| LAST BLADE
2: Final Edition Last Blade: Final Edition propone un sistema di combattimento all'arma bianca e può considerarsi in qualche modo l'evoluzione del glorioso Samurai Spirits. Una evoluzione che non concerne il solo aspetto estetico, ma che in qualche modo si adegua alla versatilità meccanica dei nuovi picchiaduro della Namco. E questo pur mantenendo una sua manifesta autonomia di esecuzione, per rendere il sistema ludico accattivante, oggettivamente difforme dal cliché del gallone di mosse da memorizzare e poi dimenticare. Si potrebbe portare a esempio il rinnovato sistema di prese, che abbandona gli automatismi tipici della SNK a trovare una sua applicabilità sul versante dei tasti da premere in simultaneo, che corrispondono all'attacco verticale e al calcio. Affinità, quest'ultima, che Last Blade condivide con la maggior parte dei beat'em up poligonali attualmente sulla piazza. Altro punto in favore dell'opera SNK una ossatura di gioco che si predispone più alla riflessione che al button smashing, a ciò porta il fruitore a entrare in simbiosi con tecniche marziali non necessariamente coerenti coi tempi del pestatore di classe SNK. Non vuol dire che la software house muti improvvisamente direzione, eppure in Last Blade il concept meccanicista delle power gauge e del ribaltamento viene attuato col proposito di massificare l'atto della performazione. Nondimeno, e qui comunque la tradizione è riaffermata, a barra energetica colma si potrà scatenare l'inferno del fuoco della super mossa a tutto schermo. Sebbene portante a titolo il "Final Edition", Last Blade 2 può dirsi porting diretto dell'omonimo arcade Neo Geo uscito un anno prima in versione MVS e AES (cartuccia domestica). Si è sottoposte a test esteso ambedue le edizioni e si è realizzato che sulla base di una corpulenta galleria di immagini, di un sottogioco inedito (Hanafuda) e di un suono palesemente più nitido, che altresì beneficia di musiche masterizzate in stereofonia, il fronte Dreamcast sia da collocarsi su di una posizione di prominenza. Del resto le bidimensioni e gli stili si conoscevano già, visti i gettoni spesi, ma però va detto che di grafiche ugualmente rifinite non ve ne erano, al tempo, e che l'evoluzione stilistica raggiunta, pure in bassa risoluzione, si conceda momenti d'alta illustrazione e dottrina della geografia del medioevo come su di un testo di letteratura rivestito di polveri Hokkaido. L'effetto dello scaling è straordinario: zoom e unzoom poderosi renderanno la azione visibilmente dinamica, creeranno il plasticismo dei personaggi e definiranno l'allungamento orizzontale delle visuali fino ad attestare, in atto di vicinanza, il character design dello sfarzo della vestizione, i rigorosi kimoni e i merletti del guerriero con la spada. L'ambiente è verosimile. Completamente animato. Il casale in fiamme è un monumento all'arte dell'intarsio. Le foreste dell'ultimo schermo e il tornado che s'anima sullo sfondo abbisognano di stampa in carta patinata su cornice. Non si segnala la presenza di alcun rallentamento, nè di un qualche cambiamento sui tempi di performazione delle mosse o di visibili tagli alle animazioni, apparentemente riprodotte con pedissequa fedeltà. Di fatto Last Blade 2: Final Edition rende superfluo l'acquisto della cartuccia per Neo Geo e porta il mercato dei videogiochi SNK a una condizione di maggiore avvicinabilità.
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PRO |
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Estetica dello sfarzo |
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Meccanica di gioco funzionante |
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Eccellente conversione |
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CONTRO |
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...... |
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