BERSERK Quella per Dreamcast è la prima
trasposizione videoludica del celebre manga di Kentaro Miura, narrante le gesta in una
ipotetica Europa medievale di un tenebroso quanto violento cavaliere chiamato Gatsu.
Il genere è il classico picchiaduro a scorrimento 3D sulla falsariga di Fighting
Force in cui saremo costretti ad affrontare orde di nemici di vario tipo, da creature
simili a zombie a cavalieri e soldati con tanto di armatura, fino a giungere allo scontro
con illustri personaggi della serie come ad esempio l'imponente Zodd. Immancabile, come
per il fumetto, il copioso spargimento di sangue. Si andrà quindi incontro ad un nonsense
di violenza di proporzioni gigantesche, tale da trasformare la storia, anche se ben
realizzata ed elaborata, in un "contorno" che lasci spazio a una festa splatter.
Caratteristica, quest'ultima, che verrà apprezzata da molti ma che non piacerà ad altri.
Tuttavia lo stampo del gioco è proprio questo
prendere o lasciare.
Gatsu, oltre alla sua ben nota spadona,
avrà a disposizione un mini-cannone incastonato sul suo avambraccio, delle rudimentali
granate e dei veloci dardi, questi ultimi in quantità illimitata. Ovviamente sarà
possibile curarsi con delle pozioni curative incluse nell'inventario. Queste insieme alle
suddette armi verranno fornite a fine livello a seconda della prestazione offerta. Una
volta subita una determinata quantità di danni fisici, il nostro personaggio entrerà in
modalità Berserk, con lo schermo che diventa rosso sangue e Gatsu in grado di infliggere
danni notevolissimi. Come in ogni picchiaduro a scorrimento che si rispetti, ci si
muoverà lungo un percorso prestabilito, e il nostro cammino si articolerà in
ambientazioni di vario tipo, da passi di montagna a borghi medievali, fino a giungere a
nebbiose foreste e via dicendo. Ovviamente i vari livelli saranno intervallati da belle
quanto lunghe cut scene caratterizzate dalla stessa grafica in 3D del gioco e
condite da dialoghi veramente ben realizzati ed espressivi come raramente si vede.
Continuando ad analizzare, si potrebbe dire che nel giocare non si avverta la stessa furia
cieca dei combattimenti che si può percepire leggendo il fumetto, d'altra parte questo è
un aspetto troppo difficile da ricreare in una situazione videoludica. Berserk
comunque non pecca affatto in giocabilità, sebbene alla lunga la sua ripetitività
stanchi leggermente.
Ma si sa, è questa la peculiarità dei fighting game
a scorrimento, insieme alla coinvolgente sensazione di estrema distruzione senza
discernimento. Bisogna però riconoscere che spesso il controllo di Gatsu e della sua
spada è alquanto macchinoso, soprattutto in circostanze dove i nemici si affollano o in
spazi stretti, allora risulterà quasi impossibile muoversi fluidamente secondo la propria
volontà, anche a causa dell'ingombro della gigantesca arma. Inoltre Sword of the Berserk
non vi terrà impegnati per molto, e la sola modalità Prize Box fa veramente
poco per sopperire a questa lacuna. La grafica è molto curata. I personaggi in 3D
fortemente dettagliati si adattano perfettamente alle ambientazioni completamente
poligonali, elaborate nei minimi particolari: le botti in legno aspettano solo di essere
distrutte dalla nostra spada, ma a contorno vi saranno anche piante, porte, casolari,
massi, carrozze, cattedrali, palazzi, scale e via discorrendo
Un altro grande merito
della grafica e delle suddette ambientazioni è la capacità di far immergere il giocatore
nell'atmosfera del buio Medioevo in tutte le sue connotazioni. Una nota di demerito va
mossa però al sonoro, dove sontuose quanto scialbe e anonime musiche da orchestra si
sovrappongono ad un contesto con cui hanno poco a che vedere. Gli effetti sonori che
comprendono urla, suoni di rottura e di incroci di spade, sono invece quantomeno
apprezzabili. In definitiva Sword of the Bersek è un gioco che farà certamente la
felicità sia dei maniaci del manga di Miura che degli estimatori dello splatter e dei
picchiaduro a scorrimento in 3D.
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