POWER
STONE 2 Il primo Power Stone aveva favorevomente impressionato la stampa per via di una
struttura di gioco innovativa. Al di là delle mansioni da picchiaduro classico, le azioni
da compiere favorivano una corposa interazione con i fondali, tanto che definirlo semplice
beat'emu up fosse riduttivo. La genialità alla base di Power Stone stava nel
sedurre il giocatore con una meccanica da action game, che pur allineandosi alla
filosofia dei picchiaduro manteneva una sua precisa identità. Ora con Power Stone
2 sugli scaffali la situazione non cambia, anzi si può dire che Capcom sia
riuscita a potenziare ulteriormente una struttura ludica votata al successo. Potremo
adesso organizzare sfide per quattro giocatori simultanei, creare fusioni di oggetti per
generare nuovi attacchi, intraprendere partite in singolo molto più varie e coinvolgenti
e impersonare un numero maggiore di personaggi. Tutto è realizzato per assecondare una
conversione da hardware Naomi che potesse offrire più di quanto il coin op omonimo
produceva. La saggezza Capcom porta sui monitor del Dreamcast alcune modalità di gioco
inedite e, soprattutto, una conversione grafica impeccabile.
Avremo così modo di cimentarci in un avvincente Story
Mode, che a differenza dell'Arcade ci farà intraprendere il gioco come una
sorta di avventura, con la possibilità di salvare i nostri progressi. Il Team Battle costituisce
un'altra aggiunta di rilievo, in quanto avremo la possibilità di decidere il numero di
combattenti per schieramento, con la possibilità di affidare il controllo degli stessi
alla CPU. Sarà basilare, ai fini ludici, raccogliere gli oggetti sparsi per le arene,
nonchè i crediti in danaro utili all'acquisto di nuove e letali armi. Per gli oggetti
sarà disposto un calderone in cui sarà possibile mischiarli per ottenere degli
interessanti ibridi. Ma attenzione, la mistura non darà semrpe l'effetto sperato, in
quanto potrebbe capitarvi di creare degli sterili pezzi di metallo. L'unico ostacolo alla
performabilità degli acquisti o degli ibridi sta nel massiccio utilizzo dei kanji,
che potrebbe indispettire i meno avvezzi a questo genere di caratteri. Questione di
abitudine a ogni modo. Resta il divertimento estremo che le fasi attive del gioco riescono
a infondere. Sia in singolo che in multiplayer Power Stone 2 è fautore
di un dinamismo irresistibile, fatto di interazione con quasi tutte le strutture del
fondale. Potremo utilizzare sottomarini, carri armati, cannoni laser, casse di metallo da
scagliare con violenza contro il nostro avversario e ogni più impensabile oggetto utile
alla causa. Tutti contro tutti, in Team o contro il computer per una esperienza
mazzuolatrice inimitabile.
Approdato su Dreamcast dopo essere apparso in sala giochi,
Power Stone 2 prevedeva l'interscambio dati tra arcade e versione domestica.
Così avremmo potuto (potremmo anche adesso, visto che il titolo è ancora presente in
talune sale giochi) portarci dietro la VMS con tanto di personaggio e armi potenziate per
sfidare, magari, un malcapitato giocatore occasionale. Detto questo, il comparto tecnico
del picchiaduro Capcom offre diffusi spiragli di eccellenza. Le arene sono disegnate
magistralmente, animate in modo egregio (esemplare è il livello del masso ci ci insegue
alla Indiana Jones) e intrise di ogni sorta di effetto speciale. Vi troveremo
trasparenze, feroci zooming, tutti gli effetti di luce conosciuti per
avvantaggiare un design all'altezza di Capcom. La caratterizzazione dei
personaggi risulta essere molto curata, con un particolare occhio al bizzarro vestiario,
mentre le loro movenze appaiono fluide e plausibili. Il motore poligonale resta solido
anche con la presenza di quattro giocatori simultanei, senza mai rallentare anche in
occasione degli improvvisi zoom o unzoom. Il dettaglio è elevatissimo
in considerazione di tutte le strutture attive presenti nel video e delle rifinite textures
che ricoprono con grazia gli oggetti. Nota di merito anche per il sonoro,
generalmente molto gradevole nelle musiche, così come gli effetti che mantengono la
nitidezza della versione da sala con tanto di esilaranti campionamenti. Non ci resta
allora che promuovere a pieni voti questo ennesimo picchiaduro della Capcom, per mezzo di
cui la casa di Osaka dimostra una inaspettata propoensione per il multiplayer
tridimensionale. Abbandonati momentaneamente i franchise dei vari Street
Fighter e delle serie Versus il risultato è questo splendido esempio di
irresistibile giocabilità coadiuvato, con eleganza e senso estetico, da una grandissima
grafica.
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