CAPCOM VS.
SNK 2: Millionaire Fighting 2001 Fu grazie a Naomi che si optò,
nel caso di Capcom VS. SNK 2, per la via del rinnovamento grafico. La interezza
bidimensionale del primo episodio veniva così sostituita da una impostazione grafica che
miscelava gli sprites in 2D di tutti i personaggi con degli sfondi quasi interamente
poligonali. Uno spettacolo per gli occhi giacché la fusione dei due piani di gioco si
realizza naturalmente, senza che vi siano forzature prospettiche rilevabili. Ma anche il
sistema di gioco viene rivisto e corretto secondo uno stile più conforme alle
caratteristiche delle saghe Capcom e SNK, e lì dove deficitasse di indolenza nel prequel,
adesso beneficia appieno delle potenzialità che gli erano state negate. Capcom
VS. SNK 2 è un picchiaduro cazzuto, sicuramente sottovalutato nel periodo in cui
uscì grazie a certa critica specializzata che s'era presa a metro di riferimento la
mediocre edizione Playstation 2. Si avrà quindi modo, nelle prossime righe, di mettere in
luce i (molti) pregi del picchiaduro Capcom, e si eviterà altresì di scadere nel luogo
comune che bolla tutti i Capcom VS. SNK come mal riusciti e poco ispirati.
Benvenuti a scuola.
La prima influente differenza rispetto al primo episodio la
si trova nella selezione del Groove di combattimento, che risulta ristrutturato
alla base e assai più vario. Potremo scegliere tra ben otto stili di combattimento
partizionati, lì dove le prime tre lettere (C.A.P.) dispenseranno le
tecniche di combattimento usuali della Capcom e le ultime tre (S.N.K.)
quelle instaurate da SNK lungo il suo percorso di perfezionamento tecnico. Le ultime due
modalità Groove sono la EX1 e EX2, che sarebbero anche quelle più tecniche in
fase di costruzione combo e concatenamenti correlati. Di fatto nella EX1 si predilige uno
stile ripreso da King of Fighters '98, con la power gauge sottoposta a variazioni
biunivoche sia in fase di attacco che in difesa. Situazione che muta notevolmente
nell'EX2, con la power gauge che scompare per fare posto a un combattimento esclusivamente
basato sulle combo. Ma qualunque sia la vostra scelta trasparirà lampante l'efficace
fusione delle due scuole a picchiaduro più influenti degli ultimi dieci anni. Se,
abbracciando lo stile Capcom, tornerà familiare il sostenuto tecnicismo dinamico,
incentrato sulla mosse aeree, sulle prese, sulle mosse a distanza, nel Dojo SNK
potremo attingere alla esasperazione delle super mosse, del combo system, della
carnalità marcata dei corpo a corpo. Ergo, gli esperti dell'una o dell'altra filosofia di
pensiero potranno realmente picchiare duro per fare prevalere la propria scuola di
pensiero.
Il numero di combattenti selezionabili sale a ben quarantotto
unità (!!!!). Vi lasciamo solo immaginare quali possibilità ludiche risiedino in cotanto
carnaio, tanto più che ogni personaggio risulta possedere un look evoluto
rispetto al precursore. Registriamo anche un sensibile incremento dei fotogrammi di
animazione, salvo alcune eccezioni (leggi Morrigan) che comunque non intaccano il lavoro
di riscrittura. Semplicemente magnifici gli sfondi, resi attraverso un impeccabile
amalgama di grafica bidimensionale e poligoni pieni, che si animano a 60 fps in assoluta
fluidità. E, caso raro trattandosi di un picchiaduro, ogni singolo stage risulta
paricolarmente ispirato scongiurando eventuali cadute di tono sul design. Così
come accadeva in Marvel VS. Capcom 2 la realizzazione grafica segue un percorso
accurato, che sfrutta ottimamente le risorse dell'hardware Naomi sia nel 2D che nel 3D. I
puristi del genere potranno anche contestare la resa in bassa risoluzione dei personaggi
rispetto allo sfondo, ma è un dato che non fa testo considerando che in tutte le saghe
antecedenti l'hi res non era mai stato utilizzato. Allo stesso modo di altissimo
livello, per chi scrive, il comparto sonoro, il cui punto più alto si tocca in fase di
scrittura degli arrangiamenti. Un consiglio: fiondatevi di volata sul brano cantato dello
stage inglese. Gli effetti spronano alla battaglia più di quanto ci si attendesse, mentre
i campionamenti vocali ritornano nitidissimi come da tradizione Naomi. E così, tanto per
ribadire la nostra passione per codesto picchia molto duro, cocludiamo
consigliandovene l'immediata consumazione. Perché è tutt'ora il punto più alto
raggiunto dal connubio Capcom e SNK per gameplay, tecnica grafica, tecnicismi di
combattimento, character design e attitudine al fashion di tendenza in
defilè kitsch e colore discretamente sgargiante.
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