POWER STONE

pstonecover2.JPG (11633 bytes)Rinnovare il settore dei picchiaduro era impresa che a Capcom era già riuscita nel' 91, all'indomani della pubblicazione di Street Fighter II, ma allora si trattò di una autentica rivoluzione culturale più che di mera reinterpretazione del blastaggio videoludico. Alle soglie del 2000 sembrava che il beat'em up a incontri si fosse arenato sugli scogli di una omologazione perpetrata da Capcom stessa, con SNK a seguito, e fummo in parte sorpresi quando la software house di Osaka se ne uscì con un coin op divergente dai clichè del disimpegno strutturale imposti al mercato arcade. Power Stone sovvertiva lo stereotipo del picchiaduro, visto come incontro/scontro di due lottatori, attraverso la completa ridefinizione dell'ambiente di gioco, adesso esteso, ricco, tangibile. I combattenti si muovono liberamente all'interno di dettagliate arene e possono fare realmente di tutto, per una libertà di azione mai vista prima in un titolo del genere e una visione tridimensionale che consente di perseguire la vittoria imboccando vie strategiche ora lineari, ora effetto dalla creatività pura. L'esito impronosticabile della bagarre realizza, così, il nucleo della intera giocabilità.

Una parola: interazione. Gli oggetti contrassegnati da un cerchio luminoso possono essere afferrati e scagliati contro l'avversario, ma potremo anche sfruttare la struttura delle arene per il raggiungimento di zone soprelevate; lampioni o travi costituiscono degli ottimi ponti di fortuna, ma attenzione perchè solo i lottatori più forzuti (vedi l'indiano) saranno in grado di sollevare oggetti di una certa consistenza. Ma per quanto centrale per il gameplay, l'usufrutto degli oggetti esterni non è l'unico metodo per giungere alla soppressione dell'avversario, dato che Capcom ha previsto un "corpo a corpo" assolutamente completo nonostante i soli tre pulsanti utilizzati. Calcio, pugno e salto, quando combinati, danno luogo a devastanti combo aeree tanto spettacolari quanto efficaci, per non parlare delle prese ravvicinate e delle mosse volanti, ottime come metodo di avvicinamento alla zona presidiata dall'opponente. Il sistema di spostamento è tra i più evoluti che ci sia capitato di sperimentare grazie a una sensibilità analogica che risponde magnificamente a ogni lieve pressione dello stick, e vediamo di non dimenticarci delle armi. Perchè vi sono anche quelle, sottoforma di pistole, fucili, cannoni e lanciafiamme, a ravvivare ulteriormente la azione, ed è veramente spassoso impallinare le nostre vittime proprio quando cercano di raggiungere anch'esse un arnese supplementare. L'unica parola utile alla definizione di Power Stone è "completezza". E dire che vi sarebbe ancora dell'altro....

Allora intervengono le "Power Stone" della titolazione, pietre magiche dagli incredibili poteri che quando collezionate hanno la facoltà di tramutare il nostro alter ego in un lottatore praticamente invincibile. Dette pietre (tre in tutto) vegono collocate, all'inizio di ogni livello, in posizioni "geografiche" difficilmente raggiungibili, in modo da costringere il giocatore a vere e proprie scalate o, meglio ancora, all'attraversamento di zone ad alto rischio. E quì subentra la funzione "attiva" oltre che interattiva degli sfondi, che non sono mai concepiti per caso e che influenzano, molto spesso, l'andamento degli incontri. Incapperemo in enormi ventole tritaossa e in fornaci assassine, e la nostra abilità nell'eludere tali insidie ci spianerà la strada verso quelli che sono gli oggetti più preziosi, ossia le pietre e le armi da fuoco (e da taglio) più potenti. Ulteriore elemento cruciale gentilmente fornitoci dall'impianto di gioco sta nella possibilità di "sottrarre" le Power Stone all'avversario attraverso la performazione di una combo, con tutti gli intrecci dinamici che ne conseguono, e con tutti i benefici tecnico-tattici di un blastamento che ha il pregio di non essere casuale pur basandosi sulla casualità logistica delle arene. Power Stone lascia convivere con mutua dipendenza il picchiaduro classico a incontri, basato sulla abilità nel produrre mosse efficaci, e quello classico a scorrimento alla Final Fight, nella cui economia di gioco erano essenziali gli oggetti e le armi acquisibili per le strade. Tecnicamente altresì eccezionale, con un dettaglio delle tessiture spaventoso, degli effetti di infiltrazione delle sorgenti luminose da paralisi mascellare, con un character design stupendo e delle animazioni incredibili, Power Stone è tra i migliori picchiaduro di sempre. Fosse uscito per una console più sputtanata, adesso non saremmo i soli a decretarne la immortalità.  

        

                            

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PRO

Incredibile libertà di spostamento

Graficamente magnifico

Assoluta genialità concettuale

CONTRO

Nulla di rilevante da segnalare

                   
                     

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