LAST BLADE
2: Final Edition Negli ultimi anni è andata
creandosi una sorta di ottusa frangia estremista che vede gli utenti Neo Geo accanirsi
contro tutto e tutti. Forse frustrati dal fatto di dover sborsare 300 euro (se va bene)
per una cartuccia originale, giudicano qualsiasi conversione di un qualsiasi gioco Neo Geo
con il termine fake, bollando il tutto come "pessima conversione" o
"orribile adattamento". Retrogaming.it cercherà di fare
chiarezza su questa deprecabile tendenza, realizzando per l'occasione un discreto numero
di recensioni atte ridimensionare il pensiero di molti. E in particolar modo nel periodo
di esistenza del Dreamcast possiamo affermare che SNK si sia superata, sfornando una serie
di conversioni a volte anche più curate (ed è il caso di Last Blade: Final
Edition) delle controparti che giravano su scheda MVS. La tecnologia Naomi, forte
di un ottimo quantitativo di Ram video, sarà il veicolo di grandissimi adattamenti.....
Last Blade: Final Edition propone un
sistema di combattimento all'arma bianca, e può considerarsi in qualche modo l'evoluzione
del glorioso Samurai Spirits. Una evoluzione che non colpisce il solo aspetto
estetico, ma che in qualche modo si adegua alla versatilità meccanica dei nuovi
picchiaduro tridimensionali. E questo pur mantenendo una propria autonomia e originalità
che rende il sistema ludico accattivante e oggettivamente difforme. Potremmo portare come
esempio il rinnovato sistema di prese, che abbandona gli automatismi tipici della SNK per
trovare una applicabilità più versatile premendo contemporaneamente un tasto di attacco
verticale e uno adibito al calcio. Affinità, quest'ultima, che Last Blade condivide con
la maggior parte dei beat'em up poligonali in commercio. Altro punto a favore
dell'opera SNK una ossatura di gioco che predispone più alla riflessione che allo
smanettamento, costringendo il fruitore a entrare in simbiosi con tecniche di gioco per
molti versi estranee all'universo dei picchiaduro in 2D. Ma ciò non sta a significare un
cambio di rotta da parte di SNK, che anche in Last Blade impone il suo concetto
meccanicista basato sulle power gauge e sui ribaltamenti attuati dalle super
mosse. Una volta caricata al massimo, la barra energetica posta alla base dello schermo
scatenerà un inferno fatto di fuoco e potenza visiva.
Sebbene sottotitolato Final Edition, Last
Blade 2 è porting diretto dell'omonimo arcade Neo Geo, uscito un anno prima in
versione MVS e AES (cartuccia domestica). Retrogaming.it ha potuto
testare in maniera approfondita entrambe le versioni realizzando che, sulla base di una
eccellente galleria di immagini e di un sottogioco inedito, la edizione Dreamcast sia da
considerarsi la più appetibile sul mercato. Anzi se vi aggiungiamo un sonoro ancora più
nitido che in sala, con musiche più cristalline, vi sarà facile intuire quale sia
l'edizione da acquistare. Parlando di grafica invece non possiamo che esser lieti della
evoluzione stilistica raggiunta con gli anni da SNK, che malgrado la bassa risoluzione si
concede sprazzi di magnifico dettaglio scenografico e animazioni fluidissime. L'effetto di
scaling è straordinario: zoom e unzoom poderosi renderanno la
azione incredibilmente dinamica, plastificando i personaggi in una cadenza visiva
realistica e visionaria allo stesso modo. Il character design è una autentica
chicca, con tutto un vestiario che si ispira al medioevo nipponico e ambientazioni
estremamente evocative. Non si segnala la presenza di alcun rallentamento, nè di qualche
cambiamento meccanico in fase di conversione o di tagli alle animazioni, quì riproposte
con pedissequa fedeltà. Insomma Last Blade 2: Final Edition rende meno essenziale
l'acquisto della cartuccia per Neo Geo, portando a uno stato più "umano" il
mercato dei giochi SNK. E' ovvio che, per i possessori della AES, questa sia una
conversione superflua.....
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