POWER
STONE Rinnovare il settore dei
picchiaduro era impresa che a Capcom era già riuscita nel' 91, all'indomani della
pubblicazione di Street Fighter II, ma allora si trattò di una autentica
rivoluzione culturale più che di mera reinterpretazione del blastaggio videoludico. Alle
soglie del 2000 sembrava che il beat'em up a incontri si fosse arenato sugli
scogli di una omologazione perpetrata da Capcom stessa, con SNK a seguito, e fummo in
parte sorpresi quando la software house di Osaka se ne uscì con un coin op divergente dai
clichè del disimpegno strutturale imposti al mercato arcade. Power
Stone sovvertiva lo stereotipo del picchiaduro, visto come incontro/scontro di
due lottatori, attraverso la completa ridefinizione dell'ambiente di gioco, adesso esteso,
ricco, tangibile. I combattenti si muovono liberamente all'interno di dettagliate arene e
possono fare realmente di tutto, per una libertà di azione mai vista prima in un titolo
del genere e una visione tridimensionale che consente di perseguire la vittoria imboccando
vie strategiche ora lineari, ora effetto dalla creatività pura. L'esito impronosticabile
della bagarre realizza, così, il nucleo della intera giocabilità.
Una parola: interazione. Gli oggetti contrassegnati da un
cerchio luminoso possono essere afferrati e scagliati contro l'avversario, ma potremo
anche sfruttare la struttura delle arene per il raggiungimento di zone soprelevate;
lampioni o travi costituiscono degli ottimi ponti di fortuna, ma attenzione perchè solo i
lottatori più forzuti (vedi l'indiano) saranno in grado di sollevare oggetti di una certa
consistenza. Ma per quanto centrale per il gameplay, l'usufrutto degli oggetti esterni non
è l'unico metodo per giungere alla soppressione dell'avversario, dato che Capcom ha
previsto un "corpo a corpo" assolutamente completo nonostante i soli tre
pulsanti utilizzati. Calcio, pugno e salto, quando combinati, danno luogo a devastanti
combo aeree tanto spettacolari quanto efficaci, per non parlare delle prese ravvicinate e
delle mosse volanti, ottime come metodo di avvicinamento alla zona presidiata
dall'opponente. Il sistema di spostamento è tra i più evoluti che ci sia capitato di
sperimentare grazie a una sensibilità analogica che risponde magnificamente a ogni lieve
pressione dello stick, e vediamo di non dimenticarci delle armi. Perchè vi sono anche
quelle, sottoforma di pistole, fucili, cannoni e lanciafiamme, a ravvivare ulteriormente
la azione, ed è veramente spassoso impallinare le nostre vittime proprio quando cercano
di raggiungere anch'esse un arnese supplementare. L'unica parola utile alla definizione di
Power Stone è "completezza". E dire che vi sarebbe ancora dell'altro....
Allora intervengono le "Power Stone" della
titolazione, pietre magiche dagli incredibili poteri che quando collezionate hanno la
facoltà di tramutare il nostro alter ego in un lottatore praticamente invincibile. Dette
pietre (tre in tutto) vegono collocate, all'inizio di ogni livello, in posizioni
"geografiche" difficilmente raggiungibili, in modo da costringere il giocatore a
vere e proprie scalate o, meglio ancora, all'attraversamento di zone ad alto rischio. E
quì subentra la funzione "attiva" oltre che interattiva degli sfondi, che non
sono mai concepiti per caso e che influenzano, molto spesso, l'andamento degli incontri.
Incapperemo in enormi ventole tritaossa e in fornaci assassine, e la nostra abilità
nell'eludere tali insidie ci spianerà la strada verso quelli che sono gli oggetti più
preziosi, ossia le pietre e le armi da fuoco (e da taglio) più potenti. Ulteriore
elemento cruciale gentilmente fornitoci dall'impianto di gioco sta nella possibilità di
"sottrarre" le Power Stone all'avversario attraverso la performazione di una
combo, con tutti gli intrecci dinamici che ne conseguono, e con tutti i benefici
tecnico-tattici di un blastamento che ha il pregio di non essere casuale pur basandosi
sulla casualità logistica delle arene. Power Stone lascia convivere con mutua dipendenza
il picchiaduro classico a incontri, basato sulla abilità nel produrre mosse efficaci, e
quello classico a scorrimento alla Final Fight, nella cui economia di gioco erano
essenziali gli oggetti e le armi acquisibili per le strade. Tecnicamente altresì
eccezionale, con un dettaglio delle tessiture spaventoso, degli effetti di infiltrazione
delle sorgenti luminose da paralisi mascellare, con un character design stupendo
e delle animazioni incredibili, Power Stone è tra i migliori picchiaduro di sempre. Fosse
uscito per una console più sputtanata, adesso non saremmo i soli a decretarne la
immortalità.
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