JET SET RADIO

jetsetradiocover2.JPG (29049 bytes)L'ingegnosità eccentrica connaturata alla radice di Jet Set Radio giace riversa, dormiente in caliginosi spiragli di immagini e divertimento. Essa si sprigiona una, forse due volte ogni dieci anni, quando una software house avvalora il significante "videogioco" sull'altare della più sfrenata anarchia iconografica. Discorrendo i percorsi edificatori del videogame, non è difficile accorgersi di quanto l'industria del settore poggi sulla reiterazione più subdola, e di come sappia creare circoli viziosi per assicurarsi il successo di vendite; saghe ormai storiche come quelle di Ridge Racer, Street Fighter, Tomb Raider e Fifa non fanno che avvalorare punto per punto questa ipotesi. Ora con il suo equipaggiamento fatto di fantomatici super skates alla "Ritorno al futuro", provvisto delle sottili percezioni eversive di "Fight Club", fornito di bombolette spray alla "Turk 182", il Tag 'n' Skate made in Sega coniuga diversi generi videoludici in un contesto del tutto nuovo, che trae beneficio dall'esperienza maturata in Crazy Taxi nonché dallo scenografico evoluzionismo di Tony Hawk. E il valore ludico di tale miscela si rivelerà eccentrico sin dalle prime battute.

Lo scopo del gioco è quello di impersonare diversi elementi di una banda, e di proteggere la zona dipartimentale di loro competenza a bordo di speciali pattini antigravitazionali. Delimitare il proprio territorio tramite stravaganti graffiti, assumere spettacolari pose aeree ad alto rischio e al contempo eludere le repressive forze dell'ordine diverrà còmpito irrinunciabile, una droga dagli effetti esplosivi. Il tutto è ubicato in una Tokyo avveniristica, in cui Jet Set Radio si protrae lungo un discreto numero di missioni, e nelle quali portare a termine obiettivi prestabiliti come "marchiare" determinati luoghi o individuare, ornandoli con graffiti, specifici componenti delle bande rivali. In un simile spazio è possibile fare di tutto: sviluppare le nostre più recondite attitudini al disordine, divenire schegge impazzite di una città sull'orlo di un'irreversibile caos; il fascino distaccato che ne consegue ci farà illudere, magari per un solo istante, di non appartenere alla solidità del presente... Il nostro alter ego virtuale si lascia "pilotare" senza troppe difficoltà, quantunque a un primo approccio si possano incontrare astrusità nella scelta dei giusti tempi di interazione con l'interfaccia di gioco. Disagi che termineranno non appena saremo entrati nella prospettiva d'insieme, laddove la dinamica delle inquadrature incontrerà l'estro acrobatico delle movenze a noi concesse, coagulo di un dettagliato motion capturing e una generale passione per lo skate selvaggio metropolitano.

Potremo invero esibirci in inverosimili balzi a ridosso di un ponte, derapare a mezz'aria effettuando inaudite curve a gomito, glissare sulle ringhiere di lunghissime balconate mantenendo l'armonia dei movimenti tipica dello skater più navigato. L'affresco sgargiante delle colorazioni introduce il mirabile costrutto grafico perfezionato dai programmatori Sega; si trattava di una tecnica relativamente nuova, introdotta da Eidos e Kronos nel brillante Fear Factor per Psx, che conferisce alle pareti poligonali (di fondali e protagonisti) parvenze da cartone animato. Indicata dalla stampa come Cel Shading, la tecnica summenzionata dona agli ambienti quel tocco irreale rintracciabile in uno schizzo preparatorio di un disegno, oppure in un dipinto contemporaneo dalle influenze pop. E' arduo esprimere a parole sensazioni visive di tale portata, così come essere asceta di un concetto allucinato, frutto di chissà quali vaneggiamenti intellettivi: che i grafici della Sega siano dei visionari è un dato di fatto. E se l'innovazione grafica offre spunti per apprezzamenti che esulino dalla realizzazione tecnica globale, è quantomeno d'obbligo menzionare l'eccellente motore tridimensionale, che scorre via fluido senza incertezze, e che mette in evidenza delle splendide animazioni solo di rado intaccate da impercettibili perdite di frames. In linea con l'inappuntabile attuazione degli ambienti, il sonoro presenta dell'ottimo parlato digitalizzato e musiche estrapolate dal vasto panorama dell'hip hop. Assolutamente originale, il soundtrack del gioco possiede il merito di non annoiare, essendo dotato di una carica adrenalinica che glorifica la frenesia dell'azione. Insomma Jet Set Radio spacca la linearizzazione del videogioco inteso come forma di intrattenimento, e lo esprime dissoluto dalla realtà, quasi a volerne manifestare le attitudini alla estrema divagazione.

          

                             

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PRO

Struttura ludica molto originale

Grafica e sonoro ai vertici

Disordine e anarchia

CONTRO

Non troppo immediato

                     
                      

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