JOJO'S
BIZARRE ADVENTURE Enormi erano le potenzialità del porting
videoludico dedicato al manga di Hirohiko Araki. Tanto più che l'adattamento era
stato affidato a Capcom, maestra del genere beat'em up a incontri, che decise
anche di realizzare il tutto sulla potente CPS-3. Così il gioco uscì in sala, un po' in
sordina a dirla tutta, proprio nel periodo in cui Capcom e Dreamcast andavano a braccetto,
e ogni picchiaduro veniva sistematicamente riversato sul 128 bit. JoJo's Bizarre
Adventure non fece naturalmente eccezione, pertanto verso la fine del' 99 il
Dreamcast potè fregiarsi della sua bella conversione con buona pace dei numerosissimi fan
dell'omonimo manga. L'artwork e il character design risultano subito
estremamente fedeli alla opera cartacea e la presentazione, oggettivamente stupenda, rende
giustizia al bizzarro stile iperrealista di Araki. Un titolo indubbiamente ricco di
fascino questo Bizarre Adventure anche se, come vedremo, non privo di difetti oggettivi
che ne minano giocabilità e aspetto grafico. Difetti derivanti dall'arcade, comunque, che
si ripercuotono su Dreamcast in un adattamento molto riuscito se non per alcune
"scalette" di troppo.....
Il sistema di combattimento prevede quattro tasti, tre
adibiti agli attacchi e uno utilizzato per l'attivazione dello Stand. E
quì interviene l'innovazione apportata dal titolo Capcom, che seguendo la filosofia del
manga vede questi Stand (una sorta di proiezione spirituale dei personaggi) incarnare una
potente arma "secondaria" con cui attaccare l'opponente a oltranza. Non mancano
le chain e le combo ma, principalmente a causa dell'esiguo numero dei pulsanti
(solitamente Capcom ne utilizzava 6) il numero di mosse eseguibili risulta generalmente
esiguo. La presenza della Guard Cancel garantisce comunque una buona strategia
degli scontri, che anche non abbandonano la spettacolarità "iconografica"
riservata a ogni mossa speciale. JoJo's Bizarre Adventure è, più che l'ennesimo
picchiaduro della Capcom, un rispettoso tributo alla saga di Araki, ed è forse per tale
motivazione che le meccaniche degli scontri tengano a debita distanza i vari Street
Fighter Zero e derivati. La semplificazione del sistema di controllo contribuisce, in
ogni caso, a rendere il gameplay meno ostico per i neofiti (leggi: i fan del fumetto)
facendo si che si possano eseguire evoluzioni abbastanza complesse già alla prima
partita. Abbastanza volutamente, Capcom non si arrischia nei tecnicismi di Street
Fighter III proponendo un gioco pensato per il pad del Dreamcast anche se alla fine
resta sempre consigliato il Joypad dedicato della ASCII, molto più solido nella
esecuzione delle "mezze lune".
Il parco personaggi offre una selezione iniziale di 16
unità. Avremo comunque modo, ultimando il gioco con tutti i protagonisti, di sbloccarne
altri cinque così da ottenere una differenziazione stilistica abbastanza pronunciata.
Merito soprattutto degli stand, che andando a coadiuvare la esecuzione standard delle
mosse rendono ogni combattimento del tutto imprevedibile e dinamicamente sfarzoso. E
malgrado il minore tecnicismo rispetto ai capisaldi Capcom il divertimento non manca:
calci volanti, pugni, fasci infuocati, Super (regolate dalla apposita barra) e
combinazioni di sequenze costruiranno una giocabilità immediata e priva di astrusità. La
realizzazione tecnica, purtroppo, denuncia un ridimensionamento piuttosto fastidioso della
risoluzione originaria, che su Dreamcast viene "adattata" senza un adeguato scanline
così da mostrare degli sprites più piexellosi rispetto alla versione coin op. Un
difetto non grave ma evidente, soprattutto per chi ha potuto giocarvi in arcade, ma che
durante la azione furiosa degli scontri si impara a ignorare. A parte ciò il character
design, così come gli sfondi e le colorazioni risultano di altissimo livello,
mostrando figure sinuose, illustrazioni magnifiche, effetti luminosi spettacolari e grande
dettaglio delle strutture in secondo piano. Meno impressionante la qualità generale delle
animazioni, che in virtù della CPS-3 avrebbero dovuto presentare una qualità quantomeno
paragonabile a Street Fighter III o Warzard e che invece presentano una
frammentazione abbastanza evidente. Alcuni movimenti sono costruiti con un numero esiguo
di fotogrammi, tanto che a tratti si ha l'impressione che il tutto girasse in origine su
scheda CPS-2. Di buon livello il sonoro nella parte degli effetti, e in conclusione
possiamo affermare che questo JoJo's Bizarre Adventure sia un titolo tutto sommato
apprezzabile.
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