TOKYO XTREME RACER 2

extremeracer2cover2.JPG (14668 bytes)L'universo delle gare automobilistiche clandestine ha sempre affascinato il pubblico nipponico. Anche nel periodo dei 32 bit molte case nipponiche hanno puntato su questo franchise nella speranza di ottenere buoni volumi di vendita. E nella maggior parte dei casi il riscontro non è mancato. Giunti su Dreamcast fu Genki a farsi avanti con la saga di Shutokou Battle (Tokyo Extreme Racer in occidente), tutt'ora in auge su Playstation 2 ma che nella sua seconda incarnazione ha forse raggiunto livelli ancora ineguagliati. Stiamo ovviamente parlando di Tokyo Xtreme Racer 2, uscito nel 2001 a seguito di una edizione giapponese molto criticata per via di alcuni fastidiosi bugs a livello di programmazione. Fortunatamente l'edizione occidentale, distribuita dalla Crave, risolveva tali bugs così da avvantaggiare, per una volta, il bistrattato pubblico dei non orientali. Ma procediamo gradualmente.

Lo scopo del gioco è quello di prendere parte alle gare notturne fuorilegge, sulla tangenziale di Tokyo, e cercare di "farsi un nome" vincendo il maggior numero di gare. La modalità di gioco principale è il Quest Mode, con cui prendere parte a una sorta di campionato per tamarri della strada. Inizialmente avremo un budget striminzito, e dovremo essere abili a incrementarlo battendo i primi avversari per così potenziare il nostro macinino. Potremo allo stesso modo acquistare nuove autovetture (il garage può arrivare fino a 100 bolidi) e selezionare le fette territoriali da cui partire. Il Quick Race consente di sfidare tutti gli avversari previsti nel gioco in successione, un po' come avviene nei picchiaduro nella modalità survival. Piuttosto difficile da portare a termine, detta modalità è anche quella che offre il maggiore quantitativo di sfida, in quanto nè il Quest Mode nè tantomeno il Time Attack saranno in grado di garantire degli analoghi stimoli ludici. I "combattimenti" tra vetture sono regolati da una barra energetica, che a seconda dei nostri errori di guida comincerà a svuotarsi. Quindi tamponare automobili di "civili" oppure toccare il guard rail significherà ulteriore decremento. Ah, il segnale del via a una gara è indicato dal lapeggiamento dei fari anteriori. Cose belle insomma, che abbiamo sempre sognato nella nostra mediocrità di guidatori.

Naturalmente subire un sorpasso significherà immediata dipartita, con conseguente pubblico spergiuro. Molto divertente. E sebbene fosse accusato di una certa ripetitività nell'azione, Tokyo Xtreme Racer 2 può considerarsi un eccellente diversivo ai soliti giochi corsistici, sia arcade che simulativi, sicchè innovatore proprio nel concept eversivo e nel messaggio non certo edificante. Semmai ripetitivi potrebbero apparire gli ambienti perennemente notturni in cui si celano le disfide, ma è probabilmente l'effetto "oscurità" a ingannare. In realtà il corsistico della Genki produce una estetica di altissimo livello. Cominciando dall'envoirement mapping delle automobili, passando per il dettaglio poligonale degli ambienti e finendo alla sparata velocità del motore (60 fps costanti) il comparto tecnico è pressochè impeccabile. Per quanto avvantaggiati dall'oscurità, che asseconda una certa mancaza di proiezione ottica dell'orizzonte, i grafici Genki mostrano il loro talento anche nella costruzione di una fisica dinamica plausibile, concettualmente arcade ma sufficientemente realistica. Per il sonoro non vi molto da discorrere sul fronte effetti quanto nelle musiche, che risultano essere abbastanza trascinanti lungo tutta la durata della partita. Unico appunto rilevante che Retrogaming.it sente di fare al titolo Genki sta nello sporadico scollamento della continuità del gioco, che a volte costringe a eccedere nella ricerca di un avversario, con annessi momenti di smarrimento e eccessivo vagabondaggio per le pur affascinanti tangenziali della Tokyo notturna.

 

     

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PRO

Comparto grafico eccellente

Gameplay appagante

Struttura ludica "cool"

CONTRO

Sovente ripetitivo

                 
                

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