MARVEL VS.
CAPCOM: Clash Of Super Heroes Il problema delle
conversioni Capcom da schede CPS-II e III su Dreamcast ha sempre riguardato l'adattamento
della risoluzione originaria. Laddove in arcade venisse utilizzata una 336 x 240 pixel,
assimilabile a una bassa risoluzione, in fase di traduzione i programmatori preferivano,
per motivi di praticità, ripresentare la definizione grafica originale rimanendo però
nell'hi-res standard di 640 x 480 pixel del Dreamcast. In tal modo si evitava sì
di dover ridisegnare tutti gli sprites, ma si doveva per contro rispondere a una parziale
deformazione dei contorni dei lottatori, che non si "incastonavano"
perfettamente nel nuovo reticolo perdendo qualcosa in termini di dettaglio. Per quanto ci
si abitui in fretta a tale soluzione, che porta comunque a una espressione cromatica più
vivace, non possiamo non contestare a Capcom la scarsa volontà di porre un rimedio
definitivo a tale problematica, soprattutto se consideriamo gli adattamenti SNK, mai
lacunosi su tal fronte. Ma a parte questo, Marvel VS. Capcom resta un
grande esempio di pestaduro bidimensionale di scuola capcomiana, di quelli che se cominci
non finisci prima di avere sviscerato la ultima super.
Già dalla presentazione risulta tangibile il princpio ludico ereditario di Marvel Super Heroes VS. Street Fighter, con il tag team riproposto nella sua radicale spettacolarità. Ma quì vi è la novità del terzo personaggio attivabile in game, in realtà per una fugace apparizione, che la cpu sceglierà tra una pletora di guest star estratte dai grandi classici della Capcom e dai fumetti Marvel. Vi sarà Arthur di Ghosts'n Goblins, Nanashi no Chyousenshi di Forgotten Worlds, ma anche Juggernaut e Psylocke, tanto per allietare sia i cultori del videogioco classico che gli irriducibili della casa editrice americana. Per ciò che riguarda i personaggi "veri", ossia quelli che potremo guidare direttamente, avremo la possibilità di razzolare tra 15 sagome più o meno cazzute, tra le quali spiccheranno Captain Commando e un certo Strider, due combattenti che per carisma e "storia" reggono da soli l'intero fascino del picchiaduro. Sta di fatto che la meccanica Capcom non concede tregua: fasci energetici, valanghe pazzesche di cani meccanici, pioggia di meteoriti, terremoti, uragani, tsunami e vortici d'aria invaderanno lo schermo per una azione che congestiona perennemente il gameplay. Ma è una goduria. Soprattutto giocando con un amico (o in quattro nella apposita modalità), gli scontri appassionano per via della immediatezza con cui si eseguono le varie movenze, che si susseguono accavallandosi in una voragine di effetti effetti speciali e colori accecanti. La struttura dei combattimenti è la classica della Capcom, essendovi la possibilità di performare, in uno stadio interattivo che concede tanto approcci strategici quanto combinazioni casuali, tutta una serie di Hyper Combo, Variable Attack, Variable Combination e Variable Counter che, detto in parole povere, non sono altro che le super mosse a corredo di ogni personaggio. Gioca un ruolo essenziale, per questa conversione, la variabile "joypad". Dimenticatevi pure di questo titolo qualora possediate il solo controller ufficiale del Dreamcast, o quantomeno prendetene in considerazione l'acquisto solo in "bundle" con un buon fighting pad (vi consigliamo l'ottimo Ascii Pad FT). Sul versante grafico incide, come da introduzione, la peggiorata definizione grafica dei lottatori, ma non a tal punto da compromettere un impianto iconografico indubbiamente eccelso, ricco di colori, effettoni, animazioni da urlo che disegnano fluidamente lo schermo senza mostrare alcuna incertezza da congestione. Non ci è parso di ravvisare alcun taglio di fotogrammi e, cosa affatto secondaria, i fulminei caricamenti restituiscono con efficacia la immediatezza dell'arcade. Stessa cosa per la grandezza degli sprites, che a nostro avviso non sono stati ridimensionati, e poi resta il sonoro, identico se non migliore del coin op per quanto non necessariamente ispirato. Marvel VS. Capcom è quindi una ottima conversione ma non quell'arcade perfect che l'adattamento della risoluzione avrebbe potuto cagionare. Comunque ne consigliamo la fruizione a tutti gli appassionati di picchiaduro, o anche ai "semplici" cultori del videogioco classico, dato che di rimandi ve ne saranno in quantità e non potranno che essere apprezzati e valorizzati. Pensandoci qualche personaggio pilotabile in più avrebbe fatto comodo, ma non ce ne lamentiamo vista la abbondanza raggiunta nel sequel.
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PRO |
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Eccellente fracasso scenografico |
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Immediato e distruttivo |
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Strider.... |
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CONTRO |
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Alcune imperfezioni grafiche |
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