BORDER DOWN - Limited Edition -

borderdowncover2.JPG (14096 bytes)Sviluppato da G.Rev per il mercato arcade all'inizio del 2003, Border Down approda su Dreamcast in veste di Limited Edition. O comunque questa è la versione che andremo a recensire, ancorchè non vi siano differenze con l'edizione normale se non per un cd musicale (contenente la colonna sonora del gioco) che il cofanetto deluxe ospita al suo interno. Si tratta di uno sparatutto a scrolling orizzontale dalla ispirazione classica, in apparenza indirizzato a un pubblico di appassionati del genere ma intriso di tecniche di gioco realmente innovative. Con Border Down si ritorna sul "defunto" Dreamcast, a riprova del fatto che in Giappone la console Sega è tutt'ora apprezzata da una utenza discretamente estesa. Dopotutto era la scelta più sensata trattandosi di un gioco su base Naomi, fatto che ha permesso a G.Rev un porting diretto e privo di ottimizzazioni del codice originario. Ma, diciamolo francamente, non convertire uno sparatutto di cotanta classe sarebbe stato un insulto alla ragione, perchè assieme a Ikaruga questo Border Down può considerarsi ai vertici della produzione di sparatutto su console a 128 bit. E non c'è R-Type Final che tenga....

Con il suo ultimo sparatutto G.Rev ripercorre il classico sull'altare dell'innovazione, creando il Border del titolo quale sostenitore di una meccanica graduale e stratificata. E il Border ancora, per realizzare una nuova intercalazione dei livelli, rinnovati ciclicamente attraverso tre colorazioni ideali: green, yellow e red. Ognuna rappresenta lo stato di conservazione della navicella, che si autodeclasserà ogni qual volta verrà distrutta, conseguendo il border di livello inferiore. Così se il green Border è la base ludica di partenza, con il red si giunge agli estremi, con il livello di difficoltà che si innalza in modo esponenziale. Praticamente, anzichè perdere le canoniche vite vi è il declassamento del Border e il conseguente trasbordo dei proiettili a video, con il percorso di gioco che cambia, offrendo una decisa diversificazione grafica e strutturale. L'accumulo dei punti avviene in modo altrettanto radicale, laddove la distruzione di un boss sarà soggetta a una fase cronometrica entro cui rientrare, e dove il punteggio è strettamente legato alle metodologie di distruzione adottate. Un po' come accadeva in Radiant Silvergun sarà basilare mandare in pezzi i meccanismi giganti secondo una studiata tempistica, che nel caso specifico ruota attorno al punto 0, ossia gloria e distruzione se riusciremo a resitere fino alla fine del count down. Forse un tantino difficile da spiegare, la composizione ludica di Border Down esprime il suo valore una volta impugnato il joypad e saggiate le potenzialità insite nell'interazione.

Per ciò che concerne la distribuzione dei tasti rileviamo la presenza di tre pulsanti fondamentali: lo sparo continuo, lo sparo a ricerca e il compensatore di velocità. A voi la scelta del metodo più consono alle svariate situazioni che verranno a crearsi, situazioni in cui sarà necessario ponderare l'utilizzo della super arma (una sorta di laser che spazza via qualsiasi oggetto a video). Quest'ultima, una volta utilizzata, prosciugherà la barra energetica posta alla base dello schermo, e di conseguenza creerà una scrematura generale nella potenza di sparo. Ergo, se non volete rimanere con scarsa attrezzatura balistica vi converrà utilizzare il laser solo nei casi di estrema necessità. Tutta questa marmaglia è visualizzata con un impeccabile gusto estetico, tendente al fantascientifico più esasperato, con scenari fatti di lamiere, grattacieli infiniti, cieli color ruggine, superstrade aeree e meccanismi futuristici quasi plausibili. Il dettaglio è estremo, pulito, vanaglorioso. Gli effetti speciali assoluti, luminosi, rotatori. Una realizzazione estetica degna del periodo d'oro del Dreamcast, tranquillamente superiore a ciò che si è fin'ora visto (in ambito sparatutto) sulle rimanenti console a 128 bit. Ma che il Dreamcast fosse l'ultima console per hardcore gamer lo si sapeva già, quindi passiamo al sonoro. Che per restare in tema si attesta su ottimi livelli, spaziando dal techno al drum'n base con naturale disinvoltura e coadiuvando il tutto con effetti esplosivi avvolgenti. Il cd con la colonna sonora in allegato acquista così un valore aggiunto di prim'ordine, consentendo un ascolto distaccato dal gioco con in più alcune tracce inedite. Orbene, questo Border Down ci ha convinto alla grande grazie alla sua struttura innovatrice e a una tecnica grafica di altissimo livello. Se siete quindi sostenitori dello shoot' em up di provenienza nipponica non potete lasciarvi sfuggire questa autentica bomba.

                   

                            

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PRO

Struttura di gioco innovatrice

Grafica e sonoro eccellenti

Elegante confezione e cd bonus

CONTRO

Abbastanza ostico per i neofiti

                         
                           

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