala la risoluzione originale, contraendola all'interno di due bande nere laterali. La  versione Saturn non soffriva di questo problema.

Anche Darius II, sparatutto orizzontale, soffre del ridimensionamento dell'immagine. Ma bigosna dire che in questo caso Taito non ha colpe eccessive, visto che il cabinato originale montava tre schermi affiancati, e tuttavia anche qui riteniamo si potesse ovviare in parte con l'adattamento dell'immagine a un TV in 16:9. Parlando del titolo, trattasi di sparatutto eccellente, dalla giocabilità infinita e dalla costruzione grafico-sonora immensa. Un titolo che avremo modo di approfondire in futuro nella sezione dedicata ai coin-op. Per il momento non dobbiamo trascurare questo Ninja Kids, datato 1990. Che dire, un picchiaduro a scorrimento di classe: quattro ninja armati di spada dovranno fare a fette un universo a fumetti di animazioni dettagliate e caratterizzazioni estreme. L'elevato tasso di violenza concede mutilazioni e sangue visibile senza snaturare un contesto che è in diretta antitesi con lo stile Technos o Capcom, misurando una idea di picchiaduro più affine al concetto di giocabilità. Mai frustrante all'eccesso, mai noioso per via di gustose varianti dinamiche (si veda quando dovremo scalare un grattacielo in stile Crazy Climber), Ninja Kids è il pezzo da novanta della compilation assieme all'immortale Rainbow Islands. Stranamente la colonna sonora di quest'ultimo appare remixata, e pur cercando una spiegazione a tale variante non riusciamo a trovarne una che non riguardi una possibile questione di diritti sul soudtrack, forse ceduti a una società esterna a Taito. Ma si tratta di supposizioni. Il gioco degli arcobaleni lo conosciamo e non ci dilungheremo a decantarne le lodi, semmai ci piace ritornare sulla semplicità del concept, mutuato da Bubble Bobble, e sulla universale validità degli schermi verticali offerti dal gameplay. Allora che altro resta, ah, il menzionato Grand Champion, che sarà pure dell '81 e avrà pure una grafica inesistente, ma vuoi mettere la velocità dello scrolling e la adrenalina di infilare dieci e più sorpassi consecutivamente? Non c'è paragone. Operation Thunderbolt è uno shooter cazzuto in sala ma snaturato su PS2 perchè deprivato della pistola, il cui supporto sarebbe stato gradito. In compenso i titoli corsistici sono compatibili col GT Force di Gran Turismo, e questo è un dannato bene soprattutto per Continental Circus, che col volante guadagna ulteriore punteggio in giocabilità. Una collection da non perdere, ma non epocale come la precedente.

 

 

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PRO

Continental Circus, Ninja Kids,

Rainbow Islands, Chase HQ II...

Compatibile col GT Force

CONTRO

Ancora assente il TATE Mode

Rainbow Islands non possiede la

colonna sonora originale

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Note di produzione