CONFIDENTIAL MISSION

confidentialcover2.JPG (19438 bytes)Hitmaker vorrebbe ripercorrere le strade battute da Virtua Cop e Time Crisis. Ma nel caso di Confidential Mission il poliziottesco è messo da parte, visto che si è nei panni di una coppia di agenti segreti, tali Howard Gibson e Jean Clifford. Presente una buonissima modalità in cooperativa per far interagire i due protagonisti e fare impennare il divertimento. Ma anche da soli Confidential Mission si produce in un livello di sfida apprezzabile, allorchè la dinamica dell'azione e la possibilità di percorsi alternativi renderanno lo sparo mediamente più avvincente. La traslazione dal coin-op Naomi omonimo risulta essere indolore, come era logico attendersi, oltre che generosa sul fronte opzioni inedite, e tuttavia i soli tre quadri dell'arcade non hanno beneficiato di alcun innesto, con buona pace di chi sperasse in un incremento della longevità. E' probabile che una Namco qualunque avrebbe aggiunto più carne al barbecue del Dreamcast, ma vabbè.

Tra le modalità di gioco presenti registriamo il Mission e l'Agent Academy. La prima ripercorre fedelmente la versione arcade, mentre la seconda corrisponde alla classica modalità allenamento. Una volta completato il Mission Mode si sbloccheranno un paio modalità di gioco alternative denominate Mission Select e Display Off in cui, rispettivamente, ci sarà consentito di selezionare a piacimento uno dei tre livelli ed eliminare dal display i vari indicatori. Frivolezze. Avremmo preferito una versione parallela al coin-op, con eventuali stage inediti e nuove situazioni. Ma vabbè. Dopotutto il gioco riesce a coinvolgere così com'è, col gameplay serrato e le sequenze ad alto contenuto drammatico. Mirare agli avversari risulta pratica istintiva grazie a un sistema di puntamento preciso al pixel. Poi ci sono i passanti. Che spuntano dal nulla e si posizionano sulla linea di tiro, ed è probabile che i realizzatori volessero giusto irritare l'utenza, testandone i riflessi; eppure Confidential Mission ha dalla sua l'imponderabile leggerezza action dei titoli arcade con pistola. La telecamera dinamica scarrella, va in panoramica, compie vertiginosi cambi di prospettiva quando si passa da luoghi chiusi ad ambienti spaziosi - il primo livello comincia all'interno di un edificio e si evolve nelle zone immediatamente esteriori - prima di catapultarsi in corridoi infestati da guardie di sicurezza. Il clichè funziona e per quanto Time Crisis fosse altra cosa ci si immola al gameplay in allegria.

Per grazia di Plutone è possibile giocare in due sullo stesso schermo. Tale modalità risulta essere la più gratificante in virtù della predisposizione dei nemici pressoché studiata per il doppio. Con un amico, anche dopo aver terminato il gioco, si potrà ricominciare dal principio trovando opportunità di interesse nello scoprire nuovi camminamenti e cercando, quindi, di migliorare i punteggi acquisiti. Aiuta il dettaglio di ambienti affatto stancanti, essendo gli estetismi della opera Hitmaker rivestiti di dettagliate tessiture e convincenti effetti di illuminazione sorgente. I grafici mettono altresì in risalto le caratterizzazioni dei personaggi secondari, che anche grazie alla alta risoluzione delle textures sfiorano il fotorealismo. Poi vi sono i sessanta fotogrammi al secondo spaccati che realizzano animazioni di grande impatto: i nemici si tuffano lateralmente sparando raffiche volanti, ricadendo in capriole alla John Woo. Se centrati, gli stessi reagiranno realisticamente in funzione della parte del corpo raggiunta dai proiettili. Ciò rende particolarmente gratificante mandare per le terre un po' tutti, compresi gli ostaggi un po' imbecilli che sembrano fare di tutto per farsi colpire. Sta di fatto che la frenesia delle sparatorie farà passare in secondo piano gli eventuali limiti sulla intelligenza artificiale, e dei nemici, e degli innocenti. Dal punto di vista sonoro il titolo Hitmaker produce una consistente colonna sonora, stilosa negli strascichi da action movie di bassa lega, e un set di campionamenti vocali degni del chip audio del Dreamcast. Gli effetti di detonazione risultano ugualmente efficaci. Vi rammentiamo che è altresì possibile giocare senza pistola, con tutte le conseguenze del caso ma a conti fatti con effetti meno disastrosi di quanto ci si potesse aspettare. La levetta analogica è sufficientemente veloce da ricoprire adeguatamente lo schermo e non farci soccombere alla prima partita. Possiamo quindi concludere che Confidential Mission sia un titolo le cui mancanze non sono tali da limitarne la consumabilità, quantomeno nel breve termine.

 

 

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PRO

Tecnicamente molto valido

Frenesia di gioco elevata

                    

CONTRO

Solamente tre livelli

              
                   

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Note di produzione