DAYTONA USA 2001

daytonacover2.JPG (15266 bytes)"Io faccio quello che voglio, con le mani legate e a testa in giù", sembra affermare Sega of Japan, o meglio ancora il team Amusement Vision, che in cooperazione con Genki (quelli del convincente Tokyo Xtreme Racer 2) realizza, nel 2001, uno dei titoli di guida centrali nella era dei 128 bit. Daytona USA 2001 è odore di pneumatici, amore per la velocità, vero corso accelerato di programmazione del racing game col motore AM2; quindi otto circuiti dal dettaglio minuzioso, con dieci o quaranta vetture in simultaneo, orizzonte infinito, carrozzerie dal design impagabile che si rivestono di textures ad alta risoluzione. Daytona 2001 è un monito diretto a chi causò la prematura scomparsa del Dreamcast, e quindi a chi avrebbe realizzato la decadenza del videogioco post-playstation. Un messaggio a chi non è mai stato dentro l'ideale corsistico di Yu Suzuki, cui Daytona 2001 sembra riferirsi in funzione di una dinamica di sovrasterzi antitetica a Gran Turismo e opposta alle leggi fisiche della simulazione: SEGA ancora non sapeva che questo sarebbe rimasto uno degli ultimi videogiochi di corse arcade a comparire su console.

Esaustivo settore opzioni. Quindi Single Race ma anche un godibile Championship mode con cui affrontare un lungo campionato e grazie al quale competere in successione su tutti i circuiti del Single. Ovviamente presente la classica modalità in doppio con split screen, e al contrario di quanto accade con la stragrande maggioranza dei racing games (uno a caso: Ridge Racer V) il dettaglio dei fondali e delle vetture resterà il medesimo del gioco in singolo, non perdendo assolutamente nulla sia in velocità (60 fotogrammi sparati) che in fluidità di aggiornamento video. Sorvolando sul Time Attack e Net Battle, il primo una semplice variante a tempo del Single e il secondo inibito dall'impossibilità di connessione al di fuori del Giappone, risulta inevitabile evidenziare alcuni particolari tocchi di classe sulla disposizione dei tracciati. In primis, potremo scegliere il numero degli avversari virtuali presenti in pista, ossia quante vetture simultaneamente far gareggiare, in modo da arrivare ad avere sino a 40 autovetture simultaneamente su strada e senza che il motore grafico ne venga limitato. Anzi sembra quasi che il tutto schizzi via ancora più velocemente (naturale illusione ottica provocata dall'elevato numero di forze motrici su schermo). Ancora, i tracciati potranno essere percorsi in senso inverso, ma con una variabile fondamentale: la disposizione a specchio.

Sicché potremo, in teoria, avere quattro varianti dello stesso circuito (normale, normale a specchio, inversa e inversa a specchio) che renderanno la sfida in gioco singolo molto longeva, e quella in doppio praticamente infinita: Daytona USA 2001, gioco di guida apparentemente arcade che evolve la sua struttura in accordo alla complessità delle piste e del controller adoperato, rende il fruitore partecipe di un'esperienza automobilistica esaustiva. Con il joypad originale il titolo si comporta egregiamente (forse il settaggio di default è leggermente "eccitabile", sebbene si possa comunque operare sulla regolazione analogica), eppure il massimo prestazionale lo si ottiene con un volante Mad Catz 2, la cui sterzata porta il derapage allo stadio di performazione naturale. Ma il punto cardine della opera Amusement Vision consiste nell'appagamento immediato che riesce a procurare al videogiocatore, un qualcosa di grezzo che soddisfa nel contempo sia lo smaliziato che ritiene di conoscere l'intero universo automobilistico, sia il giocatore occasionale, solitamente poco paziente e per nulla affascinato dalle varie regolazioni sulla sterzata, i freni o il tipo di gomme da utilizzare. Quale apogeo di una programmazione di assoluto spessore vi è il sonoro, particolarmente riuscito nelle musiche di sottofondo e addirittura sublime negli effetti: il rombo del motore è di un realismo che impressiona, e qualora la nostra autovettura dovesse accostare quelle concorrenti si udirà il sibilo tremolante provocato dallo spostamento d'aria, mentre lo stridere in piegata a ridosso di una curva ci catapulta nell'abitacolo virtuale a conferire all'esperienza di guida il segno della immortalità. Daytona USA 2001 si compra da solo. Esso è espressione d'arte paragonabile al motore di una Ferrari o al design di un anfiteatro greco ma, soprattutto, è un gioco di guida made in Sega.

          

                             

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PRO

Grafica spettacolare

Stile di guida molto divertente

Longevo quanto basta

CONTRO

Sistema di controllo "eccitabile"

                        
                       

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