POWER STONE 2

powerstonecover2.JPG (24071 bytes)Il primo Power Stone aveva favorevomente impressionato la stampa per via di una struttura di gioco innovativa. Al di là delle mansioni da picchiaduro classico, le azioni da compiere favorivano una corposa interazione con i fondali, tanto che definirlo semplice beat'emu up fosse riduttivo. La genialità alla base di Power Stone stava nel sedurre il giocatore con una meccanica da action game, che pur allineandosi alla filosofia dei picchiaduro manteneva una sua precisa identità. Ora con Power Stone 2 sugli scaffali la situazione non cambia, anzi si può dire che Capcom sia riuscita a potenziare ulteriormente una struttura ludica votata al successo. Potremo adesso organizzare sfide per quattro giocatori simultanei, creare fusioni di oggetti per generare nuovi attacchi, intraprendere partite in singolo molto più varie e coinvolgenti e impersonare un numero maggiore di personaggi. Tutto è realizzato per assecondare una conversione da hardware Naomi che potesse offrire più di quanto il coin op omonimo produceva. La saggezza Capcom porta sui monitor del Dreamcast alcune modalità di gioco inedite e, soprattutto, una conversione grafica impeccabile.

Avremo così modo di cimentarci in un avvincente Story Mode, che a differenza dell'Arcade ci farà intraprendere il gioco come una sorta di avventura, con la possibilità di salvare i nostri progressi. Il Team Battle costituisce un'altra aggiunta di rilievo, in quanto avremo la possibilità di decidere il numero di combattenti per schieramento, con la possibilità di affidare il controllo degli stessi alla CPU. Sarà basilare, ai fini ludici, raccogliere gli oggetti sparsi per le arene, nonchè i crediti in danaro utili all'acquisto di nuove e letali armi. Per gli oggetti sarà disposto un calderone in cui sarà possibile mischiarli per ottenere degli interessanti ibridi. Ma attenzione, la mistura non darà semrpe l'effetto sperato, in quanto potrebbe capitarvi di creare degli sterili pezzi di metallo. L'unico ostacolo alla performabilità degli acquisti o degli ibridi sta nel massiccio utilizzo dei kanji, che potrebbe indispettire i meno avvezzi a questo genere di caratteri. Questione di abitudine a ogni modo. Resta il divertimento estremo che le fasi attive del gioco riescono a infondere. Sia in singolo che in multiplayer Power Stone 2 è fautore di un dinamismo irresistibile, fatto di interazione con quasi tutte le strutture del fondale. Potremo utilizzare sottomarini, carri armati, cannoni laser, casse di metallo da scagliare con violenza contro il nostro avversario e ogni più impensabile oggetto utile alla causa. Tutti contro tutti, in Team o contro il computer per una esperienza mazzuolatrice inimitabile.

Approdato su Dreamcast dopo essere apparso in sala giochi, Power Stone 2 prevedeva l'interscambio dati tra arcade e versione domestica. Così avremmo potuto (potremmo anche adesso, visto che il titolo è ancora presente in talune sale giochi) portarci dietro la VMS con tanto di personaggio e armi potenziate per sfidare, magari, un malcapitato giocatore occasionale. Detto questo, il comparto tecnico del picchiaduro Capcom offre diffusi spiragli di eccellenza. Le arene sono disegnate magistralmente, animate in modo egregio (esemplare è il livello del masso ci ci insegue alla Indiana Jones) e intrise di ogni sorta di effetto speciale. Vi troveremo trasparenze, feroci zooming, tutti gli effetti di luce conosciuti per avvantaggiare un design all'altezza di Capcom. La caratterizzazione dei personaggi risulta essere molto curata, con un particolare occhio al bizzarro vestiario, mentre le loro movenze appaiono fluide e plausibili. Il motore poligonale resta solido anche con la presenza di quattro giocatori simultanei, senza mai rallentare anche in occasione degli improvvisi zoom o unzoom. Il dettaglio è elevatissimo in considerazione di tutte le strutture attive presenti nel video e delle rifinite textures che ricoprono con grazia gli oggetti. Nota di merito anche per il sonoro, generalmente molto gradevole nelle musiche, così come gli effetti che mantengono la nitidezza della versione da sala con tanto di esilaranti campionamenti. Non ci resta allora che promuovere a pieni voti questo ennesimo picchiaduro della Capcom, per mezzo di cui la casa di Osaka dimostra una inaspettata propoensione per il multiplayer tridimensionale. Abbandonati momentaneamente i franchise dei vari Street Fighter e delle serie Versus il risultato è questo splendido esempio di irresistibile giocabilità coadiuvato, con eleganza e senso estetico, da una grandissima grafica.

          

                             

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PRO

Giocabilità ai massimi livelli

Eccellente realizzazione tecnica

Sonoro orecchiabile e ottimi effetti

CONTRO

Nulla da segnalare

              
                   

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Note di produzione