GUILTY GEAR X

guiltygearcover2.JPG (21737 bytes)Originariamente pensato per il mercato arcade, Guilty Gear X è il seguito ufficiale del sorprendente Guilty Gear, uscito in esclusiva su Playstation nel 1998. Ma questa volta l'hardware di riferimento è nientemeno che la Naomi board così da consentire un rapido porting su Dreamcast. La conversione risultò, come sempre, identica in tutto  all'arcade di riferimento. Un coin-op sofisticato per qualità tecnica, con una grafica bidimensionale finalmente interpretata con l'alta risoluzione delle nuove tecnologie. Da qui la felicità dell'otaku per una edizione casalinga che dava il via a una nuova concezione di picchiaduro a incontri in 2D, che finalmente entrava nel nuovo millennio con tutte le carte in regola. Guilty Gear X è un beat'em up oggettivamente notevole, dal design elegante e dalla solida giocabilità. Alcune testate ne hanno contestato il sistema di combattimento rilevando un errato bilanciamento della difficoltà. Retrogamer.it obietta, sulla base del fatto che il titolo Sammy offre un divertimento inquadrato su punti di vista a tratti innovatori, e di conseguenza male accetti dagli appassionati di Street Fighter o King of Fighters, a cui Guilty Gear X sembra comunque non rivolgersi.

Denominata Tension Gauge, la barra posta alla base del display serve a stabilire il livello di potenza con cui effettuare le super mosse. Ma al contrario di quanto avviene nella maggior parte dei picchiaduro Capcom ed SNK, la Tension Gauge cresce o decresce non solo in base ai colpi sferrati all'avversario, ma anche e soprattutto sulla base del nostro comportamento tattico. Così se avanzeremo verso l'avversario la barra comincerà a riempirsi, mentre se indietreggeremo a scopi difensivi la stessa si svuoterà. Un fattore importante che evita sul nascere i comportamenti speculativi di difesa a oltranza, e che diviene basilare negli scontri con due giocatori umani. Le tecniche di attacco insite in Guilty Gear X sono molteplici. Vi è la Gatling Combination, con cui performare un sistema di combo alternativo, non soggetto a prestabilite sequenze di tasti e più versatile da assimilare. Poi abbiamo la Dead Angle Attack, attuabile con almeno mezza Tension Gauge, con andremo a respingere gli Overdrive Attack (le mosse speciali). Ancora, la Roman Cancel consente di annichilire l'avversario con una immane sequenza di combo entro un tempo limite disposto dalla CPU. Gli ultimi attacchi performabili sono la Fautless Defense e la Instant Kill (tecnica presente anche nel primo Guilty Gear). Con il primo creeremo una barriera difensiva che ci proteggerà dagli Overdrive Attack, mentre con il secondo metteremo K.O. il nostro avversario in un colpo solo.

Ed è giusto l'Instant Kill ad aver suscitato le maggiori polemiche, in quanto eccessivamente definitivo e attivabile in qualsiasi momento. Resta comunque molto difficile da eseguire, e se lanciato a vuoto comporterà la perdita della Tension Gauge con le conseguenze del caso. A nostro avviso il bilanciamento del gioco è studiato in modo da avvantaggiare anche i neofiti del beat'em up in 2D, ma questo non significa che i veterani siano penalizzati. La grande varietà di attacchi asseconda un approccio al gioco diversificato, tecnicista e al contempo istintivo. Detto ciò si ravvisa una grafica clamorosa. La incredibile fluidità delle animazioni, il dettaglio maniacale degli sfondi, il character design semplicemente sublime daranno adito a un quadro generale opulento. Questo anche grazie all'hi res finalmente implementato a dovere in un picchiaduro bidimensionale. Parlando di effetti speciali registriamo un massiccio uso dell'alpha blending per le luminescenze ed effetti di distorsione altamente spettacolosi. Anche dal punto di vista musicale non vi è molto da lamentarsi. I brani di ogni stage risultano suonati con una certa professionalità, ostentando un genere di hard rock alternativo molto orecchiabile. Gli effetti sfruttano a dovere le potenzialità del Dreamcast, producendo una sconfinata nitidezza nei campionamenti con particolare cura nei tonfi cagionati dalle super mosse. Diciamo che l'unica pecca rilevante sta nel numero di combattenti selezionabili, decisamente sparuto se confrontato con la grande varietà espressa da Capcom nei suoi ultimi picchiaduro. Ma è anche vero che la minuziosa caratterizzazione dei protagonisti fa passare in secondo piano il loro striminzito numero, laddove non sia necessariamente l'affollamento numerico a creare un beat'em up degno di questo nome. Guilty Gear X resta tuttora un prodotto assolutamente esemplare nel suo genere.

          

                             

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PRO

Graficamente un capolavoro

Sonoro di altissimo livello

Estrema giocabilità

CONTRO

Sparuto numero di combattenti

                  
                    

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Note di produzione