| GIGA WING
2 Il già citato deflettore consiste in una specie di barriera difensiva ricaricabile che respinge i proiettili avversari, restituendoli cordialmente al mittente. Ma, se questa caratteristica era comuque presente anche nel prequel, con Giga Wing 2 diviene il fulcrum su cui ruota il mondo. Così avremo due tipologie di Reflect Force dagli effetti differenziati, e laddove il repulsion field ribatterà i proiettili a mò di specchio riflettente (similmente a come accadeva nel primo episodio), il lock-on laser beam li utilizzerà per sferrare un mega attacco laser dalla potenza devastante. Ovviamente l'uso del deflettore comporta qualche secondo in cui la barra che lo regola si riempie, consentendone così nuovamente l'utilizzo. Se a queste caratteristiche meccaniche vi aggiugiamo uno score system a quadrilloni ne viene fuori uno shoot'em up veramente interessante. Ogni qual volta il nemico è centrato dalla deflessione, questi elargirà dei medaglioni che andranno a determinare l'incremento del punteggio ed eventualmente a creare il fattore moltiplicazione, che può essere alimentato a oltranza creando un flusso di chain in ascesa. Takumi realizza una variante sistemica e a cancellazione delle meccaniche instaurate dalla Cave, e sembra raccogliere i favori di un pubblico particolarmente sensibile alla questione delle classifiche mondiali. Non a caso su Dreamcast è possibile caricare i propri punteggi in un apposito sistema di archiviazione online. Giga Wing 2 è due modi di intendere lo score gameplay. Si può dire che laddove una strategia di respingimento classico dei proiettili via Reflect Barrier sia inquadrabile come un approccio di gioco evoluto in virtù della derivante maggiore complessità di rifinimento delle strategie di accumulazione, usando il Laser Barrier il livello di difficoltà sembra decrescere sensibilmente, ma pure proporzionalmente al numero di medaglioni rilasciati in fase di annullamento. I medal volcaones sono invece una ulteriore scatenazione dell'hi-score, una specie di bonus del bonus che vede i normali medaglioni trasformarsi in item dal massimale numerico raddoppiato quando su schermo ne vengono prodotti oltre gli standard, quando vi è un sovrannumero che possa giustificare l'innesco di una sub-strategia su livelli avanzati mirata al superamento del quintilione. Ottima, Takumi. Sebbene l'hitbox delle navette pilotabili sia ben più grande rispetto agli shooters della Cave - il punto di rottura corrisponde alla grandezza del cockpit - lo scansamento avviene in destrezza quale che sia il mezzo selezionato. In proposito, si ha il privilegio di poter scegliere tra un esteso roster di aeroplani, che in tutto saranno dieci (cinque iniziali e altri cinque sbloccabili in corso d'opera) e che avranno altrettanti metodi di sparo per incidere ulteriormente su di un gameplay che si fa estremamente variabile anche grazie allo Score Attack, modalità esclusiva della versione Dreamcast che somiglia tanto a un training visto che in essa è possibile selezionare singolarmente gli stage già superati nell'Arcade Mode. Giga Wing 2, conversione da omonimo arcade Naomi, propone il medesimo orientamento del predecessore - quindi scrolling verticale su inquadratura orizzontale - modificando però in cosmesi, che passa al poligonale prospettico di Raystorm. In quanto a dettaglio non si è sui livelli di un Border Down eppure si resta ammirati dallo stile avveniristico di meccanismi di fine livello e architetture che si mischiano al disegno elegante di Kei Toume, autore manga di una certa fama. Ottimale il sonoro. Musiche eccessive, sovraccariche di echi. Effetti potenti, saturi di campionature idol sbarazzine.
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PRO |
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Resa grafica di ottimo livello |
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Sonoro avvolgente |
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Score gameplay ben studiato |
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CONTRO |
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Continue infiniti |
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