TEST DRIVE
LE MANS Indulgere nel rito della 24 Ore di Le Mans è
per noi possessori del Dreamcast un atto di intercessione verso la umana stupidità. Si
affannano, gli scemi, nella ricerca del miglior simulatore di guida per Playstation 2,
pronti a caricare una barca di soldi pur di averlo di importazione quando, spendendo meno
della metà di quanto pagherebbero Enthusia, potrebbero farsi spaccare su quella
testa bacata un Dreamcast più Test Drive Le Mans. Basta recarsi su Ebay
per scorpire che il titolo è valutato intorno alla esorbitante cifra di due dollari, ma
questa per uno scemo medio è una bella spesa, invero. Parlando del titolo in esame
affermiamo senza inibizioni che alla Infogrames sono dei grandi. Neppure Sega è riuscita
a creare un titolo di guida così sofisticato per il suo 128 bit e, pur non dimenticandoci
dello splendido F355 Challenge siamo portati a precisare che, quest'ultimo, non
possedeva l'inquadratura esterna che mostrasse in dettaglio le autovetture guidate. Le
Mans lo fa. Produce una quantità di particolari grafici inaudita. Crea delle textures
fotorealistiche e per nulla sgranate. Mostra davvero ciò che può fare il Dreamcast e lo
fa senza particolari clamori.
Accesi i motori ci si ritrova con un modello di guida
estremamente malleabile, realistico ma anche semplificato nella immissione delle
traiettorie in curva. E' la 24 ore di Lemans a tutti gli effetti. Addirittura ci è
concessa l'opportunità di modificare a piacimento la durata effettiva della gara,
arrivando anche alle 24 ore reali (!!!) con mutazioni atmosferiche e passaggio dai
chiarori dell'alba ai rossori del tramondo. A ogni sosta è naturalmente possibile salvare
la nostra posizione, in modo da evitare eventuale perdita di coscienza in gara e articolo
di giornale riportante "deceduto dopo 24 ore di gioco continuato. Dreamcast sotto
accusa!". Ma vi possiamo garantire, con un certo margine di sicurezza, che non vi
sono momenti di eccessivo stallo grazie alla ottima A.I. di tutte le macchine avversarie,
gestite in modo flessibile dalla cpu garantendo un livello di opposizione tutt'altro che
accomodante. Per arrivare alle prime posizioni, soprattutto in caso di durata medio-lunga,
dovremo assumere un comportamento altamente strategico, che tenga conto degli eventuali
danni in caso di collisione con una macchina avversaria, che valuti il tempo di sosta ai
box, che aiuti a diluire in modo intelligente ogni risorsa visiva e mentale. Infogrames ha
in effetti previsto due diversi approcci alla gara, in caso si scelga di concorrere o meno
per la "maratona" che da sempre contraddistingue Le Mans: una corsa breve muta
di conseguenza il nostro comportamento, che diviene necessariamente aggressivo.
La gamma di automezzi disponibili è piuttosto ampia.
Bisogna poi considerare la presenza di una serie di macchine "segrete", che
andranno sbloccate vincendo le varie gare. Ognuna realizza un tipo di guida abbastanza
differente e questo garantisce varietà, oltre ad assicurare rigiocabilità una volta
completato il parco automezzi. L'analogico del Dreamcast si adatta a tali soluzioni
ludiche con massima precisione, rispondendo immediatamente a ogni minima curvatura dello
stick e privilegiando una sterzata progressiva e al contempo stabile; con un buon volante
la situazione migliora ulteriormente, ma vi assicuriamo che è possibile raggiungere
ottimi risultati anche con il controller standard. E siamo quindi alla grafica, che come
introdotto raggiunge livelli complessivi elevatissimi. D'apprima si noterà la minuziosa
riproduzione tridimensionale delle automobili, costruite con l'ausilio di centinaia di
poligoni e rivestite di tessiture nitide, riflettenti, traslucenti. Poi si passerà alla
stupita contemplazione del bordo bista, mostrante alberi, sterrati, manti erbosi e
strutture solide notevolmente rifinite. Ancora ci si commuoverà per un orizzonte virtuale
praticamente infinito, che lascia intravvedere anche il più insignificante dettaglio a
centinaia di metri di distanza e infine, non sazi, ci si abbandonerà liquefatti in un
motore 3D fluido come l'olio. L'unico appunto a un comparto tecnico di valore universale
sta nella minore definizione di alcune autovetture, ma solo di alcune, che quando
raffrontate alle restanti altre perdono qualche punto nel dettaglio delle tessiture. Ma
nulla di grave. Vi è anche spazio per degli effetti sonori splendidamente resi e delle
musiche che non guastano, per quanto non siano essenziali in questo genere di giochi. Test
Drive Le Mans diviene così uno dei maggiori esponenti corsistici disponibili sul 128 bit
della Sega, per non dire uno dei maggiori in assoluto.....
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