| ARCADE
GEARS: Wonder 3 Roosters è un gran pezzo di videogioco. Insignito della manifattura della Capcom di genere nonché provvisto di una atmosfera che si pensava perduta dai tempi di Ghoulsn Ghosts, il titolo produce bidimensioni che ispirano fiabe popolate di cavalieri, di giullari, di creature soprannaturali d'evidente contaminazione medievale. Un medioevo che appare ovviamente plasmato sui cliché della Capcom ma che e al contempo sa essere sfarzoso, opulento di visioni e racconti di ventura, ricolmo della meravigliosa fantasia che fu di Arthur, in tempi lontani. Le animazioni si mantegono sulleccellenza del disegno. Si osservi quindi il deambulare del protagonista, che corre e spara multidirezionalmente facendo sua una archietettura a piattaforme a piani sovraposti, che lo vede balzare superiormente e attaccarsi con le braccia, e che lo induce a saltare al di sotto quando attaccato frontalmente dal guardiano-mostro. Ci sono i forzieri che riforniscono di power-up e approvvigionamenti energetici. Il sonoro svolge bene il suo compito di musicante del racconto, al punto che linterlocutore si ritroverà a canticchiarne i brani, i quali verranno poi di sicuro scaricati per un ascolto separato. Riguardo il fattore gameplay si è rimasti davvero impressionati da come il gioco trasudi struttura, e su come lo stesso eviti di ricadere nella trappola della frustrazione. I quadri, estesi e in buon numero, realizzano il level design perfetto. Quindi Roosters tira fuori il meglio delle dottrine del platformismo Capcom anche quando consumato con un secondo giocatore in carne, ché era l'opportunità venuta a mancare agli albori di CP System 1, dacché non si conosceva ancora il vero potenziale della scheda. Chariot, pur non eguagliando i fasti estetici di Roosters, si fa lustrare per la notevole propensione al surreale, con questi nemici da cinema muto degli anni '20 e i cartoni piatti, pannelli scorrevoli di visioni che inquietano. Lo sparatutto in sé non produce nulla di innovativo, ma si colloca comunque sul trespolo del plauso, aiutato da un gameplay di immediatezza, coinvolgimento, di monete da raccogliere e spari multipli. Don't Pull, il terzo e ultimo, risulta il meno appariscente fra i tre, ma per quanto palesemente rivolto a utenze infantili realizza l'atto del divertimento a labirinti. Bomberman viene preso a modello. Eppure il sistema di gioco riesce a variare notevolmente le meccaniche di annullamento del nemico, che potrà essere commutato in frutti e cose attraverso la diversione, lo spintonamento verticale e orizzontale dei blocchi che realizzano il labirinto stesso. L'azione prende forma in vivacità. Le grafiche, pur minimali, si ramificano e si colorano di rosa. I suoni, ricchi di effetti e batuffoli, dispensano calore e amicizia. E si può anche giocare in due, e vorremmo stare a osservarvi tutti presi a camminare in questi corridoi e a combinare le mosse di attacco, felici e bamibini. Pertanto Wonder 3, che come accaduto per l'ottimo Willow non fu mai convertito per i sistemi contemporanei a sedici bit - è noto che solo i computer della Sharp (X68000) avrebbero potuto ottenere porting fedeli - approda a distanza di quasi dieci anni sulle console a trentadue bit in veste di arcade perfect e senza aver perduto la sua verve. Roosters riporta in auge i fasti della Capcom degli anni Ottanta, col suo manifesto fantasticare. Chariot è pura eccentricità, coi suoi voli orizzontali e stranianti. Don't Pull è il divertimento incarnato.
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PRO |
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Roosters ascende |
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E gli altri se la cavano assai bene |
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CONTRO |
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Nulla da segnalare |
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