HEADHUNTER Quello di Amuze è un gioco di
azione altamente evoluto. Uscito proprio quando il Dreamcast veniva mestamente ritirato
dal mercato, dopo tre anni di tormentata gestazione, possedeva il non trascurabile pregio
di attingere da titoli come Metal Gear Solid e Residen Evil senza
risultarne dipendente. Headhunter è, in effetti, una avventura insolita.
I caratteri dello sparatutto in terza persona si completeranno con la ricerca e il
ragionamento, a privilegio di una congiunzione sequenziale dei momenti più drammatici e
spettacolari; le corse in moto nella Los Angeles del futuro rappresentata sono l'apice,
ludicamente transitorio, di un prodotto votato alla celebrazione del dettaglio
cinematografico. Per una volta la storia avvinghia in una spirale di misteri irrisolti,
violenza underground e dimensioni virtuali senza scadere nell'ovvio, e anzi
catalizzando l'attenzione dell'utente per mezzo di una narrazione serrata e mai banale. E'
palese la volontà dei realizzatori di proporre un videogioco stratiforme nella sostanza
oltre che nella estetica dei processi strutturali. E ci riescono piuttosto bene.....
Operata la iniziale selezione tra Jack Wade e Angela Stern verremo introdotti in una scena di gioco che risponde con coerenza ai nostri spostamenti e alle nostre azioni "violente". I proiettili, come negli sparatutto più sofisticati, si conficcano nei muri facendo permanere i fori, ma è tutto l'ambiente a subire le influenze esterne, modificandosi e all'occorrenza facilitando i processi di attacco al nemico. Il parallelismo con Metal Gear Solid è obbligato dal metodo di "avvicinamento" alle ostilità semoventi, che incoraggia la pianificazione e vede il nostro simulacro appiattirsi contro le pareti, mimetizzarsi e centellinare ogni singolo colpo esploso. Ma prima ancora del confronto bellico vi sarà la fase esplorativo/avventurosa, districabile non solo attraverso la risoluzione di enigmi a sbloccaggio tattile, ma anche con l'ottenimento di particolari "gradi di esperienza" nelle zone di addestramento. Queste ultime hanno luogo all'interno di quadrilateri precaricati che fanno molto realtà virtuale in wireframe, il cui completamento produce la elargizione di nuovi segmenti percorribili (abilitazione di inedite zone della mappa) e ulteriori armi ad alta tecnologia. Il passaggio da un quartiere all'altro della città avviene tramite la nostra motocicletta, e sebbene non vi siano reali prospettive ludiche nella esperienza di guida se non quelle di natura strettamente vettoriale, la necessità di arrivare a destinazione entro un determinato limite di tempo porta il fruitore a una accelerazione più o meno perpetua. Il metodo di controllo disposto da Amuze si adatta molto bene alla pulsanteria del joypad ufficiale. Nel mentre la cpu provvederà a inquadrare la azione con delle telecamere precalcolate, operando una pressione sullo shift di sinistra si passerà alla modalità "puntamento", con la visuale che passa alle spalle del protagonista concedendo una ampia finestra frontale. Importante entrare in sittali automatismi perchè, molto spesso, la cam si arena in angolature opinabili che rendono problematico il corretto posizionamento "geografico" di Jack Wade. Ma il reale "difetto" della opera di Amuze sta nella eccessiva frequenza dei caricamenti, in molti casi davvero prolungati e snervanti. Spesso la console tende a "dimenticare" i dati in memoria causando, nel caso si debba ritornare su di una locazione già visistata, una ulteriore lettura dati. Pensiamo che, con una buona fase di massimazione delle risorse, si sarebbe potuto tranquillamente ovviare a tale inconveniente, visto anche l'ottimo quantitativo di memoria video del Dreamcast, ma non ne faremo un dramma. Con il tempo ci si abitua (la avventura risiede in 2 GD-Rom) e si tende a soprassedere sull'inconveniente grazie alla ottima manifestazione grafica attuata dai programmatori. Le textures sono eccellenti, così come gran parte delle animazioni, e il motore 3D scrolla meravigliosamente bene a 30 fotogrammi per secondo malgrado l'immane dettaglio delle scenografie. Anche laddove non servirebbe, ossia nelle strade durante il percorrimento con la moto, si registra una meticolosa riproduzione degli edifici con tanto di automezzi che favoriscono la proliferazione del traffico. A mantenimento del ritmo da action movie creatosi interviene una colonna sonora vibrante, che segue lo svolgimento della trama senza mai perderne di vista i momenti cruciali. Quindi siamo portati a concludere che, per quanto non perfetto, quello di Amuze sia tra i titoli Dreamcast che non bisogna assolutamente perdersi.....
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PRO |
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Ottima impostazione di gioco |
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Complesso e avvincente |
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Eccellente realizzazione tecnica |
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CONTRO |
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Sistema di inquadrature rivedibile |
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Caricamenti a tratti snervanti |
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