DEAD OR ALIVE 2: Millennium Edition

deadoralivecover2.JPG (15442 bytes)L'uscita della edizione nipponica di Dead or Alive 2 in versione Dreamcast fu abbastanza tormentata. Difatti per uno strano vincolo di diritti di distribuzione, che coinvolgeva la versione coin op, il gioco sarebbe dovuto restare una esclusiva arcade non prima che il vincolo contrattuale fosse terminato. Ciò si tradusse in un avvenimento abbastanza unico nel suo genere, che portò i programmatori giapponesi a pubblicare il titolo in esclusiva per il mercato statunitense. Così il pubblico nipponico dovette attendere svariati mesi prima che il gioco fosse legalmente pronto per essere distribuito, ma possiamo dire che l'attesa non si rivelò alla fine vana. Si, perchè in tutto questo tempo in giappone era stata distribuita una edizione implementata dell'arcade, denominata Millennium Edition, e provvista di svariati elementi inediti quali nuovi stages e personaggi non presenti nella precedente versione (leggi Leon del primo Dead or Alive). Così la edizione Dreamcast per il mercato giapponese ripropose tutte le gradite novità presenti nell'aggiornamento, con in più alcune ulteriori aggiunte esclusive che rendevano la traduzione ancora più appetibile.

Dead or Alive 2: Millennium Edition segue l'apprezzato trend di miglioramento del rispettivo coin op inaugurato dal magnifico Soul Calibur. E sebbene in questo caso non vi siano particolari miglioramenti estetici, per via della somiglianza tra l'hardware Naomi e quello del Dreamcast, il confezionamento finale può dirsi di gran lunga più apprezzabile di quanto lo fosse in arcade. Ma trascuriamo per un attimo il fattore tecnico, soffermandoci su di una meccanica di gioco che si evolve esponenzialmente rispetto al primo Dead or Alive per Saturn, costruendosi una tridimensionalità aperta, che rende praticabili gli spostamenti laterali e facilita la assimilazione delle mosse. Non siamo ancora sulla magistrale intuitività dell'8 Way Run System di Soul Calibur, ma il nuovo sistema di movimento ben si adegua alle esigenze videoludiche del nuovo millennio. A ogni modo la struttura mazzuolatrice fatta di repentine contromosse, di parate al limite del contorsionismo, di intuitività e velocità mnemonica è ancora ben riconoscibile in questo seguito, che saggiamente non snatura la sua giocabilità innovatrice e provocatoriamente in antitesi con le ideologie meccaniche della Namco. Per lo scrivente Dead or Alive 2 non è paragonabile a nessuno dei picchiaduro in 3D realizzati dalle case concorrenti, sia per dinamica che per concetto di gioco. Ed è questo il fattore che ha consentito alla saga ideata dal Team Ninja di mantenere tutt'ora una propria identità ludica.

Sicuramente offuscata dalla versione PS2 del titolo (denominata Hardcore), la versione Dreamcast Jap. di Dead or Alive 2 è da considerarsi di gran lunga la migliore sul mercato console. Ed è per scongiurare la disinformazione che abbiamo prodotto delle immagini esclusive del gioco, che mostrassero chiaramente il migliore utilizzo delle textures, la migliore risoluzione, la maggiore presenza dei combattenti (più grandi del 20% rispetto all'edizione PS2) per una conversione da ritenersi imparagonabile a priori. I prodigi estetici raggiunti dal gioco tengono tranquillamente testa al già citato Soul Calibur con un frame rate che resta ancorato sui 60 fps nonostante la sontuosa costruzione degli sfondi. Il voyeurismo scatenato dalle succinte combattenti, già imponente nella versione USA, raggiunge in questa nuova edizione livelli inauditi, mostrando vestitini sexy molto elaborati e in grado di soddisfare il maniaco più represso. Il bouncing è ovviamente ancora una prerogativa del picchiaduro, che addirittura consente attraverso le opzioni di regolare il livello di "sballonzolamento" delle lottatrici. Insomma una manna dal cielo per tutti i fan della saga, e un buon diversivo per coloro non conoscessero i prodigi in motion capture ottenuti negli studi della Tecmo. La parte meno impressionante di Dead or Alive 2: Millennium Edition sta in una realizzazione sonora un po' sotto tono. Sarà anche per lo stile utilizzato (un misto metal contaminato da sonorità new age), ma rispetto all'altissimo livello tecnico che accompagna grafica e giocabilità l'aspetto musicale stride leggermente. Il picchiaduro della Tecmo resta comunque ai vertici della realizzazione del genere su Dreamcast, riuscendo a battere una diretta concorrente come Sega (leggi Virtua Fighter 3) e quasi eguagliando Namco e il suo pluridecorato Soul Calibur. E come per quest'ultimo Dead or Alive 2 è acquisto indispensabile.          

          

                             

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PRO

Graficamente spettacolare

Eccellente giocabilità

Personaggi e livelli inediti

CONTRO

Sonoro non all'altezza

                        
                           

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