MOERO! JUSTICE GAKUEN

moerocover2.JPG (18742 bytes)Acché la pazzia di talune software house giapponesi diventi percepibile a vista è opportuno che un titolo come Moero! sia preso a modello. Da qualche anno mancava in effetti un qualcosa che riproponesse il carisma della Sunsoft superiore, e allora vien fuori Capcom con la continuazione edizione Dreamcast di Rival Schools, beat'em up di origine Playstation. Moero! Justice Gakuen corregge quindi le imperfezioni rilevabili nel prequel anche con il supporto di un hardware bello potente, in grado di texturare in modo nitido e visualizzare brillantezze cromatiche a 128 bit. In Moero! il contesto sarà prettamente scolastico: bande rivali si scontreranno per ottenere il predominio distrettuale e infine ambire all'abolizione del corpo docenti. Pressappoco. Praticamente un cartone animato. E si è ben felici poiché Noi si apprezza codesta robaccia nipponica di basso stereotipo, ma pure impregna di humor giovanile scalmanato dai capelli incollati e il vestimento (rivestimento) kitsch. Ché Noi amiamo i giapponesi e tutto quel che ruota attorno a Sailor Moon.

Le squadre di combattenti vedono calciatori, nuotatori, insegnanti, teppisti, cheerleaders, faune scolastiche immaginabili darsele in modo pesante in assetto di trio selezionabile, abbastanza alla Marvel Vs. Capcom 2. Ma la struttura dei combattimenti attinge a svariati picchiaduro, bidimensionali e non, tra cui si potrebbe citare Tekken, Street Fighter III 3rd Strike, Virtua Fighter 3. La Burning Vigor Gauge regolerà la performazione delle mosse combinate con gli altri membri della squadra (ne avremo a disposizione due), laddove si potrà anche ribattere un eventuale team attack avversario a mezzo sistema di counter. Lo spostamento laterale è deputato a uno degli shift del joypad (Dead or Alive 2) in modo che si ottenga interazione di tipo mediamente strategico, sebbene in atto di presa al corpo si attinga a una discreta varietà di evoluzioni di immediata performazione, a confutare in parte la tradizione del combattimento tridimensionale post-Capcom. Moero! Justice Gakuen va consumato sul campo dell'invenzione, dimodoché l'utente sia in grado di percepirne l'immediatezza bidimensionale e allo stesso grado di apprezzarne il sistema di controllo volgente a una struttura di terza dimensione. In quanto a opzioni, oltre il classico Training Mode si fa spazio una interessante modalità League che consente di organizzar disfida fino a sedici squadre di umani. L'intrattenimento in multigiocatore è così assicurato, ma si è persuasi che il titolo sia proteso a persistere parecchio anche affrontato nelle modalità a gioco singolo (Arcade o Story Mode).

Le soluzioni grafiche adottate per Moero! grossomodo convincono. Una generale sensazione di pulizia e brillantezza fa sì che, inoltre, l'anti aliasing risalti a fornitura di personaggi poligonali di tratteggio manga. La complessità anatomica di Soul Calibur è lontana seppure, di fatto, il carico estetico non sia tra gli obiettivi di Capcom, che ha invero realizzato combattenti dai tessuti lisci lisci, per avvicinare, ancora, l'anatomia di un anime. Le animazioni si susseguono a 60 fotogrammi, assumono il motion capture altamente spettacoloso in esecuzione di mosse combinate, in cui lo schermo zooma vertiginoso mostrando motori a turbine 3D assai briose. Interessante il disegno dei fondali. Si ha diffuso il dettaglio e sebbene Namco e Tecmo stiano lì sul piedistallo a dire "scemi, scemi, buuu" Capcom vi mette fior di poligoni a variazione particellare. Generalmente gradevole il comparto sonoro. Assai ottime le musiche di background che accostano l'azione, col campionario di campionature che dirige in parallelo al GD-Rom. Ma il vero punto di affermazione del picchiaduro è il gameplay. Manovrare Moero! Justice Gakuen formerà al genere anche chi non ha mai osato avvicinarsi il genere: la personalità degli interpreti, unita a una concezione di beat'em up diffrente dal cliché - benchè riscrittura delle stesso - scatena le mazzate anche quando si sarà ultimato con tutti i personaggi e si sarà sbloccati i lottatori segreti. A distanza di tre anni dalla sua immissione Moero! resta un esemplare di spessore, e non giusto entro lo scenario del Dreamcast visto il seguirsi di titoli esterni non proprio memorabili, e vista anche, se vogliamo, la progressiva decadenza del settore accorsa con il nuovo millennio. Il titolo presenta inoltre una riuscita opzione di customizzazione dei pupazzi, in caso qualcuno volesse cimentarsi.

 

                             

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PRO

Ottima realizzazione grafica

Sonoro trascinante

Giocabilità su altissimi livelli

CONTRO

Nulla da segnalare

                  
                        

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Note di produzione