PSYCHIC
FORCE 2012 Il fatto è che giocato contro il
computer questo Psychic Force 2012 diventa noioso. Anzi irritante. Si sappia comunque che
il gioco in questione fu realizzato da Taito nel' 99, quale conversine diretta da omonimo
arcade che girava su scheda Taito Wolf System. E, viste le similitudini tra il Dreamcast e
quest'ultimo, l'adattamento riproduce fedelmente il coin op originario. Psychic
Force 2012 è un seguito: uscito nel' 97, il predecessore (Psychic Force)
fu adattato su hardware Playstation, ottenendo un buon successo tra gli appassionati di
picchiaduro. Così Taito, per il suo successore, mantiene la medesima formula dei
combattimenti, ancora strutturati in modo aereo e visualizzati mediante una griglia
tridimensionale immaginaria. In effetti ciò che attizza di più è la spettacolarità
pirotecnica di tutti gli scontri, che prenderanno inevitabilmente una piega fracassona e
supereroistica. Psychic Force è il tipico picchiaduro per giocatori occasionali, fatto
apposta per le sale giochi e per attirare l'attenzione del vagabondo. Ma in una situazione
domestica tale appetibilità non è più tale, e bisogna trovare il modo per
"allungare" l'esperienza di gioco.
In tal senso Taito riesce solo a metà, cercando di
sferzare il divertimento attraverso l'aggiunta di nuove opzioni di gioco. Troveremo così
lo Story Mode, l'Arcade Mode, il Versus Human Mode, il Versus
Com Mode, il Training Mode e per ultimo il Watch Mode. Le ultime
due modalità sono quelle di preparazione al gioco, che ci mostreranno attraverso pratica
e dimostrazioni video come attaccare e come muoversi all'interno delle arene. Si presume
che le restanti modalità non abbiano bisogno di esplicazione, quindi passeremmo
direttamente alla fase attiva. Che in effetti appare subito divertente, offrendo un
sistema di controllo intuitivo e che consente una naturale esecuzione delle super mosse.
La telecamera zooma al momento opportuno, inquadra prospetticamente le battaglie ed
esalta, in qualche modo, la plasticità dei combattenti. Tutto bello in principio, almeno
fin quando non diverrà chiaro che tale immediatezza influenza molto lo spessore e la
tecnica di combattimento. Di fatto non vi è una reale strategia adottabile, e il tutto si
riduce a uno sparacchiare in modo abbastanza casuale, senza avere realmente il controllo
su ciò che sta succedendo a video. Le inquadrature, per quanto virtuose, indugiano troppo
spesso sul combattente selezionato (vedi quando si è storditi da una super) lasciando il
giocatore alla completa mercè dell'avversario. Purtroppo tale caratteristica è insita
nella natura stessa del gioco, proteso come il suo prequel verso le visuali spettacolose
di un progetto univocamente arcade.
Il sistema di combattimento corpo a corpo è comunque stato
perfezionato. Adesso è possibile performare svariate combinazioni, ed è aumentato il
numero di prese effettuabili. Se nella passata edizione vi era una notevole discrepanza
tra gli attacchi a lungo raggio e le mazzate ravvicinate, adesso la tendenza è quella di
bilanciare quanto più possibile i due sistemi di gioco. Non è detto che mantenersi a
distanza sferrando palle di fuoco sia la soluzione migliore per vincere, ma questo
dipenderà anche dall'avversario che ci troveremo dinnanzi. In tal proposito
l'intelligenza artificiale della cpu lascia alquanto a desiderare: a livello normal la
potenza di molti personaggi appare sin troppo elevata, mentre altri avanzati, che in
teoria dovrebbero essere più ostici, si lasciano battere come dei polli. L'alternaza di
momenti di frustrazione a fasi di assoluta supremazia non farà altro che scatenare
l'insofferenza del videogiocatore medio, che in tutta probabilità accantonerà il titolo
dopo un paio di giorni. Resta l'ancora del Versus Mode, ma è una questione
valida per tutti i giochi, e per questa volta eviteremo di menzionare tale modalità nelle
"cose da salvare". Psychic Force 2012 è un titolo discreto, in
ogni caso, potenzialmente capace di creare momenti di grande esaltazione. Ma saranno
momenti effimeri, casi isolati, che non faranno che confermare quanto appena affermato,
relegando la produzione Taito tra quelle nella media del genere picchiaduro. Francamente
non disprezziamo del tutto il tentativo della sofware house nipponica, che a priori non
era semplice vista la conformazione del gioco, e siamo propensi a salvare un sonoro
decisamente riuscito (nelle musiche e negli effetti), una grafica raffinata sia nelle
textures che negli sfondi e una giocabilità che, almeno a breve termine, regala
spettacolo.
|
 |