MOERO!
JUSTICE GAKUEN Acché la pazzia di
talune software
house giapponesi diventi percepibile a vista è opportuno che un titolo
come Moero! sia preso a modello. Da qualche anno mancava
in effetti un qualcosa che riproponesse il carisma della Sunsoft superiore,
e allora vien fuori Capcom con la continuazione edizione Dreamcast di Rival
Schools, beat'em up di origine Playstation. Moero! Justice Gakuen corregge
quindi le imperfezioni rilevabili nel prequel anche con il supporto di un hardware bello potente, in grado di texturare
in modo nitido e visualizzare brillantezze cromatiche a 128 bit. In Moero! il
contesto sarà prettamente scolastico: bande rivali si scontreranno per
ottenere il predominio distrettuale e infine ambire all'abolizione del corpo
docenti.
Pressappoco. Praticamente un cartone animato. E si è ben felici poiché Noi si
apprezza codesta robaccia
nipponica di basso stereotipo, ma pure impregna di humor giovanile
scalmanato dai capelli incollati
e il vestimento (rivestimento) kitsch. Ché Noi amiamo i giapponesi e tutto quel
che ruota attorno a Sailor Moon.
Le squadre di combattenti vedono calciatori, nuotatori,
insegnanti, teppisti, cheerleaders, faune scolastiche immaginabili
darsele in modo pesante in assetto di trio selezionabile, abbastanza alla
Marvel Vs. Capcom 2. Ma la struttura dei combattimenti attinge a svariati picchiaduro,
bidimensionali e non, tra cui si potrebbe citare Tekken, Street Fighter III 3rd
Strike, Virtua Fighter 3. La Burning Vigor Gauge regolerà
la performazione delle mosse combinate con gli altri membri della squadra (ne avremo a
disposizione due), laddove si potrà anche ribattere un eventuale team attack avversario
a mezzo sistema di counter. Lo spostamento laterale è deputato a uno degli
shift del joypad (Dead or Alive 2) in modo che si ottenga
interazione di tipo mediamente strategico, sebbene in atto di presa al corpo
si attinga a una discreta varietà di evoluzioni di immediata performazione,
a confutare in parte la tradizione del combattimento tridimensionale
post-Capcom. Moero! Justice Gakuen va consumato sul campo dell'invenzione,
dimodoché l'utente sia in grado di percepirne l'immediatezza bidimensionale
e allo stesso grado di apprezzarne il sistema di controllo volgente a una
struttura di
terza dimensione. In quanto a opzioni, oltre il classico Training Mode
si fa spazio una interessante modalità League che consente di
organizzar disfida
fino a sedici squadre di umani. L'intrattenimento in multigiocatore è così assicurato, ma
si è persuasi che il titolo sia proteso a persistere parecchio anche affrontato nelle modalità a gioco
singolo (Arcade o Story Mode).
Le soluzioni grafiche adottate per Moero!
grossomodo convincono. Una generale sensazione di pulizia e brillantezza fa
sì che, inoltre, l'anti
aliasing risalti a fornitura di personaggi poligonali di tratteggio
manga. La
complessità anatomica di Soul Calibur è lontana seppure, di fatto,
il carico estetico non sia tra gli
obiettivi di Capcom, che ha invero realizzato combattenti dai tessuti lisci
lisci, per avvicinare, ancora, l'anatomia di un anime. Le animazioni si
susseguono a 60 fotogrammi, assumono il motion capture altamente
spettacoloso in
esecuzione di mosse combinate, in cui lo schermo zooma vertiginoso
mostrando motori a turbine 3D assai briose. Interessante il disegno dei fondali.
Si ha diffuso il dettaglio e sebbene Namco e Tecmo stiano lì sul piedistallo
a dire "scemi, scemi, buuu" Capcom vi mette fior di poligoni a variazione
particellare. Generalmente gradevole il comparto sonoro. Assai ottime le
musiche di background che accostano l'azione, col campionario di
campionature che dirige in parallelo al GD-Rom. Ma il vero punto di
affermazione del picchiaduro
è il gameplay. Manovrare Moero! Justice Gakuen formerà al genere anche
chi non ha mai osato avvicinarsi il genere: la personalità degli interpreti, unita a una
concezione di beat'em up diffrente dal cliché - benchè riscrittura delle
stesso - scatena le mazzate anche quando si sarà ultimato con tutti i
personaggi e si sarà sbloccati i lottatori segreti. A distanza di tre anni dalla sua
immissione Moero! resta un esemplare di spessore, e non giusto entro lo
scenario del Dreamcast visto il seguirsi di titoli esterni non proprio
memorabili, e vista anche, se vogliamo, la progressiva decadenza del settore
accorsa con il nuovo millennio. Il titolo presenta inoltre una riuscita
opzione di customizzazione dei pupazzi, in caso qualcuno volesse cimentarsi.
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