SKIES OF
ARCADIA Per quanto Skies Of Arcadia ostenti una
struttura ruolista più classica rispetto a Grandia II, e non introduca elementi
ludici particolarmente innovatori, possiamo affermare che alla luce della sua immensità
geografica e della sua immane profondità sia, di fatto, un gradino al di sopra del titolo
di Game Arts. E non è poco. Skies Of Arcadia sarebbe la risposta
Sega/Overworks ai kolossal di matrice Squaresoft, solo che a differenza degli ultimi Final
Fantasy lo spessore di gioco non viene sacrificato in funzione della grafica, bensì
glorificato dalla determinazione di una idea di JRPG estremamente romantica. Tutto ruota
attorno al potere delle lune che circondano il pianeta, visto che le navi da battaglia e
le stesse facoltà magiche potranno essere alimentate solo con la acquisizione di
determinati frammenti lunari. Inoltre Overworks sembra attingere in modo massiccio alla
scena anime del sol levante attraverso chiare citazioni per Capitan Harlock e
soprattutto Laputa: Castle In The Sky, del cui universo "volante" Skies
Of Arcadia si fa manifesto. Che il periglioso viaggio abbia inizio, allora, e che siate
eroi, per una volta.
Non vi è gioco di ruolo che rappresenti la maestosità
delle battaglie meglio di Skies Of Arcadia quando vi è da decidere la strategia dei
combattimenti e da valutarne gli effetti di variabilità sullo spazio esterno. Potremo
vivere uno scontro epico tra i bastioni volanti in una pianificazione altamente virtuosa
degli attacchi, studiando il posizionamento geografico, soppesando le caratteristiche del
nemico, attuando un partizionamento delle armi per sferrare, all'occorrenza, la cannonata
decisiva. Si va alla guerra muovendo di speroni, nel mare senza fine del cielo: la opera
Overworks realizza il racconto verniano come atto conseguente la materia del
gameplay, come manovra di restaurazione del jRPG post-bidimensionale. La manifesta
tecnicità degli scontri, che se negli spazi aerei celebrano il vigore della scena, nella
tenzone "classica" riportano alla mente il rigore della tradizione ruolista
basata sulla casualità degli attacchi e sui turni, può essere un limite, se vogliamo, in
virtù delle modificazioni apportate in tal senso da Game Arts nel suo Grandia II,
ma non un fattore penalizzante al punto da declassare Skies Of Arcadia a mera celebrazione
della turnazione giapponese; la necessità di abbinare ogni arma a un rispondente
frammento lunare, che determinerà di conseguenza le attitudini dell'arma stessa, porta
invero il manovrante a modificare i propri metodi di attacco in base alle attitudini dello
schieramento nemico.
Diluita all'interno di 2 GD-Rom, la epopea di Skies Of
Arcadia presenta continue varianti sulla trama portante: inizialmente sarà possibile
reclutare un nostro personale equipaggio ed acquistare la indispensabile nave, ma in
seguito l'avventura evolverà offrendo al giocatore i benefici della scoperta
territoriale, i privilegi di una scrittura che, sebbene in modo effimero, dia importanza
alla fase esporativa e alla determinazione degli spostamenti. In quanto a interfaccia
siamo su visuali estremamente ravvicinate, e la fase dei dialoghi e della ricerca degli
oggetti viene inquadrata nel dettaglio di una scenografia a dir poco sontuosa. Così i
grafici hanno dato libero sfogo alla loro creatività realizzando, con tutta probabilità,
il più complesso e itinerante scenario tridimensionale per RPG su console a 128 bit.
Cominciando dalla qualità delle textures, dannatamente nitide, passando al dettaglio
delle locazioni esplorabili, dannatamente evocative, e finendo alla eleganza delle
animazioni, dannatamente fluide, Skies Of Arcadia alimenta il rammarico per la prematura
dipartita del Dreamcast, hardware che era sicuramente in grado di tenere testa alle più
accreditate console Nintendo e Sony. La componente sonora, giusto per farci del male, si
mantiene su livelli qualitativi elevatissimi con una colonna musicale che conduce opulenta
le fasi portanti del gioco, e con degli effetti ambientali che riproducono con discreto
realismo la natura circostante. Così succede che il gioco di ruolo Overworks non abbia
praticamente nulla da invidiare alle più recenti produzioni del genere, e se per qualche
oscuro motivo ci si dovesse assuefare, resta sempre il giochino scaricabile per VMU
intitolato Pinta' s Quest, da consumarsi tra una sessione e l'altra. Assieme a Grandia
II Skies Of Arcadia definisce il nuovo standard del gioco di ruolo a 128 bit.
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