IKARUGA

ikarugacover2.JPG (13123 bytes)Prima di tutto afferrate il vostro televisore ai fianchi e ribaltatelo. Che sia un 30 pollici o un 14 non ci interessa. Ribaltate perchè giocare Ikaruga in modalità "adattata" sarebbe un autentico delitto. Allungate il visus perchè l'estetica del nuovo sparatutto della Treasure reclama a gran voce una verticalità radicale, che si autocelebra nel dettaglio e trova la pace sui 90° di un rettangolo. Si tratta di una conversione da arcade Naomi prodotta da Treasure nel 2002 un po' a sorpresa, vista la situazione del Dreamcast, ma molto bene accolta da tutta la comunità che videogioca. E' un gioco hardcore questo Ikaruga, uno shoot'em up antisemita che non tiene conto del mercato di massa indirizzandosi verso una utenza di maniaci intenditori. Gli stessi che nell'ormai lontano 1998 avevano eletto Radiant Silvergun, di cui Ikaruga è da considerarsi seguito ufficiale, quale sparatutto supremo dell'ultimo ventennio.

Insistendo sui percorsi intricati del prequel, Treasure impone a Ikaruga un direzionamento eclettico e sofisticato. Ikaruga è una mistura narcotica che condivide il puzzle game e il classico sparatutto a scorrimento verticale, giocando con gli opposti del colore in una ideale lotta interiore tra il bene e il male. Premendo il secondo pulsante di fuoco si cambierà assetto cromatico, da bianco a nero e viceversa, per assorbire i proiettili del medesimo colore selezionato. A ogni assorbimento vi sarà una maggiorazione della barra energetica posta alla base dello schermo, il cui culmine consente di sferrare un super attacco che spazza via il display. Il sistema di combo, mutuato in parte da Radiant Silvergun, incoraggia il fruitore al puntamento del nemico avente il medesimo colore del nostro sparo, sebbene così facendo si rallenti la distruzione dello stesso innalzando una difficoltà di gioco di per sè elevatissima. Sparare un nemico dal colore opposto significherà sì la sua più rapida dissoluzione, ma vanificherà il complesso sistema di bonus che Treasure ha celato diabolicamente. Impazzirete: mentre lo schermo si riempirà di fasci energetici e proiettili, dovrete avere la abilità di ponderare il tempismo di scambio dei colori e di evitare gli attacchi delle astronavi nemiche.

Ikaruga è uno sparatutto razzista. Il videogiocatore occasionale lo abbandonerà dopo un minuto di gioco, e lo stesso potrebbe valere per il veterano dello sparatutto, abituato a una azione di gioco più lineare e meno intricata. Ikaruga è potenzialmente indirizzato a una utenza di malati mentali o cocainomani in cerca di eccessi, perchè è nella esagerazione che il titolo Treasure costruisce i suoi propositi ludici. Ma nella sua follia la meccanica di gioco esprime una coerenza quasi matematica, laddove la assimilazione dell'estremo sistema di combo porti a una progressione istintivamente marmorea. Appurato ciò bisogna ammettere che dal punto di vista estetico Ikaruga sia una autentica pietra miliare. Ancorarsi alla progressione porterà alla scoperta di scenari apocalittici, allucinati, visionari. Una fantascienza agli estremi del meccanico, agli opposti del futuribile e idealizzata secondo uno stile grafico assolutista. La tecnologia Naomi/Dreamcast è sfruttata allo spasimo attraverso una programmazione dal livello artistico raramente solcato per un videogioco. E lo stesso può dirsi della colonna sonora portante. Le cadenze musicali seguiranno scrupolosamente l'azione del gioco, seguendo con imponenza lirica i successi distruggitori della nostra nave spaziale ed esaltandone il dinamismo. Consigliatissima l'interazione con un altro esemplare umano, giacchè il sistema di attacco dei nemici e la struttura stessa dei livelli realizza un design duplicato, e quasi studiato per assecondare il gioco a due. Insomma detto Ikaruga potrà farvi male dentro con la sua cattiveria bastarda, ma potrà allo stesso modo e per le stesse motivazioni annichilirvi il cervello e rendervi schiavi. Riuscire a finirlo sarà impresa titanica ma, se lo farete, un giorno potrete raccontare di aver finito un gioco da pazzi.

 

 

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PRO

Grafica fuori dal mondo

Colonna sonora devastante

Giocabilità folle

CONTRO

Livello di difficoltà neuronico

Struttura ludica razzista

Idea di gioco snob e narcisista

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Note di produzione