BANGAIOH! L'esordio di Treasure su
piattaforma Dreamcast avviene sotto forma di conversione da Nintendo 64. Il titolo in
questione è Bakuretumuteki Bangaioh, piuttosto raro in Giappone poiché
distribuito in pochissime copie (qualche migliaia). Fortuna che per l'edizione Dreamcast
ESP abbia meglio approntato la distribuzione, tanto che il titolo risulta facilmente
rintracciabile anche oggi. Un titolo dall'inconfondibile marchio Treasure, provvisto di
meccaniche ludiche inusuali per un semplice sparatutto, laddove la manovrabilità del
joypad assume un ruolo centrale. Sarà difatti possibile sparare in otto direzioni
differenti e muoversi simultaneamente in una schermata a scrolling multidirezionale,
configurando il sistema di sparo a seconda delle proprie esigenze belliche. La conversione
risulta impeccabile e migliora ulteriormente il bizzarro comparto grafico.
Ci troveremo alla guida di un possente mech, nei panni di Riki
e Mami, due abili piloti la cui storia è esplicata in un briefing iniziale.
Obiettivo: distruggere tutto ciò che si muove sullo schermo, ripulendo la zona da
qualsiasi creatura nemica ci si pari dinnanzi. E lo faremo usufruendo di un sistema di
controllo rivoluzionario, performabile a piacimento secondo combinazioni tra tasti di
sparo, levetta analogica e croce digitale. Il metodo più istintivo risulta essere, a
nostro avviso, quello che prevede la croce direzionale per muoversi e la levetta analogica
per sparare nelle otto direzioni. Sebbene inizialmente questo tipo di sistema potrebbe
cagionare qualche problema, dopo un po' di pratica risulterà naturale, molto comodo e
preciso nel puntamento di un avversario. La struttura dei livelli facilita un approccio al
gioco differente per ogni stage, in virtù del fatto che gli stessi sono
costruiti in modo sempre diverso e concepiti proprio per raggiungere il level design perfetto.
Che magari non è perfetto, ma che comunque asseconda un gameplay immersivo.
Potente. Non se ne verrà a capo facilmente, giacchè la difficoltà appare livellata
verso l'alto (non una novità trattandosi di Treasure) sin dai primi livelli, eppure ci
verrà in soccorso un sistema di armamento altamente evolutivo, isterico e distruggitore
quando avremo raggiunto cinque smart bomb per un totale di quattrocento (!!)
colpi vomitati in simultanea. Immersione. Allora annullazione. E dopo gratificazione.
Aspetto interessante del gameplay di Bangaioh è il combo
system. Mica Treasure se ne esce con un "semplice" distruggitore
ultradirezionale. Na. Treasure dice che il numero dei razzi lanciati dal nostro mech è
direttamente proporzionale alla quantità di proiettili presenti nelle immediate
vicinanze. Ciò significa che qualora si dovesse azzeccare la tempistica di sganciamento
si potrà spazzare a catena la interezza degli sprites nemici. E se si è abbastanza abili
si potrà anche fare a meno di direzionare direttamente i fasci: saranno i pixel
fluttuanti a fare il lavoro sporco per noi. E quindi quel che vien fuori dal marasma di
proiettili a video è una sensazione di assoluta confusione. Le esplosioni ricopriranno
completamente lo schermo con accesi effetti di luminescenza, creando un effetto a
intermittenza volutamente psichedelico. E tutto questo sarà perpetrato in tutti i
quaranta e passa livelli previsti, a trattore, per concedere al giocatore giusto la tregua
degli intermezzi. Per la grafica, come introdotto, siamo su di un livello nettamente
superiore alla controparte Nintendo 64, con effetti speciali molto più incisivi e un
maggiore dettaglio bidimensionale. Non che lo stesso fosse così trascendente, ma
quantomeno le minuscole dimensioni degli sprites saranno meglio riconoscibili per via
dell'alta risoluzione. Il fronte animazioni non offre nulla di nuovo, quindi assisteremo
alle classiche scie provocate dai missili e al classico deflagrare di lamiere.
Fortunatamente il tutto si muove con estrema fluidità e senza mai rallentare. La colonna
sonora concede momenti di ottima musica tipo Sunrise, tipo saghe robot anni Ottanta, tipo
ritmo pop che si mischia a un futurismo techno. Musicalmente Treasure si addentra in
queste sonorità anche acide ma in grado di sostenere la furia del gioco. E gli effetti si
adeguano al contesto sfruttando a dovere le potenzialità di surround del
Dreamcast. Di fatto Bangaioh! riporta Treasure, pure nella difformità
delle visuali, al catastrofismo di Gunstar Heroes. La originalità alla base del
sistema di controllo ne è la prova, e ciò offre al giocatore segmenti action a
tratti inesplorati.
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