ILLBLEED

Star2.gif (42972 bytes)Non di soli Resident Evil e Silent Hill vive l'abituale fruitore di survival horror. Sarà da questa improbabile tesi che è nato quel frullato multi-videoludico-vitaminico di idiozia, emoglobina e bignami di filmografia horror dal nome Illbleed? Nei panni di Erico Christy, saremo nostro malgrado costretti a cercare i nostri amici scomparsi proprio a Illbleed, un horror luna-park così colmo di trappole mortali che chi riesce a trascorrervi una notte rimanendo in vita avrà una ragguardevole ricompensa di 1,000,000,000 $. Ogni stage è una vera e propria "giostra horror" del parco avente una propria trama, peculiarità e particolari condizioni per essere superata. Qui entra in gioco la componente originale di Illbleed: per affrontare le attrazioni e superarne gli ostacoli dovrete ricorrere ai vostri sensi visualizzati sul display a mò di icone. Indossando uno speciale visore denominato HORROR MONITOR, sarete in grado di rilevare i trabocchetti o la presenza di nemici che vi precludono il cammino.

Se vedeste l'oscillografo di una vostra percezione (vista, udito, olfatto e… sesto senso!) dimenarsi istericamente dovrete osservare la zona prima di procedere, scoprendo cosa vi potrebbe spaventare e/o aggredire. Se una trappola dovesse scattare e voi non l'aveste individuata preventivamente questa vi potrà causare un infarto o ferirvi, da cui la necessità di osservare costantemente i vostri battiti cardiaci nonchè il livello di emoglobina persa a causa delle ferite. Per smascherare i trabocchetti userete la vostra adrenalina che dimuirà ogni qualvolta "lockerete" un oggetto sospetto. Se la esauriste dubitando di un numero sconsiderato di cose in realtà inoffensive non sarete più in grado di rilevarne altre, a meno di ricorrere ad una iniezione. Il gioco sviluppato da Crazy Games ricorre ad uno spudorato riciclo del motore grafico di Blue Stinger, loro precedente lavoro su Dreamcast, e sempre da questo ultimo sembra ereditare alcuni limiti strutturali. Illbleed ci sottopone ad una curva di apprendimento ripida, che si attenuerà solo quando avremo padroneggiato l'inusuale struttura ludica. Le sezioni di combattimento con gli improbabili nemici (come crash test dummies arrabbiati con il genere umano per il loro sfruttamento o bambole indemoniate che giocano al salto alla corda spinata) si avvalgono di controlli fin troppo elementari (per quanto Silent Hill non facesse certo di meglio).

Una volta superato uno stage ci ritroveremo "azzerati" per quanto concerne il nostro inventario, cosa che potrebbe risultare accettabile per quanto riguarda gli oggetti di supporto, ma lo è di meno per quelli che servono ad un upgrade presso gli E.R. demoniaci (che vi possono impiantare ad esempio un nuovo cuore più resistente all'infarto). Anche la possibilità di usare gli amici che libererete durante la vostra avventura risulta solo un appendice strumentale, in quanto le differenze di abilità si riducono ai minimi termini. La telecamera risulta ancora un po' impacciata, chiedendo all'utente frequenti reset prospettici ma almeno, rispetto al titolo da cui deriva, Illbleed guadagna decisamente in fluidità (da 30 a 60fps), anche se inspiegabilmente questa viene dimezzata nelle sezioni a labirinto in cui i nemici ci inseguiranno incessantemente. Le ottime texture stridono rispetto ai modelli poligonali basici e alle animazioni discutibili. Ottimo invece il bestiario dei nemici (curatissimi gli enormi boss di qualità eccezionale) e il comparto sonoro perfettamente in tema. Non commettete il fatale errore di paragonarlo ad altri survival horror: Illbleed batte la strada della demenzialità e della citazione cinematografica e ludica. Troveremo quindi riferimenti più o meno espliciti a pellicole quali Venerdì 13, Shining, Tremors e addirittura Toy Story o sfottò dissacranti ad icone del calibro di Sonic (qui presente come BOSS in versione "evil" e sovrano degli inferi dei giocattoli). Proprio grazie all' originalità stilistica, Illbleed si fa perdonare le ingenuità strutturali e ludiche. La voglia di vedere "cosa c'è dopo" vi accompagnerà sino al finale che, per essere visto interamente, richiede di terminare due volte l'avventura come da migliore tradizione Ghouls'n Ghostiana. Un gioco per pochi, questo Illbleed. Se ludicamente è una spanna sopra al "farsi giocare", è intellettualmente che il titolo rivela i propri punti forti che però potrebbero non risultare appetibili a tutti i palati. Dategli una occhiata se non altro per rivendicare il vostro orgoglio di hardcore gamers, annichilendo l' ingiusta superficialità con la quale venne liquidato dalla massa di utenti residenti a Villa Sony, Via ProsciuttoStation 2.

 

                            

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PRO

Originale approccio al survival

Grande varietà di situazioni

                  

CONTRO

Motore grafico riciclato, ma con un

minimo di stile

Combattimenti semplicistici

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Note di produzione